Dal Foglio del 3 giugno 2001 Se l’era detto e ridetto ogni giorno, per tutti i sette mesi in cui era la matricola n. 265 449 G e occupava la cella 3/207 del quartiere Vip del carcere parigino della Santé,: tornerò. Come il conte di Montecristo. E Bernard Tapie, detto Nanar, è tornato. Alla grande. Il simbolo degli anni ottanta, il “Vautrin dell’era catodica” come l’ha definito il settimanale Le Point, il personaggio più balzacchiano del Dopoguerra, il saltimbanco di genio nato povero e vomitato dalle elite di ogni genere, non solo è tornato a furor di popolo alla testa dell’Olympique di Marsiglia, con cui vinse nel 1993 la Coppa dei Campioni, per ora solo e unico club francese di football ad essere riuscito nell’impresa.