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Addio a Victor Willis, il frontman dei Village People

1 lug 2026

Rapporto Gem Italia 2025-26 di Universitas Mercatorum, tasso attivazione 11%, Italia 30ma su 48 paesi

(Adnkronos) - L’Italia si posiziona al 30° posto nel ranking globale del Gem (Global Entrepreneurship Monitor) per propensione all’imprenditorialità. Nonostante il recupero registrato dopo la crisi pandemica, il Paese continua a scontare un ritardo strutturale rispetto alle principali economie avanzate. Nel contesto italiano, i dati mostrano una stabilizzazione delle iscrizioni di nuove imprese rispetto al 2024, dopo la ripresa osservata nel biennio 2024-2025: dalle oltre 400.000 nuove iscrizioni del 2010 si è passati a circa 325.000 nell’ultimo biennio. Il ridimensionamento interessa soprattutto il comparto manifatturiero, dove le nuove iscrizioni sono scese da oltre 21.000 a meno di 13.000, mentre i settori ad alta tecnologia mostrano segnali di maggiore vitalità, trainati in particolare dalle attività dei servizi. È quanto emerge dal Rapporto Gem Italia 2025-2026 presentato oggi da Universitas Mercatorum - l’Università delle Camere di Commercio Italiane del Gruppo Multiversity - a Roma, presso gli Horti Sallustiani, nell’ambito dell’evento 'L’imprenditorialità per la crescita del Paese'. 

L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali di Giovanni Cannata, Magnifico Rettore Universitas Mercatorum, e Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. La presentazione del Rapporto è stata affidata ad Alessandra Micozzi, coordinatrice scientifica del Gem Italia e direttrice del Dipartimento di Economia, Statistica e Impresa di Universitas Mercatorum. Il panel degli esperti, moderato da Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, ha visto gli interventi di Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese del Mimit; Francesco Durante, amministratore delegato di Multiversity; Inge Molinari, presidente di Molinari Italia Spa; Matteo Musacci, imprenditore e presidente dei Giovani di Confcommercio; Tiziana Pompei, Vicesegretario generale di Unioncamere; Stefano Scarpetta, Capo Economista Ocse. Le riflessioni conclusive sono state affidate a Fausta Bergamotto, sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il Gem (Global Entrepreneurship Monitor) è il principale osservatorio internazionale sull’attività imprenditoriale e un punto di riferimento per la ricerca accademica e i policy maker. L’edizione 2025 ha coinvolto 48 Paesi, con oltre 100.000 interviste a cittadini e circa 2.000 a testimoni privilegiati. Il Rapporto Gem Italia 2025-2026 analizza i fattori che favoriscono o ostacolano la nascita di nuove imprese e le ragioni del divario tra intenzione imprenditoriale e avvio effettivo di un’attività. 

Nel 2025 il Tea (Total Early-stage Entrepreneurial Activity) raggiunge circa l’11%, il valore più elevato del periodo osservato, trainato soprattutto dall’imprenditorialità per opportunità. Resta però ampio il divario tra intenzione e azione: quasi un italiano su cinque vorrebbe avviare un’impresa, ma solo una parte riesce a farlo. A frenare contribuiscono una limitata percezione delle opportunità, ferma intorno al 35%, e il timore del fallimento. Il gap di genere continua a rappresentare una criticità: le donne mostrano una minore propensione all’imprenditorialità rispetto agli uomini, con un Tea di poco superiore all’8% contro circa il 13% maschile. Pesano una più bassa percezione delle opportunità, una minore fiducia nelle proprie capacità e una maggiore paura di fallire. “Il Rapporto Gem permette di approfondire i fattori che favoriscono o ostacolano la nascita di nuove imprese in Italia. Questo è un tema centrale per l’Universitas Mercatorum, che ha scelto di impegnarsi in questa ricerca con l’intento di fornire un contributo scientifico e sociale significativo. La nostra Università ha sostenuto l’indagine nazionale nella consapevolezza dell’importanza di promuovere innovazione, competenze e crescita del tessuto imprenditoriale italiano”, ha dichiarato Giovanni Cannata, Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum.  

