Sta sempre in ginocchio: il gomito sulla coscia e il mento sulla mano. Mordicchia il mignolo. Dice che così pensa meglio: 4-4-2, 4-3-3, 3-4-3, 3-5-2, 4-3-2-1. Di Natale, Camoranesi, Toni. Non sorride spesso, Roberto Donadoni. E’ difficile che s’incazzi, però: resta fermo in quella posizione da cavaliere in attesa della consacrazione. Una spada per lui, per fargli chinare il capo e ammetterlo nel mondo dei grandi. Spalla destra, spalla sinistra e testa.