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Fiere, presentato programma Omc Med Energy 2027

(Adnkronos) - Il Mediterraneo come piattaforma strategica per l'energia e i porti come hub sempre più centrali per sicurezza degli approvvigionamenti, industria e transizione energetica. Sono questi due dei principali temi attorno ai quali si svilupperà Omc Med Energy 2027, in programma al Pala De André di Ravenna dal 13 al 15 aprile. A sei mesi dall'apertura sono già confermati quasi 6.000 mq di spazi espositivi, oltre 300 aziende e 40 nuovi espositori che hanno scelto Omc Med Energy per la prima volta. A questo si affianca la presenza dei Ministri dell'Energia dell’Italia e del Nord Africa. 

La nuova edizione è stata presentata oggi nel corso della conferenza stampa “Da Ravenna al Mediterraneo. Una storia costruita insieme”, parte della roadmap verso l'appuntamento di aprile. All'incontro, moderato da Edoardo Dellarole, presidente del Comitato Scientifico di Omc Med Energy 2027, sono intervenuti il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, Irene Priolo, assessora regionale all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Grammenos Mastrojeni, Negoziatore ambientale, docente e scrittore, già Segretario Generale Aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo, e Francesca Zarri, presidente di Omc Med Energy 2027. “Connecting the Med: Solutions to Navigate the Energy Complexity” è il titolo dell’edizione 2027, dedicata a un Mediterraneo sempre più interconnesso tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. In questo scenario, i porti diventano hub energetici e industriali, integrando GNL, biocarburanti, elettrificazione, idrogeno, rinnovabili offshore e cattura e stoccaggio della CO2. 

«La complessità non è più un elemento temporaneo dello scenario energetico, ma la condizione nella quale dobbiamo imparare a operare – sottolinea Francesca Zarri –. Dobbiamo garantire sicurezza degli approvvigionamenti e accelerare la decarbonizzazione, rendere sostenibile il sistema energetico mantenendo competitiva l'industria europea e investire nelle tecnologie di domani continuando a garantire l'energia necessaria oggi. Non esiste una soluzione unica: servono tecnologie diverse, infrastrutture, investimenti, capacità industriale e soprattutto collaborazione». 

 

Peraltro Ravenna è già al centro di questa trasformazione, grazie a una consolidata filiera industriale legata all’offshore e alle nuove tecnologie energetiche. A questo patrimonio si affiancano il terminale di rigassificazione, Ravenna CCS, le rinnovabili offshore e gli investimenti del porto nelle infrastrutture e nelle nuove filiere energetiche. «Ravenna non esporta soltanto prodotti e servizi. Esporta competenze – prosegue Zarri –. Qui mare, energia e industria convivono da decenni. È questa anche la funzione che vogliamo dare a Omc Med Energy: non soltanto raccontare la transizione, ma mettere insieme le persone che devono realizzarla». 

Il programma della Conference unirà confronto strategico internazionale, approfondimento tecnico-scientifico ed Exhibition, con focus su sicurezza energetica, Mediterraneo, porti e logistica, competitività industriale, investimenti e finanza, decarbonizzazione e data center. Il programma tecnico-scientifico si svilupperà nelle tre aree Technologies and Applications, Carbon Neutrality e Operational Excellence, dalle nuove tecnologie e digitalizzazione a LNG, CCUS, idrogeno, rinnovabili, efficienza energetica, offshore e logistica. Spazio anche ai giovani, attraverso l’Innovation Room e il coinvolgimento di studenti, università e ricercatori. 

«Connettere le due sponde del Mediterraneo, porti e sistemi energetici, industria e ricerca, esperienza e nuove generazioni: è questa la direzione nella quale vogliamo andare – conclude Zarri –. Omc Med Energy è nata a Ravenna dall'esperienza di un territorio e delle sue imprese. Oggi possiamo mettere quell'esperienza in relazione con il Mediterraneo e con il mondo». 

