L’ultima è quella del pane. Se raccogliessimo ogni briciola e ogni avanzo, farebbero 244 mila tonnellate di cibo all’anno, pari a un miliardo di euro, abbastanza per 636.600 persone, col corollario immancabile e politicamente corretto di 291.393 tonnellate di anidride carbonica in meno. Com’è possibile? Semplice: possiamo permettercelo. Lo spreco non è uno scandalo, è la condizione dell’esistenza. Lo spreco è un giudizio soggettivo: esiste perché, nella nostra percezione, i beni scartati valgono meno dello sforzo che dovremmo fare per salvarli. Lettori del Foglio, che ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner