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Quando torna in campo Sinner? Il numero uno si allena a Montecarlo

16 set 2026

Omicidio di Rob Reiner e della moglie, il figlio Nick non sarà condannato a morte: il ruolo dei fratelli

16 set 2026

M5S, da venerdì a domenica voto online su proposte per programma coalizione

(Adnkronos) - Da venerdì 18 settembre, alle 14, fino a domenica 20, alla stessa ora, la base del Movimento 5 stelle potrà dare il via libera al programma che il presidente Giuseppe Conte porterà al tavolo della coalizione progressista per scrivere insieme le proposte e, dunque, candidarsi al governo del Paese. Con un messaggio sul sito ufficiale, i pentastellati convocano infatti l'assemblea che concluderà Nova: Parola all'Italia, il percorso deliberativo e di ascolto che li ha impegnati in questi ultimi mesi.  

"Care iscritte, cari iscritti - scrivono - è stato un percorso lungo e impegnativo: oltre 17mila persone hanno partecipato agli incontri sui territori, poi è arrivato il confronto deliberativo e fra qualche giorno ci ritroveremo a Milano per la fase conclusiva. Tutto è nato da una domanda: 'Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?'. Da lì è nato un insieme di proposte, che porteremo al tavolo della coalizione. Alcune rispondono alle urgenze che pesano ogni giorno sulla vita delle famiglie; altre guardano più lontano e proiettano il Paese nel futuro. Tutte nascono dalle indicazioni emerse durante il percorso partecipato. Adesso tocca a voi: sarete voi, con il vostro voto, a decidere quali saranno le proposte che porremo al centro della nostra azione politica. Questi contributi vengono dal basso, dal confronto tra migliaia di persone che si sono incontrate e hanno liberamente discusso soluzioni per il bene del Paese. Ora siamo nella condizione di poter scrivere un programma che risponde a bisogni veri, concretamente avvertiti dai cittadini, dalle famiglie, dalle imprese. È esattamente questa grande partecipazione civica che ci garantisce il carattere autenticamente progressista del programma di governo". 

E quindi "è convocata l’assemblea degli iscritti mediante lo strumento della consultazione in rete per deliberare sui seguenti argomenti: 'Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani. Proposte per il programma della coalizione progressista'. Il dettaglio delle proposte sarà pubblicato nei prossimi giorni". 

16 set 2026

Al Bano si esibisce a Tel Aviv, è polemica: "In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte"

(Adnkronos) - "In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte". Così Al Bano risponde alle critiche ricevute sui social dopo la sua esibizione a Tel Aviv, dove il cantautore di Cellino San Marco si è esibito lo scorso 13 settembre sul palco Charles Bronfman Auditorium in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno ebraico.  

L'artista è finito al centro di una bufera social sotto al video dell'esibizione condiviso sul suo profilo Facebook. Tra i commenti c'è chi ha contestato la scelta di esibirsi in Israele mentre è in corso il conflitto. "Ci dica Al Bano, com’è stato cantare Felicità mentre a poche decine di chilometri si consuma un massacro di bambini?", ha scritto un utente tra i commenti.  

A queste accuse il cantautore ha replicato rivendicando il valore della musica: "Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri. Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità. Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione".  

 

 

"La mia presenza - aggiunge Al Bano - vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno".  

 

16 set 2026

Aldo Cazzullo: "Michelangelo come Messi e Leonardo come Maradona"

(Adnkronos) - Aldo Cazzullo tornain libreria con ‘Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento’, (HarperCollins) un viaggio nell’epoca che ha posto l’uomo “al centro del mondo” e che, come spiega il giornalista e scrittore, rappresenta ancora oggi la radice più profonda della nostra identità. Nel dialogo con l’Adnkronos, Cazzullo non solo ripercorre le grandi figure del Rinascimento, ma si concede anche un parallelo calcistico che sintetizza la potenza dei suoi protagonisti: Michelangelo come Messi, Leonardo come Maradona. 

"Messi - dice - è il calciatore più grande, perché è solo un calciatore. Maradona non è paragonabile perché non è stato soltanto un calciatore, è stato anche un capopopolo, un ribelle, un personaggio. Analogamente, e lo dico sorridendo, Michelangelo è stato l'artista più grande, perché era un artista, mentre Leonardo è fuori classifica perché non era soltanto un artista, era un genio, un visionario, uno stregone". 

