L’ultima curva, dài. Non stringere troppo sullo steccato. L’andatura: aumenta. La dirittura, la sabbia si alza, la velocità aumenta; non rompere, ti prego. Il palo l’ha in fondo: si vede e si sente. Corri bello. Dài, dài, dài. Cavallo e uomo, insieme. Il sulky, le ruote, gli occhialini del driver impolverati, il frustino ancora in mano. Uno sguardo alla tribuna: ci sono giornali che sventolano, la gente che viene giù dalle gradinate, corre per andare a riscuotere, lì nell’androne dell’ippodromo, dove arriva l’effluvio forte e unico delle scuderie e dove si sente forte l’odore del denaro.