 

“Malgrado la ripresa, nel nostro Paese resta ampio il divario tra chi dichiara di voler avviare un’impresa e chi riesce davvero a farlo, il cosiddetto gap imprenditoriale. Su questa discrepanza pesano la percezione di avere scarse opportunità imprenditoriali, la difficoltà di accesso al credito e la complessità normativa. La paura di fallire, che rappresenta una barriera emotiva di tipo strutturale, rimane molto alta in Italia, in particolare per le donne. I segnali positivi sono legati all’aumento dell’innovazione, alla diffusione delle tecnologie digitali e all’attenzione crescente verso la sostenibilità. Le Università e, in generale, il sistema dell’istruzione possono contribuire al rafforzamento delle competenze imprenditoriali attraverso la formazione” ha commentato Alessandra Micozzi, professoressa ordinaria di Economia Applicata presso Universitas Mercatorum e Coordinatrice scientifica del Gem Italia. 

“Il Gem rappresenta un vero e proprio frame informativo che mette a disposizione dei diversi stakeholder dati comparabili tra Paesi. Il loro utilizzo consente a studiosi, istituzioni e operatori di policy di ottenere una conoscenza più approfondita dell’imprenditorialità e delle sue determinanti, orientando in modo più efficace le politiche nazionali e locali di sostegno e sviluppo dell’imprenditoria”, ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito, Direttore generale del Centro Studi Tagliacarne. “Da molti anni il Rapporto Gem monitora e confronta a livello internazionale la propensione all’imprenditorialità - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - E’ uno strumento assai utile per capire l’andamento e le dinamiche del tessuto produttivo e il clima sociale nei confronti dell’attività di impresa”.  

L’indagine Gem evidenzia la necessità di adottare in Italia politiche più efficaci a sostegno dell’imprenditorialità. La riduzione degli oneri burocratici, un migliore accesso al credito, il rafforzamento della formazione imprenditoriale e il superamento del divario di genere rappresentano leve strategiche per favorire la nascita e la crescita delle imprese, promuovendo uno sviluppo economico più sostenibile, inclusivo e competitivo. 

1 lug 2026

Chiesa, Lefebvriani ordinano 4 vescovi senza mandato pontificio: è scisma

(Adnkronos) -   I Lefebvriani - con una articolata cerimonia solenne in Svizzera aperta a Econ da una lunga processione e trasmessa via streaming in diverse lingue - hanno ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio. Lo scisma è compiuto dopo l’inascoltato ultimo appello del Pontefice; manca l’atto formale del Papa con la scomunica latae sententiae.  

I quattro vescovi, preliminarmente, hanno pronunciato la formula con la quale hanno giurato “fedeltà al Papa e alla Chiesa romana”, poi la consacrazione con l’ imposizione delle mani da parte del vescovo consacrante (con guanto rosso) accompagnata dall’invocazione ‘Accipe spiritum sanctum’. “Finalmente il giorno è arrivato. Apparteniamo alla stessa famiglia. Noi non possiamo scegliere tra la fede e la Chiesa, noi vogliamo la Chiesa per mezzo della fede e nella fede - ha detto il superiore generale dei Lefebvriani, don Davide Pagliarani, nell’omelia prima della consacrazione dei vescovi -. Veniamo accusati di non rispettare il Papa. Parliamo il linguaggio della fede, della tradizione, ascoltiamo le persone per convertirle. Bisogna smettere di parlare per dare aria alla bocca. Di fede ce ne è una sola ecco perché si fa fatica a capirsi. Con queste consacrazioni non viviamo nel risentimento ma nella gioia e nella speranza. Dio non ci ha abbandonato e non ci abbandonerà, le consacrazioni lo mostrano”.  

