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Belorado, le 'monache dei cioccolatini' rischiano 12 anni di carcere

(Adnkronos) - Dodici anni di reclusione per ciascuna delle sette ex clarisse scismatiche di Belorado, in Spagna. E' quanto ha chiesto la procura spagnola e la parte civile, secondo quanto reso noto dallo stesso gruppo di religiose in un comunicato, nel quale respinge ogni accusa e denuncia quella che definisce una "caccia alle streghe". Le suore, note per i loro pregiati cioccolatini artigianali prodotti nel monastero con il supporto del celebre maestro pasticcere Paco Torreblanca e venduti in negozi gourmet e ristoranti stellati, sono accusate di aver maltrattato e abbandonato cinque consorelle anziane. 

Secondo l'ordinanza del Tribunale d'istruzione n. 5 di Bilbao, citata dai media spagnoli, le imputate avrebbero "manipolato, maltrattato e umiliato le consorelle più anziane", approfittando della loro particolare vulnerabilità per farle aderire allo scisma. Le accuse comprendono coercizione, trattamento degradante, abbandono di persone incapaci, omissione di soccorso e reati contro il patrimonio ecclesiastico. 

La giudice aveva chiuso a maggio la fase istruttoria, disponendo il rinvio alle parti per la presentazione degli atti d'accusa e l'apertura del processo. 

La vicenda nasce dalla clamorosa rottura con la Chiesa cattolica annunciata nel maggio 2024 a seguito del rifiuto della Chiesa di concedere loro l'acquisizione di un convento a Orduña (Bizkaia). Le suore, denunciando "persecuzioni", ruppero con Roma e aderirono alla Pia Unione dell'Apostolo San Paolo, considerata una setta dalla Chiesa Cattolica, coordinata da Pablo de Rojas Sánchez-Franco, scomunicato nel 2019. La ribellione fu guidata da Suor Isabel de la Trinidad, Madre Badessa delle Clarisse, che all'epoca dichiarò di non riconoscere più l'autorità del Papa, definendolo "usurpatore della Santa Sede", e difese le sue azioni: "Ci chiameranno eretiche e scismatiche, pazze e con molte altre calunnie e cose spiacevoli. Non credetegli, almeno non questa volta; non lasciatevi ingannare". 

 

Secondo il provvedimento giudiziario, le cinque religiose anziane, di età compresa tra 87 e 101 anni, non sarebbero mai state adeguatamente informate della decisione di rompere con Roma, anche a causa del loro stato di salute. Quattro di loro soffrivano di diversi gradi di deterioramento cognitivo, mentre una quinta presentava gravi difficoltà di linguaggio in seguito a un ictus. 

Le indagini descrivono inoltre condizioni igienico-sanitarie precarie all'interno del monastero di Orduña, nei Paesi Baschi, dove le religiose si erano trasferite dopo lo sfratto dal convento di Belorado. I consulenti incaricati dalla magistratura hanno rilevato scarsa igiene diffusa, una cucina sporca e alimenti conservati in condizioni ritenute dubbie. 

Per la giudice istruttrice, le imputate sarebbero venute meno al dovere di assistenza verso le consorelle più fragili, sottoponendole a un trattamento lesivo della dignità personale e sfruttandone la vulnerabilità psicofisica. Nell'ordinanza si sostiene inoltre che le religiose esercitassero un forte controllo sulle anziane, inducendole ad accettare decisioni che non erano in grado di comprendere pienamente per timore delle conseguenze. La magistrata ipotizza anche che il trasferimento delle consorelle più anziane fosse finalizzato a ritardare l'esecuzione dello sfratto, evitando che venisse eseguito in presenza di persone particolarmente vulnerabili. 

Inoltre, sono accusate di reati contro il patrimonio, poiché si presume che abbiano sottratto o tentato di vendere beni ecclesiastici legati al monastero, motivo per cui un antiquario e l'ex badessa di Belorado sono stati arrestati alcuni mesi fa. 

Le imputate, che oggi vivono tra La Puebla de Montalbán, nella provincia di Toledo, e il monastero di Orduña, si dichiarano "pienamente innocenti" e affermano di affrontare il procedimento "con la serenità di chi sa di non aver commesso i fatti contestati". Nel loro comunicato sostengono che la pressione nei confronti della comunità "non ha smesso di aumentare", paragonando la vicenda a "una caccia alle streghe come ai tempi dell'Inquisizione". A loro giudizio, il procedimento rappresenterebbe "una persecuzione e una punizione" per aver "sfidato l'autorità ecclesiastica". 