12 ott 2026

Nuova legge elettorale, 30 i ricorsi in tutta Italia: sei i punti del testo nel mirino

(Adnkronos) - Al via la macchina dei ricorsi contro la nuova legge elettorale. "Oggi c'è la staffetta tra i parlamentari che hanno fatto una opposizione molto forte e la società civile. La legge è gravemente incostituzionale e per questo presentiamo una straordinaria macchina dei ricorsi. La reazione è forte, nell'esercizio dell'articolo 24 e con l'obiettivo di arrivare alla Corte costituzionale prima delle elezioni", ha fatto sapere Roberto Zaccaria, a nome della Rete del voto libero e uguale, presentando alla Camera i ricorsi di costituzionalità contro lo Stabilicum con i parlamentari di opposizione.  

I ricorsi verranno presentati il 26 ottobre, lo stesso giorno di entrata in vigore della legge, e saranno in totale 30 in tutta Italia. Sono 6 i punti del testo nel mirino dei ricorsi: il premio di maggioranza; l'autonomia delle basi elettorali delle due Camere e il premio calcolato su base nazionale anche al Senato; la libertà di voto e la selezione degli eletti, quindi l'assegnazione dei seggi; la parità di accesso e le misure di riequilibrio di genere; l'indicazione obbligatoria del candidato presidente del Consiglio; l'accesso alla competizione elettorale e le sottoscrizioni.  

Sono 6 i punti del testo nel mirino dei ricorsi: il premio di maggioranza; l'autonomia delle basi elettorali delle due Camere e il premio calcolato su base nazionale anche al Senato; la libertà di voto e la selezione degli eletti, quindi l'assegnazione dei seggi; la parità di accesso e le misure di riequilibrio di genere; l'indicazione obbligatoria del candidato presidente del Consiglio; l'accesso alla competizione elettorale e le sottoscrizioni. 

Dal momento in cui i ricorsi verranno depositati partirà la corsa contro il tempo per arrivare al verdetto della Consulta. Per quel che riguarda il primo step, in caso di procedimento semplificato i tribunali dopo 40 giorni potrebbero fissare la prima udienza e quindi decidere se emettere l'ordinanza in cui si solleva la questione di legittimità costituzionale di fronte alla Corte. 

12 ott 2026

Ballando, l'accusa a Barbara D'Urso dopo il confronto con La Rocca: cosa sta succedendo

(Adnkronos) - Barbara D'Urso è finita al centro di una polemica social dopo la puntata di Ballando con le stelle, andata in onda sabato 10 ottobre. La giurata è stata accusata dagli utenti, con l'intervento di Selvaggia Lucarelli, di aver fatto outing in diretta a Pasquale La Rocca.  

La frase incriminata è uscita fuori durante il confronto con Pasquale La Rocca e Ornella Muti. Facciamo un po' di chiarezza. Nel corso della puntata di sabato, infatti, Barbara D'Urso è intervenuta sull'attenzione mediatica che si è creata attorno al suo commento nella prima puntata, che l'ha fatta risultare agli occhi di Ventura una "gelosetta".  

Il punto è che durante il confronto, la giurata avrebbe usato frasi come: "Il triangolo no, per vari motivi, è la cosa che mi ha fatto più ridere", "sapete bene che non potrei essere gelosa", "tu capisci Pasquale, che no..". Frasi che non fanno un riferimento diretto al presunto orientamento sessuale del maestro di ballo, ma questo è quanto sarebbe stato colto dagli utenti sui social. Dopo il confronto sono cominciate a circolare in rete insinuazioni riguardo a un presunto outing nei confronti di La Rocca, facendo così scoppiare la polemica. Dopo la puntata, a rincarare la dose è stata Selvaggia Lucarelli, che senza fare nomi ha scritto sulle Instagram stories: "Tentare di fare un outing in diretta per vendicarsi di due scemenze. Alla fine ci si rivela sempre per ciò che si è". 

A intervenire è stata anche Vladimir Luxuria: "Il paradosso è proprio che chi sta accusando Barbara D'Urso di un presunto tentativo di outing di Pasquale La Rocca, in realtà ha voluto mettere la pulce nell'orecchio sull'orientamento sessuale del ballerino. In trasmissione non si è parlato di orientamenti sessuali, lo ha fatto invece chi volutamente ne ha parlato. Chi accusa di outing ha in realtà voluto farlo", ha scritto sui social. A replicare alle sue parole, la giornalista Lucarelli: "Gentile Vladimir, questo è ciò che chi allude vuol far supporre o anche solo insinuare. Chi ha detto che è la verità? La verità la sa solo Pasquale, proprio per questo non si fanno allusioni. Dai, anziché fare la lecchina come sempre, torna ai tuoi programmi con Storace".  