“Continuiamo a cercare il bene delle anime - ha aggiunto -. Più le anime sono disorientate, più dobbiamo sostenerle. Più la chiesa è oltraggiata, più va amata. Pronti a pagare qualunque prezzo, anche essere trattati da ribelle mentre noi vogliamo amare la Chiesa come nostra madre, servirla come una madre a volte tradita che merita di essere aiutata . Potremmo restare indifferenti? No, sarebbe tradire la Chiesa. Più si esalta l’uomo in modo fanatico, più viene allontanato dal suo vero bene. Questa peste paralizza le anime. Ebbene, noi con le consacrazioni vogliamo continuare a riversare il preziosissimo sangue del Signore su tutte le anime. C’è una sola alleanza”.  

E ai nuovi vescovi: “Quali consigli darvi? Quelli di Gesù che dice: ‘vi mando come agnelli in mezzo ai lupi’. Mai piegarvi, non arretrate, la consacrazione vi darà una forza irresistibile. Gesù vi da’ un altro consiglio: siate semplici e astuti come serpenti. No all’inganno che c’è nel mio nido. I vostri nemici non vi affronterà mai frontalmente. Di fronte al pericolo, pregate, restate vigili e non tornate indietro. Svelate l’inganno che è nel mondo e predicate come colombe senza ambiguità”. 

1 lug 2026

Inchiesta escort, legale di Bastoni: "Escludo rapporti a pagamento con minorenne"

1 lug 2026

Tumori, Criscitiello (Humanitas): "Test genomici riducono chemioterapia in cancro seno"

(Adnkronos) - “Negli anni abbiamo visto come l'utilizzo di test genomici in pazienti con tumore della mammella in fase precoce, con espressione dei recettori ormonali e Her2 negativo, possano aiutare a ridurre l'utilizzo di chemioterapia. I dati storici ci dicono che con l'utilizzo di Oncotype DX, per esempio, possiamo evitarla all'incirca nell'80% dei casi. Ovviamente questo dipende molto anche dalla selezione delle pazienti a cui chiediamo il test”. Così Carmen Criscitiello, responsabile Oncologia mammaria Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Mi) e professoressa di Oncologia medica all'Humanitas University, intervenendo all’incontro ‘Genomics at work: the evolution of the patient journey in early breast cancer’, organizzato da Exact Sciences is now Abbott, oggi a Milano. 

“Più recentemente, lo studio Optima con Prosigna - continua Criscitiello - ci dice che, probabilmente, potremmo evitare la chemioterapia a circa due terzi delle donne che avevano effettuato il test nell'ambito di quello studio clinico. Complessivamente, i test genomici oggi rappresentano uno strumento concreto per oncologi e pazienti, per poter andare a selezionare le pazienti che hanno davvero necessità di un trattamento chemioterapico e risparmiarlo invece alle pazienti che non ne trarrebbero beneficio”. 

“Per una donna con tumore della mammella, sapere di poter evitare in sicurezza un trattamento chemioterapico non necessario - sottolinea l'oncologa - ha dei grandissimi benefici e un impatto enorme sulla qualità di vita, in primis da un punto di vista emotivo. Una donna a cui noi oncologi diciamo che può omettere la chemioterapia è più serena, più tranquilla”. Questo perché “la parola stessa, ‘chemioterapia’, porta con sé tutto un corredo di brutti pensieri che si trascina negli anni”. Evitare la chemioterapia, rimarca l'esperta, “vuol dire evitare a quella donna degli effetti collaterali legati al trattamento: un'alopecia, che ha sempre un impatto importante sulla vita di una donna, ed altri effetti collaterali, come per esempio la nausea. Ma non solo - osserva - Se con gli strumenti giusti riusciamo a omettere in sicurezza un trattamento chemioterapico che non comporterebbe un aumento del beneficio, ovvero un aumento della probabilità di ridurre il rischio di recidiva, quella donna ne trarrà dei benefici enormi in termini di qualità della vita complessiva", conclude. 

1 lug 2026

Tumori, oncologo Pruneri: "Test genomici aiuto diagnostico e prognostico cancro seno"

(Adnkronos) - “In Lombardia i test genomici sono utilizzati in modo molto ampio all'interno delle Breast Unit, quindi possiamo essere assolutamente soddisfatti rispetto all'obiettivo che volevamo raggiungere: garantire alle nostre pazienti di avere questo ulteriore ausilio diagnostico e prognostico rispetto alla patologia di cui soffrono. Sottolineo l'importanza dell'utilizzo di questo test all'interno delle Breast Unit perché è esattamente in quella sede che può avvenire una discussione multidisciplinare e un uso appropriato del test”. Così Giancarlo Pruneri, direttore del dipartimento di Diagnostica avanzata della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, professore del dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia dell’università di Milano, all’incontro ‘Genomics at work: the evolution of the patient journey in early breast cancer’, organizzato da Exact Sciences is now Abbott, oggi nel Capoluogo lombardo. 

  

“La Lombardia - continua Pruneri - fu la prima regione che valutò necessario il rimborso per questi test e quindi fece queste valutazioni pilota dell'utilizzo dei test all'interno delle Breast Unit. Clinica e scienza, in questo ambito dell'oncologia di precisione, sono un obiettivo comune: uno supporta l'altro - osserva - Il primo obiettivo che cerchiamo di raggiungere è quello di verificare se possiamo utilizzare i test genomici nella biopsia per anticipare il risultato rispetto a quello che è il patient journey all'interno delle nostre istituzioni. Avere un risultato già presente e disponibile per la discussione all'interno della Breast Unit nel team multidisciplinare può essere molto utile - sottolinea l'esperto - sia per la gestione del caso clinico da parte della Breast Unit stessa, sia perché riduce, come abbiamo visto da dati presentati in letteratura, l'ansietà dei pazienti. Conoscere è importante sia per il team che cura il paziente, ma prevalentemente e soprattutto per la paziente: avere la conoscenza dei dati rispetto ai quali viene stabilito un trattamento è fondamentale”. 

  

“L'altro aspetto, più scientifico e sperimentale - prosegue l'oncologo - è l'utilizzo di questo dato, quindi usare i test genomici per capire meglio, affinare e personalizzare il trattamento neoadiuvante nella paziente" con forma "estrogeno-positiva. Abbiamo due aspetti da considerare: uno più pragmatico, più di Health technology assessment (Hta), di logistica del percorso diagnostico e il secondo prettamente, in questo momento, ancora scientifico. Ci aspettiamo, però - conclude - che i risultati dei nostri studi possano poi aiutarci a includere questo tipo di test anche nelle biopsie, per permettere alle pazienti di ricevere un trattamento specifico anche dal punto di vista del setting adiuvante”. 

1 lug 2026

Ucraina, Zelensky a Dublino per cerimonia presidenza irlandese Ue

(Adnkronos) - Il primo ministro irlandese Michael Martin ha invitato il presidente del Consiglio europeo António Costa e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a partecipare alla cerimonia di inaugurazione, oggi pomeriggio al Castello di Dublino, della presidenza di sei mesi dell'Irlanda dell'Unione europea.  

Venerdì il Collegio dei Commissari europei, guidato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, celebrerà l'inizio della presidenza tenendo la sua riunione settimanale a Cork. Il premier iralandese terrà un incontro bilaterale con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Alla cerimonia parteciperanno ex primi ministri, ex e attuali europarlamentari irlandesi, ex commissari europei irlandesi, nonché l'attuale commissario per la Giustizia, la Democrazia e lo Stato di diritto Michael McGrath.  

"Questo è un momento molto importante per il nostro Paese, poiché assumiamo la presidenza per l'ottava volta, e sono molto grato a entrambi i presidenti per averci aiutato a celebrare l'occasione con una cerimonia di apertura al Castello di Dublino, durante la quale isseremo le bandiere dell'UE e dell'Ucraina", ha dichiarato Martin. "Nel mio incontro con il presidente Costa, non vedo l'ora di discutere di come possiamo collaborare strettamente per realizzare il nostro ambizioso programma politico - ha aggiunto - Vogliamo migliorare la competitività dell'Europa, semplificando la vita alle nostre imprese e offrendo posti di lavoro di qualità ai suoi cittadini". 

"Vogliamo difendere i valori fondamentali che sono alla base della nostra Unione, proteggendo la nostra democrazia e garantendo la sicurezza dei nostri cittadini - ha detto ancora il primo ministro - L'Ucraina fa parte della nostra famiglia europea, quindi non vedo l'ora di ribadire al presidente Zelensky che l'Irlanda e l'Ue continueranno a sostenere fermamente l'Ucraina e il suo popolo per tutto il tempo necessario. Il sostegno all'Ucraina sarà una priorità importante per noi durante il nostro mandato. Nei nostri incontri odierni discuteremo anche di come aumentare la pressione sulla Russia affinché il costo del proseguimento della sua guerra illegale diventi insostenibile". 

Intanto Zelensky ha ufficializzato l'esecuzione di un secondo attacco ai danni di una raffineria di petrolio situata nella città russa di Ufa, uno dei maggiori produttori russi di lubrificanti, che dista oltre 1.300 chilometri dal fronte. L'agenzia di stampa Ukrinform riporta la comunicazione ufficiale diffusa dal capo di Stato tramite il canale Telegram.  

L'operazione ha interessato anche una struttura strategica ubicata nella regione russa di Penza, sito deputato allo sviluppo e alla produzione di componenti per i sistemi missilistici impiegati dalle forze armate russe nelle offensive contro i centri abitati ucraini: "La distanza dall'obiettivo è di circa 600 chilometri dal fronte", ha ricordato Zelensky aggiungendo: "La pace è necessaria, e questo è esattamente ciò che la leadership russa deve comprendere. La Russia deve porre fine alla sua guerra".  

1 lug 2026

Fumo, Perrone (Fondazione Aiom): "52mila firme per aumentare costo sigarette, ora tocca alla politica"

(Adnkronos) - "C'è grande soddisfazione per la collaborazione nata tra Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Aiom accomunate anche dall'eredità scientifica di Umberto Veronesi. Durante gli ultimi quattro mesi di laoro, intensi e impegnativi, ci siamo spesi senza sosta. La campagna '5 euro contro il fumo' ha raccolto ben 52.911 firme, che alla fine della scorsa settimana abbiamo depositato presso la Segreteria del Senato. Ora la responsabilità passa alla politica, chiamata a esaminare e discutere il provvedimento. Noi ovviamente continueremo a fare pressione. Nei prossimi giorni in base ai lavori parlamentari, l'Aula sarà informata del deposito del testo. Da questo momento quella che era una proposta di iniziativa popolare diventa a tutti gli effetti un disegno di legge". Lo ha detto Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica), durante una conferenza sul tema, oggi a Roma. 

"Restiamo fiduciosi che venga compresa l'urgenza di intervenire, soprattutto per tutelare le giovani generazioni dall'aumento del consumo dei prodotti alternativi e dal rischio del consumo duale - ha sottolineato Perrone - Continueremo a seguire l'iter parlamentare e a sollecitare il sostegno delle istituzioni e dell'opinione pubblica affinché la proposta diventi legge. L'auspicio è che tutti i partiti approvino all'unanimità in entrambe le Camere il disegno di legge. Questo è quello che noi speriamo e la presidente Meloni, che ha pubblicamente detto di aver smesso di fumare, in questo senso ci sta dando una mano". 