Lo scorso 18 giugno il Tribunale Supremo spagnolo ha reso definitiva la sentenza che conferma lo sfratto delle ex clarisse dal monastero di Belorado, dichiarando inammissibile il loro ricorso e condannandole anche al pagamento delle spese processuali. Parallelamente, il Tribunale di Briviesca ha trasferito ai giudici di Burgos un'altra indagine relativa alla vendita di 1,73 chilogrammi d'oro del valore di circa 130 mila euro, ritenendo competente il foro del capoluogo castigliano. 

1 lug 2026

Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), al via nona edizione: in vendita 8.863 ettari per un valore di oltre 121 milioni di euro

(Adnkronos) - In vendita 253 terreni, per una superficie complessiva di 8.863 ettari e un valore a base d'asta di oltre 121 milioni di euro. Sono queste le principali novità della nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), lo strumento con cui Ismea valorizza il proprio patrimonio fondiario, favorisce il ricambio generazionale e sostiene lo sviluppo dell'agricoltura italiana, in attuazione degli indirizzi del Governo Meloni e del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. A questi si aggiungono 266 terreni appartenenti al lotto permanente, pari a 5.271 ettari, portando così a oltre 14.000 ettari il patrimonio fondiario complessivamente disponibile attraverso la Banca nazionale delle Terre Agricole. 

L'iniziativa consente di favorire l'incontro tra domanda e offerta di terreni agricoli attraverso procedure di vendita all'asta improntate a trasparenza, semplicità e accessibilità, con un'attenzione particolare ai giovani che intendono avviare o consolidare un'impresa agricola. Come nelle precedenti edizioni, la Bta è articolata in due lotti: il lotto periodico, che comprende i terreni fino al terzo tentativo di vendita e per il quale è prevista una finestra temporale dedicata alla presentazione delle offerte, e il lotto permanente, per i quali è sempre possibile presentare una proposta di acquisto. 

Tra le principali innovazioni di quest'anno figura l’introduzione della cosiddetta fase vetrina. Dal 1° luglio al 31 agosto 2026 gli interessati potranno consultare online tutte le schede dei terreni disponibili senza dover presentare alcuna manifestazione di interesse. Le offerte potranno essere presentate esclusivamente nel periodo compreso tra il 14 settembre e il 14 novembre 2026. 

 

Qualora venga presentata una prima offerta valida su uno stesso terreno, gli altri soggetti interessati potranno prenotarsi per partecipare alla successiva fase dei rilanci davanti al notaio. I terreni sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una significativa concentrazione nelle regioni del Mezzogiorno. La Sicilia rappresenta il 27% della superficie complessivamente messa in vendita, seguita da Puglia (12%), Toscana (10%), Basilicata (9%) e Umbria (8%). 

L'edizione 2026 introduce inoltre un'importante misura a tutela della legalità: saranno esclusi dalla procedura di acquisto i soggetti condannati per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis del Codice penale), il cosiddetto caporalato, rafforzando così l'impegno di ISMEA nella promozione di un'agricoltura fondata sul rispetto dei diritti dei lavoratori e delle regole del mercato. Oltre alla conferma della possibilità di acquistare i terreni con pagamento rateale garantito da ipoteca, viene introdotta una nuova agevolazione che prevede la riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Agli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) ai quali siano stati affidati in custodia i terreni oggetto di vendita sarà riconosciuto un diritto di prelazione per l'acquisto. 

Con questa nuova edizione, Ismea conferma il ruolo della Banca nazionale delle Terre Agricole come strumento strategico per favorire l'accesso alla terra, sostenere il ricambio generazionale, valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e promuovere uno sviluppo agricolo sempre più competitivo, sostenibile e orientato alla legalità. 

1 lug 2026

Diana oggi avrebbe compiuto 65 anni, l'eredità morale raccolta dai figli

(Adnkronos) - La Principessa Diana avrebbe compiuto oggi 65 anni. Sono trascorsi quasi trent'anni dalla sua scomparsa, ma il ricordo della 'Principessa del Popolo' è ancora vivo tra i cittadini britannici, a partire dai figli, naturalmente. La prima moglie di Re Carlo ha lasciato a William e Harry soprattutto l'ispirazione fondamentale per il loro impegno in ambito sociale. Dalla lotta contro le mine antiuomo alle azioni benefiche per i senzatetto, sia il Principe di Galles che il Duca di Sussex hanno ripercorso le orme tracciate dalla madre nell'attivismo. Fra i suoi impegni sociali - ricorda Point de Vue - William ha preparato pasti per i senzatetto e ha presentato il progetto Homewards, volto a fornire soluzioni per le persone che vivono per strada. Da Aberdeen, in Scozia, a Newport, in Galles, quella per gli homeless è una battaglia che l'erede al trono prosegue nel nome di Diana. 

La principessa Diana sostenne ben 100 organizzazioni benefiche e anche il principe Harry ha seguito le sue orme, in particolare nel luglio 2025 durante un viaggio ufficiale in Angola. Molti anni dopo la visita della madre, anche il Duca di Sussex ha attraversato un campo minato, indossando una visiera e un giubbotto antiproiettile. Nel corso degli anni, i due figli hanno abbracciato molte delle cause sostenute dalla madre. Dalla lotta contro l'Aids a quella contro la povertà e il cancro, entrambi si sono impegnati a perpetuare lo spirito di generosità materno. Harry e William partecipano regolarmente agli eventi organizzati dal Diana Award, un'organizzazione benefica per i giovani fondata in sua memoria. Il Principe di Galles ha anche invitato il figlio dodicenne George ad aiutare a preparare i pasti per i senzatetto con il progetto The Passage nel dicembre 2025, la stessa organizzazione a cui Diana lo aveva portato nel 1993, quando aveva solo undici anni. 

1 lug 2026

Belgio, incendio in un palazzo ad Anversa: 6 morti e diversi feriti

(Adnkronos) - Almeno sei persone sono morte in un incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo ha riferito la polizia belga, secondo quanto riporta il sito di Le Soir, aggiungendo che ci sono anche diversi feriti, molti gravissimi. Le fiamme sono divampate all'ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l'edificio alla ricerca di eventuali dispersi. 

 

"L'edificio è stato completamente evacuato", ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. "Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell'incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un'operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco", ha aggiunto. 

Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell'incendio è operativa anche un'unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l'evoluzione del rogo dall'alto.  

 

A causa dell'intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l'esposizione ai fumi dell'incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate. 

1 lug 2026

Lombardia, H2iseO: conclusi lavori impianti Iseo e Edolo, rispettata scadenza Pnrr

(Adnkronos) - Sono stati completati i lavori di costruzione degli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno di Iseo e Edolo, realizzati da Ferrovienord nell’ambito del progetto H2iseO. Il Gruppo Fnm ha dunque pienamente centrato gli obiettivi necessari per ottenere, tramite Regione Lombardia, i finanziamenti del Pnrr per il progetto. I fondi assegnati sono pari a 97,2 milioni di euro, su un totale di 362,4 milioni, e sono relativi a questi due impianti e all’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato, in servizio dal 2025. L’effettiva erogazione dei finanziamenti era vincolata al rispetto di alcune scadenze: la prima “milestone” riguardava la cosiddetta “Obbligazione giuridicamente vincolante”, ossia la sottoscrizione dei contratti necessari per la realizzazione degli impianti, entro il 31 dicembre 2023; l’ultima riguardava appunto la “Conclusione dei lavori” entro il 30 giugno 2026. La messa in servizio degli impianti avverrà a seguito delle attività di collaudo che verranno effettuate e completate nelle prossime settimane e sarà allineata all’esecuzione dei test dinamici dei nuovi treni a idrogeno.  

A tal riguardo, infatti, a seguito del rilascio da parte di Ansfisa dell’Autorizzazione di Messa in Servizio (Amis) per la circolazione dei nuovi treni lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo gestita da Ferrovienord, sono in programma una serie di attività, in vista dell’avvio del servizio commerciale dall’inizio del 2027, tra cui l’effettuazione di test dinamici di accettazione dei treni presso il sito di Rovato e lungo la linea Brescia-Edolo e un ulteriore ciclo di corse di test lungo la linea, che simuleranno possibili differenti condizioni di utilizzo commerciale dei treni. L’impianto di Iseo è sviluppato integralmente su un’area in concessione a Ferrovienord (fatta eccezione per una piccola area acquisita da privati), nelle immediate vicinanze dell’esistente deposito di Trenord. L’impianto produrrà idrogeno a partire dal biometano, recuperando la CO2 prodotta. L’idrogeno verrà successivamente stoccato e distribuito tramite 2 erogatori in grado di rifornire due treni su due differenti binari alla pressione di 350 bar.  

L’impianto, progettato e realizzato nel rispetto delle norme tecniche relative agli impianti di rifornimento di idrogeno di cui al D.M. 23 ottobre 2018 che disciplinano gli aspetti e le dotazioni di sicurezza, dispone di un impianto di produzione di idrogeno tramite steam reforming con una capacità produttiva nominale pari a 1.150 kg/giorno di idrogeno (ovvero 420 tonnellate/anno), una baia per la ricezione di eventuali carri bombolai e stoccaggi per l’idrogeno per una capacità complessiva pari a 1.450 kg. “Il completamento degli impianti di Iseo e Edolo e la conseguente conferma dei finanziamenti del Pnrr, reso possibile attraverso il determinante supporto di Regione Lombardia, rappresentano un’ulteriore tappa decisiva verso la piena realizzazione del progetto H2iseO", commenta il presidente di Fnm Andrea Gibelli. 

"Abbiamo sempre creduto - aggiunge Gibelli - in questa iniziativa che porterà a breve all’entrata in servizio di nuovi treni capaci di ridurre in modo significativo le emissioni, nel segno dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e dello sviluppo. H2iseO si conferma oggi come un progetto industriale e ambientale concreto, nato per decarbonizzare una linea non elettrificata e capace di diventare un modello replicabile a livello nazionale. Un ringraziamento va a tutti i professionisti del Gruppo Fnm e ai partner tecnici e istituzionali che hanno contribuito a questo risultato, in particolare a Regione Lombardia per il costante sostegno”. “La realizzazione degli impianti di Iseo e Edolo – afferma il consigliere delegato di Fnm Fulvio Caradonna – rappresenta un passaggio decisivo che conferma la solidità di un percorso industriale e amministrativo lungo e complesso, portato avanti dal Gruppo con determinazione e professionalità. Questo traguardo ci avvicina ulteriormente all’obiettivo di trasformare il sistema di mobilità della Valcamonica e della provincia di Brescia. Desidero rinnovare il mio sincero ringraziamento a tutte le persone del Gruppo FNM e ai partner tecnici e istituzionali, in particolare a Regione Lombardia. L’impegno condiviso di tutti ha reso possibile fare un altro passo in avanti molto importante verso l’esercizio commerciale”.  

“Ferrovienord è all’opera da tempo nella realizzazione degli impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, negli interventi di adeguamento tecnico e infrastrutturale e nella predisposizione dei siti di deposito e manutenzione – sottolinea il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti -. Va ancora una volta sottolineata la professionalità e la dedizione dei tecnici e dei professionisti che continuano a lavorare con grande impegno per portare a compimento un progetto all’avanguardia, di rilevante valore ambientale e sociale, che permetterà di sostituire i treni diesel con convogli ecologici”.  

Il progetto - Promosso da Fnm, Ferrovienord, Trenord, con il supporto di Regione Lombardia, il progetto H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Il progetto H2iseO prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni a idrogeno destinati a sostituire l’intera flotta diesel oggi impiegata sulla linea, la realizzazione di impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, l’adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate, la realizzazione del deposito e del sito per la manutenzione dei treni a idrogeno. H2iseO nasce da un’esigenza concreta: sostituire progressivamente una flotta diesel su una linea non elettrificata, evitando soluzioni che avrebbero comportato cantieri estesi, interferenze prolungate con il servizio e impatti significativi sul territorio. 

1 lug 2026

Chi l'ha visto?, salta ipotesi Coletta per il dopo Sciarelli: è caccia aperta

(Adnkronos) - Tramonta l'ipotesi di Stefano Coletta alla conduzione di 'Chi l'ha visto?'. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, la Rai sarebbe ancora lontana da una soluzione per la sostituzione di Federica Sciarelli. Dopo 22 anni al timone del programma, l'addio del volto iconico della storica trasmissione di Rai3 ha ufficialmente aperto la partita più importante dei prossimi palinsesti televisivi. 

Si riapre dunque il totonomi, con diversi scenari sul tavolo. Eleonora Daniele e Francesca Fialdini si sarebbero sfilate, mentre l'ipotesi di Francesca Fagnani non è mai realmente decollata a causa del suo impegno con 'Belve'. Restano in corsa profili come Giorgia Cardinaletti e Manuela Moreno, attualmente alla guida della versione estiva de ‘La Vita in Diretta’. Un'altra pista porta a un grande ritorno: Pino Rinaldi, ex autore storico del programma e oggi volto di La7. 

Tuttavia, non è escluso che la scelta possa ricadere su una soluzione interna, promuovendo una delle inviate storiche del programma come Raffaella Griggi o Veronica Briganti. Questa strategia ricalcherebbe quella già adottata con successo da 'Report', quando Milena Gabanelli, dopo 20 anni, lasciò la conduzione a Sigfrido Ranucci, un volto cresciuto nella sua squadra. Mentre da Viale Mazzini si vagliano tutte le opzioni, spunta un nome nuovo nel novero dei papabili: quello di Emilia Brandi, giornalista e conduttrice nota al grande pubblico come volto del programma ‘Cose Nostre’ su Rai1. L'attesa per la decisione è scandita da un appuntamento cruciale: questa sera, nell'ultima puntata di questa stagione di 'Chi l'ha visto?' (in onda su Rai3 dalle 21.15), Federica Sciarelli saluterà ufficialmente il suo pubblico, chiudendo un capitolo lungo 22 anni. 

1 lug 2026

Vaccini, Conversano (HappyAgeing): "Fondamentali nell'adulto e nell’anziano"

(Adnkronos) - “La vaccinazione è fondamentale nell'adulto e nell'anziano, perché con il passare degli anni si verifica un fenomeno, conosciuto come immunosenescenza, che provoca un decadimento delle capacità di risposta del sistema immunitario”. Lo spiega Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo, nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’Anziano, organizzata su iniziativa di HappyAgeing, presso Palazzo Baldassini a Roma. 

Per questa ragione “l'anziano è più frequentemente soggetto a malattie infettive e, soprattutto, a complicanze ad esse legate - aggiunge Conversano - Abbiamo un Piano nazionale Vaccini il cui calendario prevede cinque-sei vaccinazioni” per questa fascia di popolazione, “alcune delle quali sono stagionali, come quella per il covid, l'influenza, lo pneumococco e il virus respiratorio sinciziale, altre invece sono disponibili tutto l'anno, come quella contro l’Herpes zoster, che colpisce in qualsiasi momento e soprattutto nei momenti in cui si verifica un decadimento delle difese anticorpali, che può avvenire anche a causa del caldo”. 

Perché si riesca ad avere un’adesione più ampia possibile alla prevenzione tramite vaccinazione “è importante comunicare gli effetti negativi delle malattie e far comprendere anche la gravità delle complicanze che queste possono comportare in caso di della mancata" prevenzione - aggiunge - Inoltre "la vaccinazione deve essere facilmente accessibile: rivolgendoci a una persona sana, e non a un paziente malato che deve andare dal medico a farsi curare, non possiamo pretendere che faccia decine di chilometri per trovare il primo posto utile a vaccinarsi. Alcune Regioni hanno aumentato” i punti di somministrazione "anche grazie al coinvolgimento delle farmacie, alle Case di comunità, ai poliambulatori e agli ospedali: tutti luoghii in cui le vaccinazioni possono essere fatte in maniera semplice. In queste Regioni le coperture vaccinali sono soddisfacenti, talvolta superano anche il 60-65%, mentre altre sono ferme al 10-15%. Occorre - conclude - un cambio di strategia”. 

1 lug 2026

Vaccini: non prevenire costa, 5 proposte di HappyAgeing per Pnpv in over 65

(Adnkronos) - Ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio per la società, secondo le stime dell’Office of Health Economics. Per l’antinfluenzale il rapporto sale fino a 19 euro, per l’antipneumococcica fino a 30, per il Virus respiratorio sinciziale (Vrs) fino a 14. Sono numeri discussi nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’anziano, tenutasi a Roma a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo. Il dibattito - informa una nota - si è infatti concentrato non su quanto costa prevenire, ma quanto costa non farlo, contenuto nell’analisi tecnico-scientifica ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia’. Elaborato dagli esperti delle Università di Pisa e di Bari sotto la responsabilità scientifica di Caterina Rizzo e Silvio Tafuri, questo documento è stato presentato da HappyAgeing al ministero della Salute e al Cip - Coordinamento interregionale prevenzione che, attraverso la Cabina di regia, stanno lavorando alla costruzione del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv). 

Oltre a dati economici rilevanti, il documento di HappyAgeing raccoglie 5 proposte operative per il nuovo Pnpv su pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, Vrs e Covid-19, le vaccinazioni raccomandate nella silver age. Vivere più a lungo - si legge nella nota - non è più un’eccezione demografica ma una nuova realtà sociale e per garantire la longevità i vaccini sono una soluzione sia in termini di qualità di vita guadagnata che in costi evitati per il Servizio sanitario nazionale. Le 5 proposte operative di HappyAgeing per il nuovo Pnpv sono: 1) Comunicazione, conoscere le malattie per scegliere la prevenzione. Servono campagne continuative, centrate sulle malattie e sul loro impatto reale, capaci di superare la sottostima del rischio che oggi frena le vaccinazioni; 2) Ampliamento della rete vaccinale e chiamata attiva. Più soggetti abilitati alla somministrazione oltre ai medici di medicina generale e ai centri vaccinali, ad esempio le farmacie, percorsi vaccinali strutturati negli ospedali per i pazienti fragili, ma anche in tutti i poliambulatori pubblici e le Case di Comunità, per una chiamata attiva estesa e resa sistematica.  

E ancora: 3) La prevenzione come investimento, una questione di architettura finanziaria. La spesa per l’immunizzazione va riconosciuta come investimento strutturale, separata dalla spesa sanitaria corrente, con un sistema nazionale di dati economici a supporto delle scelte di programmazione; 4) Aggiornamento del Pnpv e del Calendario Vaccinale. Servono l’inclusione esplicita di Covid-19 e Vrs, oltre a una scadenza certa per la Circolare Ministeriale sull’influenza. Infine: 5) Appropriatezza vaccinale, formulazioni potenziate, soglia a 60 anni, innovazione. Recepimento uniforme dei vaccini potenziati e adiuvati in tutte le Regioni, abbassamento a 60 anni della soglia per l’offerta gratuita dei vaccini potenziati contro l’influenza, e percorsi di Health Technology Assessment più rapidi per l’innovazione. 

 

“L’analisi e le proposte contenute in questo documento sono operative e immediatamente implementabili – afferma Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing – Non richiedono nuove scoperte scientifiche né risorse straordinarie: richiedono scelte su come classificare la spesa in prevenzione, su chi può somministrare un vaccino, su quando pubblicare una circolare, su come parlare alle persone di malattie che si possono evitare. HappyAgeing porta queste proposte nelle sedi istituzionali competenti con la consapevolezza che ogni stagione in cui le coperture restano al di sotto degli obiettivi è una stagione di complicanze, ospedalizzazioni e perdita di autonomia che si potevano prevenire".  

"Le evidenze ci sono - aggiunge - gli strumenti anche: ciò che serve ora è la volontà di tradurli in scelte di sistema, strutturali e durature. Il lavoro che svolge il ministero della Salute è sicuramente alacre e da parte delle Regioni c’è forte impegno. Nonostante la disomogeneità territoriale, obiettivo comune è far sì che uno dei pilastri dell’invecchiamento attivo, o meglio della longevità, l’immunizzazione, diventi effettivamente fruibile dalla popolazione grazie all’offerta di nuovi vaccini sicuri ed efficaci”. 

La coordinatrice del Cip, Francesca Russo sottolinea che “il Coordinamento interregionale della prevenzione sta già lavorando attivamente al nuovo Pnpv con il ministero della Salute attraverso la Cabina di regia appositamente istituita. Le Regioni sono in prima linea nell’attuazione delle politiche vaccinali e devono quindi essere coinvolte fin dalle prime fasi, anche per affrontare insieme le implicazioni sulle risorse e sull’aggiornamento del Calendario vaccinale. È un lavoro che richiede sinergia istituzionale e siamo felici di costruirla anche con HappyAgeing: un’Alleanza che, per sua stessa natura – società scientifiche, sindacati ed enti di vario genere – porta al tavolo una voce plurale e rappresentativa del mondo della prevenzione”. 

 

Per Francesco Macchia, direttore di HappyAgeing, “un vaccino, per essere davvero efficace, deve essere conosciuto, accessibile e facile da ricevere: non basta renderlo disponibile, serve spiegare ai cittadini cosa fare e perché farlo. Per questo HappyAgeing ha realizzato anche uno strumento snello e operativo, ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare’, documento che traduce le stesse evidenze dell’analisi scientifica in informazioni dirette: per ogni malattia, cosa comporta e quale vaccinazione richiedere”. In una società in cui l’età anagrafica cresce sempre di più, "garantire la longevità, e quindi un invecchiamento in buona salute, è fondamentale", dichiarano congiuntamente Tania Scacchetti, segretaria generale Spi Cgil, Annamaria Foresi, gegretario nazionale Fnp Cisl e Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil Pensionati. "Da sempre - proseguono - i sindacati dei pensionati si impegnano per tutelare la salute degli over 65 e la prevenzione attraverso i vaccini è un passo quantomai necessario”. 

Nel dettaglio, i dati di costo-efficacia raccolti nel documento tecnico scientifico confermano che questi vaccini raccomandati negli over 65 non sono una spesa da tagliare, ma un investimento che si ripaga e in alcuni casi rende più di quanto costa. Nel caso dell’anti-pneumococco, le nuove strategie aggiornate produrrebbero risultati clinici migliori a un costo inferiore, con un risparmio per il Ssn stimato tra circa 77 e 457 milioni di euro e più anni di vita in buona salute. I vaccini antinfluenzali potenziati per gli anziani - riferisce la nota - costano, per ogni anno di vita guadagnato (Qaly), ben meno della soglia di 30mila euro considerata accettabile in Italia. Eviterebbero ogni anno decine di migliaia di ricoveri e centinaia di morti, con un risparmio netto per il Ssn di decine di milioni di euro.  

