Il potere che manca all'Italia

Un paese che fa sistema solo contro qualcuno e mai a favore di qualcosa conterà sempre meno nel mondo. Una grande inchiesta sul soft power fotografa il dramma della nostra élite e spiega perché l’Italia può perdere una partita cruciale: l’Ema

Il potere che manca all'Italia

Foto LaPresse

E’ davvero un peccato che nel corso della giornata di ieri i riflettori dei principali giornalisti italiani siano rimasti puntati così a lungo sulla storia del ministro Enrico Costa. Le dimissioni di un ministro, si sa, sono sempre una notizia che vale quantomeno l’apertura di un giornale, ma nelle ultime ventiquattro ore ci sarebbe stata un’altra notizia non meno importante che avrebbe quantomeno meritato una pari attenzione. La notizia è stata riportata ieri con grande enfasi dai giornali francesi, dal...

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Commenti all'articolo

  • mario.patrizio

    20 Luglio 2017 - 18:06

    Un caso di studio, potrebbe dirsi, e il nodo intorno al quale gira il sistema Italia, l'assenza di un potere elettivo e pro tempore che abbia titolo per fare il Macron. Mai potrà esserci e se qualcuno ci ha provato, mal gliene incolse. Ne consegue che è perfettamente inutile ragionare sulle eventuali ricadute, tipo chi sbaglia paga, che la classe dirigente avrebbe dovuto passare filtri più severi prima di essere leader, che la società tutta e da tutti al momento criticata a ciò si sarebbe dovuta conformare, e che i lavoratori dell'ATAC – così, a caso – si debbono guadagnare lo stipendio.

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  • guido.valota

    20 Luglio 2017 - 16:04

    Per non parlare delle epidemie di mali sconfitti da secoli che la semplice presenza in Italia di EMA e Big Pharma provocheranno nei no-tutto senza neppure il bisogno di vaccinarli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    20 Luglio 2017 - 15:03

    Al direttore . Manca il potere politico e a cascata, ogni possibilità di tenere presente l’interesse generale e il senso dello stato, perché’ così vollero le culture dominanti, quella cattolica e quella social comunista che elaborarono e scrissero la nostra Costituzione. Non si tratta, assolutamente di rinnegarla, ha un suo nobile , alto senso, si tratta solo di prendere atto che, retorica a parte, non ha gli strumenti politici/istituzionali adatti per fronteggiare il mondo globale del XXI secolo. Il nodo è che da quella impostazione sono nati grovigli e coaguli d’interessi terreni e di posizioni di rendita tali, trasversali e ubiquitarie, che coinvolgono tutti quelli che avrebbero il legittimo potere di rivederla. Ovvio prevalga il “Nemo tenetur se ipsum prodere”. Venirne a capo è cosa da far tremare le vene e i polsi. Ma se non ci mettiamo mano noi, la “forza delle cose e dei rapporti di forza reali che governano il mondo” lo faranno per noi. Il resto: chiacchiere diversive.

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  • lorenzolodigiani

    20 Luglio 2017 - 14:02

    Caro Cerasa, auguriamoci che il Consiglio europeo e la Commissione abbiano prestato la stessa scarsa attenzione della stampa italiana ai dati forniti dalla ricerca di Portland e che non ne tengano conto quando assegneranno all'EMA la nuova sede. L' Expo avrebbe dovuto insegnarci quanto conti fare squadra e quali importantissimi ritorni comporti il fatto di sapersi aggiudicare manifestazioni di grande rilievo internazionale o la collocazione sul proprio territorio di agenzie come quella del farmaco. Al confronto l'enfasi data alle dimissioni di Costa appare smisurata. Con tutto il rispetto per lui, non sara' neppure sostituito. Stiano, pero', bene attenti i vertici europei a non prendere decisioni affrettate ed a costringere il personale EMA ed i propri cari a non esaltanti passeggiate per le strade di Bratislava.

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