Lei racconta il Rinascimento, un periodo in cui l’Italia 'fu al centro del mondo'. E' un invito a riscoprire l’identità del nostro Paese, che troppo spesso dimentica la sua storia?  

"Sì, assolutamente sì. In tutti i miei libri ho cercato di ricostruire un tassello dell’identità italiana. Ho scritto sull’antica Roma, su San Francesco, su Dante, sul Risorgimento, sulla Prima Guerra Mondiale, sul Fascismo, sulla ricostruzione. Indagando la storia italiana ho trovato tantissime storie e tantissimi esempi in cui noi tendiamo un po’ a denigrarci. Ma non è vero: ci sono stati milioni di italiani per cui l’Italia era una cosa seria, un valore che valeva la vita. E nel Rinascimento l’Italia era davvero al centro del mondo, la cultura italiana aveva un respiro universale e parlava agli uomini di ogni luogo ed epoca, anche a noi". 

Ai suoi lettori ha raccontato la Bibbia, Roma e il 'suo impero infinito', San Francesco 'il primo italiano'. Cosa l’ha portata ora al Rinascimento?  

"Intanto l’orgoglio di essere italiano. E poi la consapevolezza che il Rinascimento e l’umanesimo non spuntano dal nulla: sono la conseguenza di un percorso che comincia con San Francesco e prosegue con Dante e Giotto. L’umanesimo cristiano nasce con Francesco: l’idea che ogni uomo è unico e irripetibile, che davanti a Dio tutti sono uguali. Dante trova in Francesco la lingua, il disprezzo per il denaro male guadagnato, il rispetto per la donna. Il Rinascimento porta tutto questo alle estreme conseguenze: nell’arte, nella scienza, nel pensiero. È un’idea modernissima e urgente, soprattutto oggi che l’intelligenza artificiale rischia di sostituire l’uomo". 

Quali personaggi ha amato di più raccontare?  

"Michelangelo. Secondo me è stato il più grande artista che l’umanità abbia mai avuto. A 22 anni la Pietà, a 26 il David, a 33 la volta della Cappella Sistina. Se un artista avesse fatto anche solo una di queste opere sarebbe passato alla storia: Michelangelo le ha fatte tutte e molte di più. È da stupirsi che un essere simile abbia respirato la nostra aria, camminato per le nostre strade. E dobbiamo ricordarci che questi giganti – Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Ariosto, Colombo – erano italiani come noi, parlavano la nostra lingua". 

Nel suo affresco dà spazio anche alle grandi figure femminili dell’epoca.  

"Le donne hanno un ruolo molto importante nel Rinascimento. L'Orlando Furioso comincia con la parola 'donne', e il primo personaggio che entra in scena è Angelica. Poi c’è Bradamante, guerriera che sconfigge gli uomini in duello. E, uscendo dal poema per entrare nella vita reale, Vittoria Colonna, l’unica donna che Michelangelo abbia mai amato, che gli suggeriva come rappresentare Dio, Gesù, la Madonna. E, ancora, Lucrezia Borgia, calunniata dalla leggenda nera: era una donna buonissima, terziaria francescana, usata come pedina dal padre e dal fratello". 

Cosa manca all’Italia di oggi per un nuovo Rinascimento?  

"Nuovi Rinascimenti non ce ne saranno, le cose non tornano mai allo stesso modo. Ma dobbiamo cambiare alcune cose. Dobbiamo investire di più nelle cose in cui siamo forti: arte, insegnamento, ricerca, cultura, spettacolo. E dobbiamo tornare ad attrarre cervelli. Nel Rinascimento venire in Italia era obbligatorio per chi voleva essere considerato un artista. Oggi i migliori se ne vanno. Va bene che i ragazzi vadano all’estero, ma dobbiamo creare le condizioni perché possano tornare. E oggi questo non succede". 

Dopo il Rinascimento, ha in programma un’incursione in un’altra epoca più o meno recente?  

"Un’idea ce l’ho, ma ora devo concentrarmi nel girare l’Italia. Farò un monologo tratto dal libro nei teatri, una puntata di 'Una giornata particolare' dedicata a Raffaello e una puntata speciale sul Rinascimento. Adesso cercherò di raccontare un po’ quello che ho scritto, poi tornerò a scrivere". 

Oltre al giornale e ai libri, lei è anche un volto di successo della divulgazione storica in tv. Qual è il segreto di 'Una giornata particolare', che su La7 ottiene ascolti molto alti?  

