La stella a quattro punte

Carloalberto Biazzi
Novecento, 563 pp., 14,90 euro

La stella a quattro punte

Il sottotitolo richiama Dario Argento e aggiungerei del primo periodo in cui l’intreccio psicologico e l’indagine investigativa si fondono in un’apoteosi di tensione e di paura. Carloalberto Biazzi si legge con il fiato sospeso e un brivido freddo sulla pelle. La sua scrittura veloce, discorsiva, visiva non tradisce il suo curriculum di sceneggiatore e regista. Le immagini arrivano forti quasi come le scene di un film. Fa largo uso di flashback perché decide di raccontare un antico delitto accaduto quasi trent’anni prima della sua storia. Si tratta di un cold case, uno di quei casi rimasti sopiti per anni in cui al dolore della morte si aggiunge il logorio del dubbio. Claudia Mancini è una bambina prodigio, una pianista appena adolescente che grazie al suo talento straordinario sta diventando una star internazionale trascinando nella sua scalata al successo tutta la famiglia, una madre ambiziosissima, un padre apparentemente distratto, la zia forse troppo invadente e la sorellina Flora, alla quale è legatissima e che sarà l’unica testimone sulla scena del crimine quando la povera Claudia verrà trovata dal padre con la testa fracassata da una pietra. Dopo molti anni Flora lascia l’America dove ha inutilmente cercato rifugio da quel tormento per tornare a Fane in Val Pusteria decisa a scoprire l’assassino di sua sorella con ogni mezzo. Flora si sottopone a sedute di ipnosi, si violenta nel tentativo di ricordare ma crolla in trance, cerca nella sua fragile mente delle rievocazioni che possano restituirle quello che la memoria le nega.
Da questo momento l’indagine ha un ritmo frenetico e incalzante, si alternano le scene tra il giorno e il buio della notte con atmosfere spettrali, incontri angosciosi in cui i personaggi cambiano veste come degli shapeshifter. Ognuno è un probabile assassino, ognuno nasconde in sé una doppia anima, quella bianca e quella nera. Davanti agli occhi di chi legge si materializzano i Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, una carrellata di personaggi insospettabili pronti a colpire con un’arma letale. E’ piena di suspense la narrativa di Carloalberto Biazzi che riesce a tenere il lettore inchiodato per oltre cinquecento pagine in una serie di subplot che si innestano l’uno nell’altro fino a trovare una via di fuga, fino al denouement che porterà a una rivelazione impensabile e scioccante. Il blu dell’oceano è la colonna sonora composta dalla protagonista e che sembra palpitare nelle pagine del romanzo mentre la psicologia dei personaggi accompagna la lettura creando una fitta trama di supposizioni pervase sempre da un pensiero che aleggia indecifrabile dietro ogni dialogo e che nel finale si rivela.

 

LA STELLA A QUATTRO PUNTE
Carloalberto Biazzi
Novecento, 563 pp., 14,90 euro

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