Mentre il mercato fa fatica a digerire i titoli del debito pubblico italiano, Giuliano Amato, in un’intervista al Corriere della Sera, torna a proporre la patrimoniale, esattamente come nel dicembre del 2010, allo scopo di risolvere i problemi del debito pubblico. Ciò pur sostenendo che la manovra finanziaria del governo, “giusta o ingiusta che sia, sino al 2014 ci fa stare tranquilli”. Il tortuoso ragionamento per giustificare questo tributo è che i mercati non sanno che cosa accadrà all’Italia dopo il 2014.