"Il merito va diviso tra molte persone. La tv è una macchina complessa: c’è stata l’idea di Urbano Cairo, la forma è stata data dal direttore di rete Andrea Salerno, poi c'è la produzione di Stand By Me e il regista Claudio Pisano. Ma io non amo la parola divulgatore: nella parola stessa c’è l’idea del dotto che spiega al volgo. Io non sono un dotto. Mi considero un narratore. Mi sono dato una regola: nessuna storia senza un’idea, nessuna idea senza una storia". 

Torna in onda il 30 settembre con la nuova stagione, in un mercoledì televisivo sempre più affollato: 'Tale e quale Show', il 'Tavolo' di Fazio, 'È sempre Cartabianca' e 'Chi l'ha visto?'. È preoccupato?  

"Parliamo di professionisti della tv: Carlo Conti, Fabio Fazio, Bianca Berlinguer. Io non sono degno di sciogliere i loro calzari. Io racconto storie. Sono convinto che qualcuno vorrà ascoltarle, leggerle, seguirle. E poi ovviamente cediamo lo spazio dovuto ai veri grandi professionisti della tv". 

Ci può anticipare alcune delle “giornate particolari” che racconterà?  

"Il 30 settembre partiremo con una puntata sull’8 settembre. Poi, oltre a quelle su Raffaello e sul Rinascimento, che dicevo prima, ci sarà una puntata sul Piave il 4 novembre. Ma ho detto anche troppo. Faremo una presentazione la prossima settimana". 

Enrico Mentana ha detto che il palinsesto di La7 è orientato a “senso unico”, ovvero che tutti i programmi sono contro il governo. Che ne pensa?  

"Su questo rispondo solo che ho un’enorme stima per Enrico Mentana, che mi auguro che resti a La7, e che le mie trasmissioni, come mi pare tutte le altre de La7, si rivolgono a tutti". (di Carlo Roma) 

16 set 2026

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16 set 2026

Caso Roggero, il gioielliere in aula: "Ogni vita merita rispetto, dovevo essere meno impulsivo"

(Adnkronos) - “Ogni vita merita rispetto secondo la metafora che siamo tutte gocce in un oceano. Avrei dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. È la riflessione critica che Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell'aprile 2021, ha reso davanti ai giudici del Tribunale della Sorveglianza di Milano - presieduto da Marcello Bertolato - per discutere sulla richiesta di differimento della pena vista la proposta della domanda di grazia. 

Ad assistere Roggero il suo legale, l’avvocato Stefano Marcolini, che ha presentato una memoria di 15 pagine. "Sta prendendo coscienza di quanto è accaduto. Dopo due mesi di carcere ha avuto tempo per pensare e per iniziare una rivalutazione critica di quanto accaduto. Per Roggero ogni vita merita rispetto e quindi quel fatidico giorno avrebbe potuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo. Pentimento e scuse sono parole che Roggero non ha pronunciato, siamo all'inizio di un percorso di revisione critica", ha sottolineato Marcolini. 

I giudici si sono riservati - hanno cinque giorni per decidere - sulla richiesta della rappresentante della Procura generale Emma Gambardella di dichiarare inammissibile la richiesta - visto che sul tema si è già pronunciata (con un rigetto) la Sorveglianza di Torino - e su quella della difesa che ha spiegato "perché Milano può e deve decidere" e ha rinnovato la richiesta di differimento pena. "Roggero è dimagrito, ma mantiene il suo animo battagliero, crede che la giustizia possa dargli qualcosa" ha sottolineato il legale, pronto a ricorrere in Cassazione per difetto di motivazione rispetto alla decisione della Sorveglianza di Torino. 

Lunedì il tribunale di sorveglianza di Torino aveva rigettato la richiesta di differimento pena per grazia presentata da Marcolini. Il legale, nell’udienza dello scorso 9 settembre, aveva avanzato la richiesta di differimento della pena in attesa della decisione del capo dello Stato sulla grazia e in subordine la detenzione domiciliare sempre in attesa della decisione del presidente della Repubblica.  

Sottolineando che il differimento della pena previsto quando è stata presentata una domanda di grazia è “un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali”, il tribunale di sorveglianza torinese evidenzia, poi, che per concederlo sarebbe necessario un ‘fumus boni iuris’ talmente evidente e incontestabile da suggerire una “quasi irrispettosa intrusione” un intervento della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce “prerogativa esclusiva del Capo dello Stato”. Il tribunale rileva poi che se è esclusa la legittima difesa, dall’altro non si può misurare “con la precisione di un bilancino da farmacista” la reazione di una persona ingiustamente aggredita. 