"Le stime indicano che, a fronte di una riduzione del 37% del consumo di tabacco, il gettito derivante dalle accise potrebbe aumentare di circa 800 milioni di euro l'anno. Vorrei però chiarire un punto fondamentale: il nostro obiettivo - scandisce Perrone - non è incrementare le entrate fiscali. Noi siamo medici e ricercatori e il nostro interesse è esclusivamente la tutela della salute pubblica, in particolare di chi oggi è sano e vorremmo che non si ammalasse mai. Già questo obiettivo, di per sé, giustificherebbe un investimento da parte dello Stato. Se poi una legge pensata per migliorare la salute dei cittadini dovesse generare anche un beneficio economico per le casse pubbliche, tanto meglio. Per questo chiediamo che l'eventuale maggior gettito, stimato in circa 800 milioni di euro all'anno, venga destinato al Servizio sanitario nazionale". Infine, "non abbiamo voluto vincolare queste risorse a un ambito specifico, perché riteniamo che un Servizio sanitario nazionale forte sia un patrimonio per tutti: per chi affronta un tumore, una malattia cardiovascolare o qualsiasi altra patologia. Per questo il disegno di legge prevede che le maggiori entrate derivanti dalle accise siano trasferite dal ministero dell'Economia al ministero della Salute, che potrà destinarle alle priorità del Ssn", ha poi concluso Perrone.  

1 lug 2026

Fumo, Di Maio (Aiom): "Più efficace aumentare costo sigarette che le immagini shock sui pacchetti"

(Adnkronos) - "La proposta si basa su evidenze consolidate che dimostrano come l'aumento significativo del prezzo dei prodotti del tabacco sia uno degli strumenti più efficaci per ridurre il consumo. L'incremento di 5 euro che proponiamo è ben diverso dai piccoli ritocchi di prezzo adottati in passato, che hanno generato malcontento senza incidere realmente sulle abitudini dei fumatori. L'esperienza di Paesi europei come Francia e Irlanda mostra che consistenti aumenti del prezzo sono stati seguiti da una riduzione del consumo di circa il 30%, pari a milioni di fumatori in meno. Si tratta di risultati molto più rilevanti rispetto ad altre strategie adottate negli anni, come le immagini di avvertimento sui pacchetti di sigarette, che hanno dimostrato un'efficacia limitata nel favorire la cessazione del fumo". Lo ha detto Massimo Di Maio, presidente di Aiom (Associazione italiana oncologia medica), durante una conferenza sulla campagna '5 euro contro il fumo' che ha raggiunto oltre 52mila firme ora depositate in Senato.  

"Anche i dispositivi di nuova generazione - ha aggiunto Di Maio - non rappresentano una soluzione efficace: oltre a mostrare scarsi risultati nell'aiutare a smettere di fumare, favoriscono il consumo duale e rischiano di avvicinare alla dipendenza persone che prima non fumavano, in particolare i più giovani. Per questo confidiamo che anche in Italia un aumento deciso del prezzo possa ottenere gli stessi risultati osservati in altri Paesi, soprattutto tra i giovani, che sono generalmente più sensibili all'effetto deterrente di un rincaro significativo dei prodotti del tabacco e della nicotina".  

"Qualcuno potrebbe aver avuto l'impressione che ci siamo concentrati esclusivamente sul fumo. In realtà - ha sottolineato il presidente degli oncologi - trattandosi di una proposta di legge, era necessario individuare una priorità. Sarebbe stato poco realistico costruire un provvedimento che affrontasse contemporaneamente tutti i fattori di rischio oncologico. La scelta è quindi ricaduta sul fumo perché, dati alla mano, rappresenta di gran lunga il principale fattore di rischio evitabile per i tumori. Da solo è responsabile di una quota di neoplasie pari, se non superiore, a quella attribuibile a tutti gli altri fattori di rischio messi insieme". "Questo non significa che la comunità scientifica sottovaluti l'importanza della prevenzione sugli altri determinanti di salute. Ogni anno, nel rapporto 'I numeri del cancro in Italia', dedichiamo ampio spazio agli stili di vita della popolazione, affrontando temi come consumo di alcol, sedentarietà e alimentazione, tutti elementi rilevanti nella prevenzione oncologica. Il nostro impegno su questi fronti continuerà, ma oggi era fondamentale partire dal principale fattore di rischio, con l'auspicio che questa proposta di legge possa essere approvata. Successivamente ci sarà spazio per affrontare anche gli altri aspetti della prevenzione", ha detto. 

