L'Esegesi. 2-3-74

Edoardo Rialti
Philip K. Dick
Fanucci, 1.299 pp., 50 euro

    Lo si potrebbe anche intitolare “Il Vangelo secondo Blade Runner”. Sembra un codice “2-3-74” ma in realtà è una data, il periodo nel quale Philip K. Dick, autore di culto di distopie come “La svastica sul sole” – appena adattata per una serie tv – e “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” – che con i suoi replicanti tormentati ha ispirato quello che rimane il capolavoro noir-sci-fi di Ridley Scott – ritenne di aver ricevuto, grazie a un apparente concorso di banali cause esterne e interne (il ciondolo cristico a forma di pesce scorto sul seno d’una postina, un antidolorifico di troppo, le anfetamine, una misteriosa intuizione sulla salute del figlio, una luce rosata) una sorta di rivelazione universale. E in questo tumultuoso Zibaldone, come in una caccia serrata, lo scrittore inizia a rileggere le sue stesse storie come profetici accenni ad un’effettiva e sconvolgente realtà cosmica. Come se il mondo fosse per davvero un romanzo di Philip K. Dick, una fortezza oscura, un bunker nel quale, tuttavia, irrompe un flusso di messaggi esterni. Dove l’antica Sofia assume nomi nuovi, e dialoga con le intuizioni di Meister Eckhart, Heidegger e Schopenhauer. Dove i Vangeli, “Le Baccanti” e “Amleto” raccontano la stessa storia, squarciano le medesime menzogne del potere. “Siamo come i personaggi di ‘Occhio’, addormentati non sul pavimento del bevatrone, ma mentre aspettiamo che Cristo ritorni. Siamo stati resi tossici, cioè posti in semivita, come se ci avessero ucciso. Cazzo!”. E se il misticismo religioso cristiano, la scienza e il messianismo marxista fossero solo facce del medesimo prisma? Che ruolo hanno le droghe e le malattie cerebrali nell’esperienza mistica? Un interrogativo che oggi si fa ancora più pressante, alla luce di riflessioni di neuroscienziati come Sam Harris, antropologi o scrittori come Elémire Zolla o Ernst Jünger, e del padre stesso dell’Lsd, Martin Hoffman. “Dio è ‘il libro dell’universo’: quello che ho fatto io è stato muovermi lungo un asse di un certo tipo e incontrare una – o forse parecchie – di queste pagine del libro, come fossero strati sottilissimi che ricordano i segni fosforescenti. Mi sono mosso attraverso di esse, lungo quest’asse, e le leggi (le regole) sono cambiate”. A ben guardare, perché dovrebbe essere semplicemente follia appuntarsi una data, se lo stesso fece Pascal nel risvolto della camicia, e perché dovrebbe essere solo delirio una prosa indistinguibile, nei suoi vortici e lampi, da Plotino o Giovanni della Croce?

     

    L'ESEGESI. 2-3-74
    Philip K. Dick
    Fanucci, 1.299 pp., 50 euro