16 set 2026

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16 set 2026

Ex Ilva, incontro governo-sindacati. Mantovano: "Porteremo decreto con misure per lavoratori oggi in Cdm"

(Adnkronos) - Il governo intende portare oggi in Consiglio dei ministri un decreto con misure a sostegno dei lavoratori dell’ex Ilva. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso dell’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. 

La tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie che dell’indotto dell'ex Ilva, sarà portata avanti attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla cig per cessazione delle attività. Questo, a quanto si apprende, è uno dei punti della strategia del governo illustrata ai sindacati dal sottosegretario Mantovano. Si tratterebbe, viene spiegato da fonti presenti al tavolo, di uno strumento ad hoc - una cig in deroga - libera dai paletti della cassa ordinaria e capace di maggiore tempestività. 

Tra gli altri punti della strategia governativa ci sono poi l’impegno per un futuro green dell’acciaio, con forni elettrici alimentati a Dri; la prosecuzione della gara per la vendita degli impianti sulla base delle offerte presentate e l’avvio immediato dei progetti di reindustrializzazione dell’area di Taranto. 

Il blocco dei licenziamenti dell’indotto, garanzie per i lavoratori diretti e continuità produttiva sono le priorità che i sindacati mettono sul tavolo del governo, hanno spiegato, arrivando a Palazzo Chigi, i leader di Fim, Fiom e Uilm. 

“La priorità assoluta è parlare del blocco dei licenziamenti dei lavoratori degli appalti che sono i più esposti da 14 anni di questa vergognosa vicenda”, ha detto infatti il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, affermando che le tute blu chiedono anche “risposte sulle soluzioni straordinarie di carattere salariale ma anche sociale e occupazionale anche attraverso strumenti di risarcimento per i lavoratori diretti. Il baricentro della discussione deve essere focalizzato sul destino dei lavoratori”. 

Anche il numero uno della Fim, Ferdinando Uliano, ha evidenziato che lo stop agli esuberi (2500 annunciati da Aigi e altri 1700 prospettati da Confapi) è “fondamentale” ma “si deve anche capire come rispondere al tema della continuità produttiva. Se non si trova una soluzione la prospettiva per i diretti di Ilva è tutti in cassa integrazione tranne 5-600 persone. Vogliamo comprendere il piano industriale del governo: non basta dire che c’è un bando aperto che ha i problemi che sappiamo. È fondamentale che ci sia una presa di responsabilità da parte del governo nel dire come si disegnerà il futuro: quanti forni, quanti preridotti, quante tonnellate si prospettano. Rimandare la palla ai privati, che finora non hanno presentato un piano chiaro, non è il modo di gestire” il dossier. 

“Il punto è salvaguardare i lavoratori e la decarbonizzazione, quindi la salute dei cittadini e dall’altro lato la produzione e l’occupazione. O rischiamo di fermare la produzione di acciaio del Paese”, ha avvertito il leader Fiom, Michele De Palma. “Il Paese deve rispondere ad una domanda: vogliamo continuare a produrre acciaio o diventare dipendenti da altri Paesi? Vogliamo avere 10mila persone in cassa integrazione a zero ore o avere persone che lavorano per garantire la sovranità industriale del Paese? Senza il lavoro non c’è nemmeno la garanzia di salute e sicurezza. I lavoratori 15 anni fa hanno manifestato per la transizione di quegli impianti e garantire la salute e il lavoro. Ci devono dare delle risposte, bisogna fermare i licenziamenti”, ha concluso. 

Quello di oggi è il quarto incontro a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali dall’inizio dell’anno, dopo quelli del 5 marzo, del 28 luglio e dell’8 settembre (in totale una ventina da inizio legislatura), presieduto dal sottosegretario Mantovano.  

Dopo il rigetto da parte della Corte d’Appello di Milano dell’istanza di sospensiva presentata dalle società Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria – la prima proprietaria e la seconda gestore degli impianti – la fermata dell’area a caldo è stata confermata, ed è ripreso di conseguenza l’iter dei licenziamenti collettivi annunciati da Aigi per i 2500 lavoratori dell’indotto. 

16 set 2026

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16 set 2026

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