 

Nel corso della conferenza è stato affrontato anche il tema dei benefici della cessazione del fumo. Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di ricerca sugli Stili di vita dell'Istituto Mario Negri, ha ricordato i risultati dello studio prospettico condotto da Richard Doll e Richard Peto su circa 40 mila medici britannici seguiti per cinquant'anni. "La ricerca ha dimostrato che i fumatori perdono in media circa dieci anni di aspettativa di vita rispetto a chi non ha mai fumato, una stima che studi più recenti suggeriscono possa essere persino superiore. La buona notizia", ha concluso Gallus, "è che smettere di fumare consente di recuperare gran parte di quegli anni di vita. Chi smette intorno ai 30 anni recupera praticamente l'intera perdita di aspettativa di vita; chi smette a 40 anni ne recupera circa nove, a 50 anni circa sei e anche a 60 anni il beneficio rimane significativo, con un recupero di circa tre anni. "Smettere di fumare è sempre utile, a qualsiasi età, anche dopo i 60 o i 70 anni".  

 

1 lug 2026

Fumo, Giulia Veronesi: "Dipendenza da nicotina è costruita per attrarre soprattutto i giovani"

(Adnkronos) - "Quando si parla di fumo non ci si riferisce soltanto al tumore del polmone, che resta la prima causa di morte oncologica nel mondo occidentale con circa 40mila decessi l'anno in Italia. Il tabacco è anche un importante fattore di rischio per infarto, ictus, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e numerosi altri tumori, tra cui quelli delle vie aeree e delle vie urinarie. Complessivamente provoca circa 80mila morti ogni anno nel nostro Paese ed è la principale causa evitabile di malattia e mortalità. Oggi, però, è importante spostare l'attenzione non solo sui danni provocati dal fumo, ma anche sul motivo per cui è così difficile smettere. La dipendenza da nicotina è una malattia cronica, non una semplice abitudine. È una dipendenza costruita e alimentata anche attraverso sofisticate strategie di marketing dell'industria del tabacco, che colpiscono soprattutto i giovani". Così Giulia Veronesi, membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi Ets, durante una conferenza sulla campagna '5 euro contro il fumo' che ha raggiunto oltre 52mila firme ora depositate in Senato.  

"Le sigarette elettroniche vengono spesso presentate come innocue, inducendo anche ragazzi che non avrebbero mai fumato una sigaretta tradizionale a iniziare a utilizzare prodotti contenenti nicotina. Questa sostanza crea una vera dipendenza biologica - avverte Veronesi - e, soprattutto negli adolescenti, interferisce con lo sviluppo del cervello, aumentando anche la vulnerabilità verso altre forme di dipendenza. Una volta instaurata, liberarsene è estremamente difficile". Anche la cosiddetta 'riduzione del danno' "non trova conferma nelle evidenze scientifiche. Per questo - spiega Veronesi - la proposta di aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti del tabacco non rappresenta una battaglia contro i fumatori, ma contro la dipendenza da nicotina. È una misura di salute pubblica che mira a proteggere i cittadini, in particolare i più giovani, al di là degli interessi commerciali dell'industria del tabacco". 

Le esperienze di Paesi "come Francia e Irlanda, confermate anche da analisi realizzate con il supporto del Cergas dell'Università Bocconi, dimostrano che un forte aumento dei prezzi riduce in modo significativo il numero dei fumatori, soprattutto tra i giovani. Per essere davvero efficace, però - fa notare Giulia Veronesi - la misura deve riguardare anche i prodotti alternativi contenenti nicotina, evitando che i consumatori si spostino dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche o diventino consumatori duali. Le evidenze scientifiche mostrano, inoltre, che sostituire completamente le sigarette tradizionali con quelle elettroniche non elimina il rischio di tumore del polmone". Per questo "è fondamentale cambiare prospettiva: i fumatori non devono essere considerati colpevoli, ma persone affette da una dipendenza che meritano di essere aiutate. Ancora più importante è impedire che le nuove generazioni diventino i futuri clienti dell'industria del tabacco. È questa la sfida che la proposta di legge intende affrontare", conclude. 

1 lug 2026

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