Libertà è caro nome. Che però suona meglio quando ci sono i fucili a difenderla. Sennò l’inno alla gioia può diventare canto di morte. E’ l’insegnamento delle rivoluzioni o, come pare si dica ora, dei “regime change” del passato. E della storia stessa delle democrazie. Eppure nelle analisi delle cancellerie occidentali, tale evidenza è come scomparsa. Nessuno parla di uso della forza per aiutare il popolo egiziano, nessuno evoca il diritto di ingerenza umanitaria. Qualcuno ha addirittura proposto un’ingerenza all’incontrario. L’incauta Michèle Alliot-Marie, ministro degli Esteri francese, pretendeva di mettere la tecnologia e l’intelligence del suo paese a disposizione di Ben Ali. Leggi Ecco perché la gente del Cairo non invidia i cugini di Teheran - Leggi Non è un paese per strangers - Leggi Europa, sbarco al Cairo