Gli studi internazionali sull’anti-Herpes Zoster mostrano un buon rapporto costo-beneficio, soprattutto per il dolore cronico della nevralgia post-erpetica evitato e la riduzione dei ricoveri nei casi più gravi; le analisi europee sul Vrs, ancora preliminari, vanno nella stessa direzione, in particolare per le persone più avanti con l’età e per chi ha altre patologie. Infine, l’anti-Covid-19 negli over 65 non è soltanto efficace, è economicamente dominante, ossia genera benefici superiori a un costo inferiore rispetto alla mancata vaccinazione. L’evento - conclude la nota - è stata realizzata con il contributo non condizionante di Csl Seqirus, Gsk- GlaxoSmithKline, Moderna, Msd Italia, Pfizer e Sanofi. 

1 lug 2026

Marito Roccella, proseguono ricerche nel lago di Vico: sommozzatori arrivati da varie Regioni

1 lug 2026

Report, crescono performance regionali e richiesta di servizi, divario Nord-Sud

(Adnkronos) - Fotografa in modo dettagliato le realtà regionali il XIV Rapporto sulle Performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato da Crea (Centro per la ricerca economica applicata) Sanità, presentato oggi a Roma. Crescono le performance, ma i cittadini chiedono più servizi per la perdita di autosufficienza, mentre il resta il divario Nord-Sud. Il Veneto - informa una nota - si conferma la Regione più performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico della Performance, mentre la Calabria si posiziona all’ultimo posto con il 36%. Il trend nazionale è comunque positivo, con un indice medio di performance che passa dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Tuttavia, la percezione di miglioramento da parte dei cittadini rimane limitata e molto variabile tra le diverse aree del Paese. Circa un terzo delle Regioni non supera il 40% della performance massima.  

Le dimensioni che più incidono sulla performance - riporta il documento disponibile sul sito creasanita.it - valorizzate da un panel di 114 stakeholder, che hanno contribuito all’elaborazione del Rapporto, suddivisi tra Istituzioni, utenti/cittadini, professioni sanitarie, management delle aziende sanitarie, Industria Life Sciences, sono gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%), seguite dalla dimensione economico-finanziaria (12,7%), sociale (11,8%), equità (9,9%) e innovazione (6,9%). Dopo alcuni anni, si inverte la tendenza e crescono nuovamente di importanza gli esiti e l’appropriatezza: fenomeno che, secondo il panel, evidenzia come non sia più scontata la capacità del sistema di tutela di garantirli in modo universalistico.  

Aumenta anche il peso della dimensione economico-finanziaria, soprattutto per il Management e i professionisti sanitari, segno di una “sofferenza” gestionale e operativa. Al contrario, equità e innovazione riducono il loro contributo rispetto alle precedenti edizioni, il contributo del Sociale aumenta invece per i cittadini e le Istituzioni. L’integrazione sociosanitaria resta un punto debole, soprattutto nell’assistenza domiciliare e nella presa in carico degli anziani non autosufficienti. L’analisi, integrata di performance, soddisfazione e percezione dei miglioramenti, offre indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie, con la raccomandazione di rafforzare l’assistenza residenziale e domiciliare, e nonché l’integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione in cui cresce il numero di soggetti non autosufficienti. 

 

Tutte le Regioni hanno registrato miglioramenti, in generale più marcati dove i livelli di partenza erano bassi: la Toscana ha avuto l’incremento maggiore (+0,08 punti percentuali), seguita da Calabria (+0,065), Veneto (+0,059) e P.A. di Trento (+0,057). Il Centro e il Mezzogiorno hanno mostrato miglioramenti mediamente superiori rispetto al Nord, contribuendo a ridurre parzialmente le disuguaglianze. Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte hanno avuto incrementi più contenuti (+0,01), probabilmente per vincoli strutturali e livelli già elevati. Il divario tra le Regioni migliori e peggiori resta comunque significativo: circa un terzo delle regioni non supera il 40% del valore massimo di performance ottenibile. Analizzando nel dettaglio il ranking regionale, il Veneto è in testa, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento, che raggiunge il 62%. Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche e la Provincia Autonoma di Bolzano si attestano su valori compresi tra il 56% e il 50%. Un gruppo intermedio comprende Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Lazio, Abruzzo e Umbria, con performance tra il 48% e il 42%. In coda alla classifica si trovano Puglia, Basilicata, Campania, Valle d’Aosta, Sicilia, Molise e Calabria, tutte sotto il 40% della Performance massima. 

