Il sì di Pd e FI sul Ceta è una scelta comune di politica estera

Gli accordi di libero scambio non sono mai solo una questione economica. Sono uno strumento diplomatico

Il sì di Pd e FI sul Ceta è una scelta comune di politica estera

Manifestazione contro il trattato Ceta, organizzato da Coldiretti a Montecitorio (foto LaPresse)

La commissione Esteri del Senato, la settimana scorsa, ha approvato il Ceta, il trattato con il Canada sottoscritto dall’Unione europea. E il presidente Mattarella, in visita di stato in Canada, ha ribadito “il forte favore dell’Italia verso l’attivazione del trattato commerciale” e ha messo l’accento sul suo senso politico più profondo, “e cioè quella capacità, attraverso gli scambi, di creare relazioni pacifiche tra paesi, di rafforzare legami invece che barriere”.   Il punto è che l’accordo è stato approvato con...

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    06 Luglio 2017 - 19:07

    In Forza Italia, evidentemente, la cultura liberale riesce, ancora, a prevalere. Nei fatti, il voto a favore del Ceta costituisce una discriminante fondamentale fra partiti aperti e filoeuropei e ed altri che si sono autorelegati in un sovranismo protezionista. Come afferma Maran, una cosa e' governare la Liguria o Sesto San Giovanni, altro la politica nazionale. Mi auguro, ma confido che anche in FI se ne rendano conto.

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