12 ott 2026

Giallo di Pietracatella, al via domani accertamenti in quattro scuole tra Riccia e Campobasso: analisi su 155 pc

(Adnkronos) - Settimana decisiva per l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a Pietracatella nel dicembre scorso. Da domani scatteranno gli accertamenti informatici in quattro istituti scolastici tra Riccia e Campobasso, dove gli investigatori dovranno esaminare complessivamente 155 computer. Si comincia con l’Agrario di Riccia e a seguire il 14 ottobre con lo Scientifico di Riccia, il 15 con il liceo Classico di Campobasso Mario Pagano e il 16 con l'onnicomprensivo Casacalenda. L’obiettivo è individuare eventuali collegamenti con le ricerche online sul potente veleno che hanno assunto un ruolo centrale nelle indagini coordinate dalla Procura di Larino.  

Gli investigatori avrebbero individuato una circostanza particolarmente inquietante: prima della morte delle due vittime, le ricerche sul web avrebbero riguardato le modalità di utilizzo della ricina; successivamente, invece, le domande si sarebbero concentrate sulla possibilità di individuare il veleno attraverso gli esami autoptici e sulla durata delle sue tracce nell’organismo. Un cambiamento che gli inquirenti stanno valutando con attenzione, anche per la coincidenza temporale con il decesso di Antonella e Sara, avvenuto tra il 27 e il 28 dicembre 2025 all’ospedale Cardarelli di Campobasso.  

Ci sarebbero delle conversazioni, individuate sulla piattaforma Reddit, che risalirebbero al periodo compreso tra agosto 2025 e gennaio 2026. In particolare, il 5 gennaio, un utente della piattaforma avrebbe modificato il contenuto delle proprie domande, passando dalle informazioni sull’impiego della sostanza, alla possibilità di rilevarla dopo la morte. Una sequenza che potrebbe assumere un peso investigativo rilevante, qualora fosse possibile risalire con certezza a un autore delle ricerche che ricada nella rete delle persone di Pietracatella collegate alla vicenda. 

12 ott 2026

Rai, Giulia Presutti spostata alla redazione di 'Mi manda Rai3' dopo rinuncia a conduzione Report

12 ott 2026

Mattarella: "Funzionari pubblici a servizio esclusivo della Nazione"

(Adnkronos) - "Il titolo che avete scelto per questa assemblea attesta il desiderio di proseguire, andando al di là delle stesse specifiche professionalità, per contribuire, con i valori e le competenze che vi appartengono, ad affrontare le sfide del nuovo cambiamento d’epoca che abbiamo di fronte, che è in corso. Sollecita, in questo percorso, la riaffermazione dell’autonomia propria del dirigente unitamente al ruolo sociale sviluppato per affermare obiettivi di progresso per l’intera comunità, in obbedienza all’etica che guida ciascuno nell’esercizio della propria professione e, per quanto riguarda i funzionari pubblici, il dovere di esercitare la propria attività a servizio esclusivo della nazione". Lo ha affermato il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'80/mo anniversario della Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità). 

"Oggi un mondo nuovo si sta plasmando tra rapidissime trasformazioni. Dobbiamo tenerne il passo. Non sarà facile sfruttare l’onda prorompente delle nuove tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, della robotica ponendole a servizio non soltanto di maggiori profitti e di migliore efficienza ma anche di una crescita qualitativa e di una organizzazione produttiva e sociale che valorizzi la persona, che tuteli sempre la sua dignità, che rafforzi la coesione sociale". "È compito -ha proseguito il Capo dello Stato- che coinvolge il vostro impegno quotidiano. Le funzioni dirigenti private e pubbliche, dei servizi essenziali, dei settori emergenti sono una nervatura essenziale di una società che voglia restare protagonista del proprio futuro. Si tratta dell’alleanza del lavoro, premessa, nella nostra Costituzione, del carattere universale di diritti della persona, e nel contempo dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale, paradigma del nostro modello di vita". 

