La grande truffa della democrazia diretta del M5s, spiegata

Fingendo di fare decidere milioni di persone continuamente su tutto, il Movimento vuole un sì incondizionato a decisioni calate dall’alto su cui i cittadini non hanno gli strumenti per decidere

La grande truffa  della democrazia diretta del M5s, spiegata

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Beppe Grillo e il Movimento cinque stelle ripropongono periodicamente l’introduzione in Italia del regime della democrazia diretta in virtù del quale il singolo cittadino, anziché essere interpellato solo in occasione delle competizioni elettorali, dovrebbe potere esprimere il proprio voto su ogni proposta politica che si volesse tramutare in legge dello stato o delle regioni o, ancora, in provvedimenti amministrativi degli enti locali. Fare esprimere i cittadini su tutto è un'idea seducente, ma in totale dispregio dell'articolo 1 della Costituzione Repubblicana...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • guido.valota

    29 Aprile 2017 - 21:09

    Il passo di Bobbio citato qui sopra totalizza circa venti righe: 19 di troppo rispetto alle possibilità di un analfabeta funzionale, e con ciò si spiega quello che i grillini hanno, o meglio non hanno capito dell'atteggiamento di Bobbio rispetto alla democrazia diretta. Per quanto riguarda il supporto scientifico-matematico a tale posizione, e cioè l'inevitabilità della divisione del lavoro e quindi delle competenze in una società complessa, il grillino medio non vede ostacoli ma solo conferme alle proprie attitudini: la sua quotidianità comprende sempre una pagina più del libro, una nuova teoria insegnata a medici che studiano, ricercano e praticano da decenni, una soluzione istantanea a problemi geopolitici secolari, la produzione di energia rinnovabile per tutti e senza costi, un bel vaffanculo al posto del congiuntivo. L'unica parte dello scibile universale su cui non si pronunciano mai, chissà perchè, è l'ingegneria. Ma per votare su tutto dal divano non è così indispensabile.

    Report

    Rispondi

  • mario.patrizio

    29 Aprile 2017 - 18:06

    Un articolo e una lezione che sarebbe opportuno proporre nelle scuole di ogni ordine e grado, un argomento tutt'altro che limitato al solo diritto costituzionale degli studi di giurisprudenza. Anche per chi volesse proporre una lettura critica della ricostruzione storica e filosofica. Ma la stranezza è l'assenza della scuola nel dibattito sulle scorciatoie populiste, ha la maggiore responsabilità.

    Report

    Rispondi

Servizi