Dopo l’indagine del 2025 dedicata a analizzare i livelli di soddisfazione, quest’anno Crea Sanità ha promosso una indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana per verificare come le opportunità di tutela regionali si riflettono nella percezione dei cittadini rispetto ai servizi erogati dal Sistema sanitario indagando la percezione dei cittadini relativamente ai trend di miglioramento/peggioramento nel medi periodo. La mediana nazionale della soddisfazione nel 2025 è risultata pari a 7,1 su 10, l’indagine 2026 mostra che la quota di cittadini che ha percepito un trend di miglioramento dei servizi del Ssn è bassa, variando dall’8,6% al 25,9%, con la maggior parte delle regioni tra il 17% e il 22%. 

Abruzzo e Molise registrano la quota più alta di cittadini che percepiscono miglioramenti (25,9%), seguite da Lombardia (22,9%), Veneto (22,7%) e Umbria (22,6%). Al contrario, il Trentino-Alto Adige si distingue per la percentuale più bassa (8,6%), seguito da Sardegna (15,3%) e Friuli-Venezia Giulia (16,8%). In Regioni come Liguria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte e Valle d’Aosta, la quota si attesta tra il 17% e il 21%. 

 

Una percezione di miglioramento è più diffusa nei servizi standardizzati come l’accesso ai farmaci (30% a livello nazionale, con punte oltre il 40% in alcune Regioni), mentre resta bassa nei servizi residenziali e domiciliari, e quelli legati alla long-term care (ad esempio, solo il 14,6% per l’assistenza domiciliare e il 16,8% per la non autosufficienza). In Lombardia, il 30,2% dei cittadini ha percepito miglioramenti nella prevenzione e il 33,1% nell’accesso ai farmaci; in Veneto, il 36,4% nella prevenzione e il 22% nell’assistenza ai non autosufficienti. Permangono, quindi, criticità nella capacità di rendere visibili i progressi nei servizi territoriali - si legge nella nota - con una forte variabilità regionale e nessun chiaro gradiente Nord-Sud: i cittadini riconoscono i miglioramenti soprattutto nei servizi più consolidati, mentre le aree di assistenza territoriale restano percepite come critiche e meno soddisfacenti. 

Per migliorare la performance, a conferma della multidimensionalità della performance, gli utenti si concentrano su esiti e condizioni di vita, le istituzioni cercano un equilibrio tra equità, prevenzione e sostenibilità, i professionisti sanitari puntano sulla qualità clinica e sugli esiti, il management aziendale si concentra su efficienza ed esiti, mentre l’industria delle Life Sciences dà maggiore importanza a innovazione, accesso ed esiti. L’indagine sulla percezione dei cittadini complementa quella della performance indicando in quali aree e più urgente intervenire: nel Nord l’attenzione si dovrebbe concentrare sull’assistenza domiciliare e residenziale, la prevenzione e il rapporto con il medico di medicina generale. Nel Centro, sull’attenzione alla non autosufficienza e sull’assistenza domiciliare. Nel Sud e nelle Isole, pur registrandosi un miglioramento percepito in tema di assistenza domiciliare e nei ricoveri programmati, persistono difficoltà generalizzate nei servizi territoriali. 

L’analisi evidenzia che il trend evolutivo delle opportunità di tutela della salute è positivo, ma la distanza dai livelli ottimali resta ampia e le differenze territoriali sono marcate. La stessa dinamica dei miglioramenti non si ritrova nella percezione da parte dei cittadini, soprattutto per quanto concerne la residenzialità, domiciliarità e la long-term care, che rappresentano il principale punto di debolezza del sistema. Le aree più strutturate, come la farmaceutica e la prevenzione, mostrano invece livelli più elevati e uniformi di soddisfazione e miglioramento percepito. L’analisi - conclude la nota - offre quindi indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie: è necessario rafforzare l’assistenza territoriale e in particolare l’integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione. Una sfida per il futuro sarà, anche, quella di rendere più visibili e percepibili i progressi. La strada verso l’eccellenza rimane ancora lunga e richiede un impegno costante per ridurre le disuguaglianze e rafforzare le aree più deboli, con particolare attenzione ai bisogni emergenti di una popolazione in rapido invecchiamento. 

1 lug 2026

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