"Il vostro essere parte del tessuto della Repubblica ha significato, per i dirigenti, pagare anche prezzi alti. È avvenuto durante il terrorismo- ha proseguito il Capo dello Stato-, quando le Brigate rosse assunsero alcuni dirigenti come bersaglio per cercare di smantellare riferimenti del nostro modello di vita. A Pietro Coggiola, Carlo Ghiglieno, Manfredo Mazzanti, Renato Briano, Giuseppe Taliercio, assassinati perché ridotti a simboli da un feroce delirio ideologico, rivolgiamo il nostro pensiero. L’Italia avrebbe presto sconfitto il terrorismo grazie ai propri valori civili e alla propria unità. Quell’unità di fondo che non si deve disperdere anche quando asprezze e contrapposizioni di merito conquistano il centro della scena".  

"L’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire. La consapevolezza di questa realtà è condizione per rinsaldare quel modello sociale europeo a cui nessuno intende rinunciare e per sostenere il quale occorrono scelte conseguenti da parte delle istituzioni" ha concluso Mattarella. 

12 ott 2026

Allarme minicar a Roma, al setaccio immagini di 40 telecamere: repertato cappellino

12 ott 2026

Lavoro, Cuzzilla (Cida): "Rimettere persona al centro e dare fiducia a giovani"

(Adnkronos) - “Dobbiamo rimettere al centro la persona e riorganizzare le aziende in funzione delle persone. La componente economica resta importante per sostenere il welfare e la produttività, ma servono nuovi modelli organizzativi. Anche l'intelligenza artificiale non deve farci paura: potranno emergere algoritmi e soluzioni tecnicamente migliori, ma sarà sempre la persona a dover dare l'input e guidare le scelte”. Lo ha detto Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, in occasione della celebrazione degli 80 anni della Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità, all'Auditorium della Conciliazione di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica. Nel corso della cerimonia è stata consegnata al Capo dello Stato la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità.  

Sul fronte fiscale, Cuzzilla ha richiamato l'attenzione sulla pressione che grava sul ceto medio: “Oggi abbiamo una situazione in cui il 30% dei contribuenti paga l'80% dell'Irpef. Questo significa una sproporzione fiscale e un ceto medio sempre più compresso, che non favorisce la fiducia nelle istituzioni”. Il presidente di Cida ha riconosciuto la necessità di sostenere le persone in difficoltà, chiedendo però di “aiutare chi ha bisogno in maniera più forte” e di verificare che gli aiuti non vadano a chi non ne ha diritto”. Un altro tema centrale riguarda le prospettive professionali delle nuove generazioni. “Dal lavoro che abbiamo fatto con Censis emerge che, contrariamente a quello che si dice, i giovani vogliono fare carriera e lavorare: otto su dieci hanno ambizione. Il dato che ci preoccupa è che nove su dieci pensano che il merito non basti. È un rapporto di fiducia che dobbiamo cercare di ricostruire”, ha affermato Cuzzilla. 

“Se uno su due vuole andare all'estero, significa che il nostro Paese non è abbastanza attrattivo. Dobbiamo cambiare questa tendenza: le famiglie e lo Stato investono sui giovani e abbiamo bisogno di loro per il futuro dell'Italia. Non mi preoccupa la fuga dei cervelli, mi preoccupa la fuga di quelli normali”, ha aggiunto. Secondo Cuzzilla, spetta anche alla dirigenza favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ascoltarli e riconoscere il valore del loro contributo. “Dobbiamo fare un patto con loro e garantire una retribuzione adeguata, che permetta di diventare indipendenti e di potersi permettere una casa. Altrimenti queste opportunità le troveranno all'estero”, ha aggiunto. 

"Credo che la forza di una nazione dipenda dall'equilibrio fra tre grandi capitali. Il primo è il capitale economico, senza il quale non c'è sviluppo. Il secondo è il capitale umano: conoscenza, competenze, esperienza, capacità di innovare. E poi ce n'è un terzo. Meno visibile. Più difficile da misurare, ma decisivo, perché è quello che permette agli altri due di trasformarsi in sviluppo collettivo. Il capitale fiduciario. Parlo della fiducia tra cittadini e istituzioni. Tra chi lavora e chi organizza il lavoro. Tra generazioni. Tra chi assume una decisione e chi vive le conseguenze di quella decisione". "Certamente - ha affermato - non la troviamo nei bilanci dello stato, eppure ne vediamo gli effetti ogni giorno. Pensateci bene, quando c'è fiducia, siamo più disposti a cooperare, a investire, ad affrontare insieme il rischio del cambiamento. Quando si indebolisce, decidere diventa più difficile e ogni trasformazione molto più costosa. Ma la fiducia non si genera per decreto. Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni, lavorando con le donne e gli uomini di questa platea, è che nasce quando le persone scelgono di esserci le une per le altre. E' un concetto ben preciso quello a cui sto pensando e che voglio trasmettervi, il concetto di densità – quella che non è data semplicemente dalla vicinanza - ma quella che si costruisce, si coltiva, si sceglie. Quella che trasforma una somma di persone in una comunità". 

