A settembre il presidente del Consiglio, Enrico Letta, si troverà di fronte a un bivio che riguarda le riforme strutturali per rilanciare la crescita ed essere credibili a livello internazionale, pur avendo l’Italia un rapporto debito pubblico/pil del 130 per cento. Lo scoglio dell’Imu sull’abitazione principale è politicamente insidioso solo perché lo si è personalizzato, dicendo di fatto: “Non si può darla vinta a Berlusconi”, ma riguarda 2 miliardi annui, lo 0,13 per cento del pil, e gli effetti immediati sul mercato edilizio, i mutui immobiliari e i loro crediti incagliati. La soluzione, dandola “vinta” a Berlusconi, rispetta i patti e serve a migliorare il mercato interno.