"Ed è questa in fondo - ha ribadito - la funzione più profonda dei corpi intermedi: dare forza alle relazioni, affinché gli interessi particolari possano riconoscersi in un bene comune. Lo stesso vale per le scelte che riguardano il Paese: nessuna produce effetti in un solo ambito. Una decisione sul lavoro incide sulla demografia. Investire nella formazione significa agire sulla produttività. La politica industriale apre o chiude opportunità per i giovani. La qualità della pubblica amministrazione condiziona la capacità delle imprese di investire. Un Paese non è la somma dei suoi dossier, governarlo significa saper vedere queste connessioni. Significa decidere anche quando non abbiamo a disposizione tutte le risposte". 

"Se guardiamo l'Italia da questa prospettiva - ha chiarito - c'è un luogo nel quale possiamo misurare con particolare chiarezza la tenuta del patto sociale. E' il ceto medio. Per Cida non è mai stato soltanto una fascia di reddito da difendere. E' il luogo sociale nel quale una democrazia rende credibile una promessa fondamentale: che attraverso il lavoro e la competenza sia possibile migliorare la propria condizione e offrire ai propri figli opportunità più grandi. Per questo il declino del ceto medio comincia prima della perdita di reddito. Comincia quando una famiglia smette di credere che i propri figli potranno vivere meglio dei propri genitori. Quando questa aspettativa si indebolisce, non perdiamo soltanto potere d'acquisto. Perdiamo mobilità sociale. Perdiamo fiducia nel lavoro come strumento di crescita". 

"Ed è qui - ha ammesso- che il tema del ceto medio incontra direttamente quello dei giovani. I giovani non ci stanno chiedendo di abbassare l’asticella. Ci stanno chiedendo di poterla raggiungere. Per questo giovani e ceto medio, oggi, finiscono in qualche modo per assomigliarsi. Condividono la stessa energia trattenuta. La stessa disponibilità a impegnarsi. E la stessa domanda di fondo: che cultura, lavoro e talento possano ancora essere strumenti di crescita. E' qui che la nostra battaglia sul ceto medio smette definitivamente di essere una questione di categoria e diventa una questione nazionale". 

"Lo è - ha ribadito - quando chiediamo un sistema fiscale più equo. Oggi il 30% dei contribuenti italiani sostiene l'80% del gettito Irpef. E' lo stesso ceto medio produttivo, chi lavora, chi crea reddito, a portare sulle spalle una parte sproporzionata del finanziamento dei servizi pubblici".  

"Da anni misuriamo questo squilibrio. E anno dopo anno la fotografia mette a fuoco un paradosso sempre più evidente: il welfare si allarga, la base che lo finanzia si restringe. A questo si aggiunge l’evasione. Perché l’evasione ha sempre un contribuente finale: quello che le tasse le paga. Capiamo bene che non è soltanto una questione fiscale, ma una questione di tenuta del sistema sociale", ha detto.  

"E' per noi una questione nazionale anche quando difendiamo la previdenza e chiediamo stabilità delle regole. Perché in un Paese che invecchia, la previdenza non riguarda soltanto le pensioni, ma riguarda la credibilità di un patto. La possibilità per chi lavora oggi di credere che l'impegno di una vita troverà domani un sistema capace di riconoscerlo. C'è qualcosa che la nostra generazione deve fare prima ancora di chiedere ai giovani di raccogliere ciò che abbiamo costruito. Dobbiamo ascoltarli", ha aggiunto.  

"Partire dal loro punto di vista. Una generazione numericamente più piccola non può diventare anche una generazione più debole nella capacità di incidere sulle scelte collettive. Non possiamo permettere che la demografia si trasformi in una riduzione della voce. E questo significa che le politiche per i giovani devono essere costruite con i giovani", ha concluso.  

12 ott 2026

De Minaur 'punge' Zverev: "Alcuni impiegano troppo tempo per servire"

12 ott 2026

Energia, Meloni: "Stanziati oltre 60 miliardi per proteggere gli italiani dai rincari, riproporrò questione flessibilità al Consiglio europeo"

(Adnkronos) - "Sono qui perché credo che in un tempo vorticoso come quello nel quale noi operiamo, confrontarsi e ragionare con chi ogni giorno tiene acceso il motore di questa nazione sia indispensabile. L'assemblea degli imprenditori rappresenta il cuore produttivo di questa nazione. Il territorio che Assolombarda rappresenta esprime una parte fondamentale della nostra manifattura, del nostro export, della nostra capacità di innovare e di intraprendere: parliamo di oltre 7000 aziende e circa 450mila addetti che arrivano a generare il 12% del valore aggiunto italiano, sono numeri impressionanti che raccontano il contributo decisivo che questa realtà offre all'Italia, il suo complesso contributo del quale a nome della nazione voglio ringraziarvi". La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene a tutto campo dal palco dell'assemblea generale di Assolombarda, a Milano.  

"Nessun motore corre senza carburante e l'energia" è "la precondizione che tiene insieme tutto e il capitolo che più di tutti incide sulla competitività delle nostre imprese. In questi anni noi abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia. Abbiamo ridotto gli oneri in bolletta, abbiamo eliminato il differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, costruito strumenti come il gas release e l'energy release, che consentono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati sfruttando la garanzia dello Stato - dice Meloni - Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti, siamo intervenuti con il taglio delle accise, il meccanismo delle accise mobili, l'abolizione poi del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e in città. E poi abbiamo rivolto a tutte le principali società energetiche un appello per calmierare i prezzi dell'energia carburanti e non solo, appello a cui diverse compagnie e società hanno risposto positivamente - le ringrazio ancora per questo - però questa è la gestione dell'emergenza".  

"Se noi non costruiamo risposte strutturali di lungo periodo, rischiamo di essere sempre più in balia dell'emergenza, atteso lo scenario che vediamo svilupparsi attorno a noi. Anche su questo abbiamo lavorato parecchio in questi anni, anche se se ne parla poco perché in Italia le strategie non fanno grande notizie, ma abbiamo lavorato per aumentare la potenza e installata con le rinnovabili e infatti è cresciuta quasi del 40%, abbiamo rilanciato la produzione nazionale di petrolio e gas perché non è sensatissimo comprarli a migliaia di chilometri da qui quando una parte la possiamo estrarre in Italia, e abbiamo varato la legge che consente di riprendere dopo 40 anni il cammino del nucleare", aggiunge la premier. 

"Con il decreto bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglia e imprese. Con la Commissione" europea "stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica e confronto in fase avanzata confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa". 

Poi il tema del nucleare. "Il provvedimento appena approvato in Parlamento" sul nucleare "mette a disposizione una cornice completa, la piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile, la delega al governo, il rafforzamento dell'ispettorato per la sicurezza nucleare, la governance dell'intero ciclo di vita degli impianti, sono tutte condizioni utili per avviare un percorso che ha un obiettivo ambizioso ma necessario, arrivare ad avere la prima produzione di energia da nuovo nucleare entro il prossimo decennio, se ci si continuerà a lavorare", dice Meloni. 

Capitolo flessibilità. "L'Europa deve prendere atto che la crisi in Iran, la chiusura di Hormuz, l'instabilità del Mar Rosso stanno facendo salire i costi dell'energia, delle materie prime e dei trasporti e soprattutto alimentano un'inflazione che sfugge al nostro controllo, ma che pesa molto sulle famiglie, sui sistemi produttivi e sui conti pubblici. Ne ha discusso il ministro Giorgetti all'Ecofin di qualche giorno fa, io riproporrò personalmente la questione al Consiglio europeo che è previsto questo giovedì e venerdì: si tratta di una proposta semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità", rimarca la presidente del Consiglio. 

"L'Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì - mette in chiaro - Siede lì per dire quello che va detto quando va detto, anche se è scomodo, anche quando costa. Perché l'Italia è tra le nazioni che l'Europa l'hanno fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando qualcosa non va non per indebolirla, ma esattamente per il contrario: per renderla più forte".  

Secondo la premier, "c'è un approccio sbagliato, quello di chi considera la politica estera fatta di cerimonie e comunicati, qualcosa che è lontano dalla vita dei cittadini". Ma "sappiamo che non è così. In un mondo in cui il commercio globale si frammenta, i dazi tornano a essere uno strumento di pressione, le grandi potenze trattano da Stato a Stato, nessuna impresa per quanto forte può negoziare da sola l'accesso a un mercato, la rimozione di una barriera, la sicurezza di una rotta commerciale, lo può fare un governo, lo fa tanto meglio quanto più è presente, credibile, considerato un interlocutore affidabile. Quando un'impresa italiana bussa alla porta di un partner nazionale porta con sé anche la reputazione della sua nazione e se la nazione è stabile, rispettata, capace di mantenere gli impegni, quella porta si aprirà più facilmente", sottolinea. "Per me la politica estera non è un'alternativa alla politica interna, ma è uno dei suoi strumenti più efficaci. Ogni relazione che stringiamo, ogni accordo che firmiamo spiana la strada a chi viene dopo: le imprese, i lavoratori, prodotti italiani, e alla fine si traduce in crescita, in lavoro, in benessere e dentro i nostri confini nazionali", aggiunge Meloni. 

"Un'industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che la accompagni e la consideri come alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare, quando non direttamente da controllare o addirittura da ostacolare", dice la premier. "La crescita italiana è ancora troppo debole - prosegue - dall'altra parte però è vero anche che l'economia italiana ha dimostrato in questi anni di saper reggere l'onda d'urto di uno degli scenari più complessi e incerti di sempre. I dati per i primi sei mesi di quest'anno ci dicono che la crescita per il 2026 può arrivare all'1%, in linea con le principali economie europee, e anche stavolta oltre le previsioni, perché si sa noi italiani veniamo spesso sottovalutati solo che quando ci sottovaluta l'Unione europea ci siamo abituati, quando invece veniamo sistematicamente sottovalutati dai nostri stessi organismi un po' dispiace, ma tant'è. Questi risultati devono in ogni caso incoraggiarci non è una crescita che ci soddisfa, non potrebbe esserlo però è un segnale che non va neanche sminuito e invece qualcosa su cui insieme possiamo costruire".  

"Una governance dell'intelligenza artificiale è urgente, ma è un tema che va affrontato a livello globale", dice la presidente del Consiglio. "La legge nazionale sull'Ia ha messo a disposizione anche un miliardo di euro di investimenti nelle imprese che sviluppano l'intelligenza artificiale, cyber sicurezza, tecnologia abilitante, un primo segnale per dire che non vogliamo che l'Italia rimanga indietro, al quale ora ne vorremmo aggiungere un altro. Come avevo già detto in occasione dell'assemblea di Confindustria: considero di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud, quindi voglio annunciare che col ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in questa tipologia di beni", afferma Meloni. 

Per quanto riguarda Transizione 5.0, "il ministro Urso, che ringrazio, è in procinto di pubblicare una nuova circolare per semplificare ulteriormente i processi. Io invito tutti voi a segnalare ogni proposta operativa utile che possa rendere questo strumento sempre più efficace. E' nel nostro come nel vostro interesse ed è fondamentale per far funzionare meglio una misura che già riscuote successo, atteso che sono oltre 22.000 le domande presentate per più di 6,7 miliardi di euro di investimenti innovativi". 

Meloni osserva che "è un momento difficile ma noi siamo la nazione del fare, fare è la nostra cifra, significa che nessuno come noi può sfidare questo tempo difficile, lo fa chi accende le luci del capannone prima dell'alba, chi ha tenuto aperta l'attività durante la pandemia. Continuate a fare quello che vi riesce meglio, continuate a osare, a credere in questa avventura chiamata Italia. Questa nazione non ha ancora mostrato al mondo tutto quello che sa fare, possiamo provarci ora e quando qualcuno vi dice che è troppo difficile voi reagite come avete sempre fatto, facendolo". 

 

12 ott 2026

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