L'Austria minaccia (ancora) di chiudere il Brennero

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Times, Bloomberg, Mundo, Financial Times, Figaro

L'Austria minaccia (ancora) di chiudere il Brennero
L’Austria, in contrasto con l’Italia sui migranti, minaccia di chiudere la frontiera
Londra, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - L’Austria, riferisce il quotidiano britannico “The Times”, ha reagito rabbiosamente alla proposta italiana di concedere permessi di viaggio ai migranti, minacciando di chiudere la frontiera con l’Italia. “Il salvataggio nel Mediterraneo non può essere un biglietto di sola andata per l’Europa centrale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz. Anche il ministro dell’Interno, Wolfgang Sobotka, in visita al passo del Brennero, ha detto che la proposta è inaccettabile. Da parte italiana, il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha risposto che la misura non è all’ordine del giorno al momento.
 
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Migrazioni, Bershidsky ("Bloomberg"): col bando ai gommoni l'Ue "si arrampica sugli specchi"
New York, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Con la decisione di bandire la vendita di gommoni e motori fuoribordo alla Libia, nel tentativo di limitare le partenze di migranti dalle coste di quel paese nordafricano, l'Unione Europea "si arrampica sugli specchi anziché intraprendere una azione aggressiva per porre fine al traffico di esseri umani". A scriverlo, in un editoriale su "Bloomberg", è l'opinionista Leonid Bershidsky, che sottolinea come le imbarcazioni che trasportano i migranti, perlopiù africani, "siano da lungo tempo l'obiettivo degli sforzi europei di contrastare la rete di trafficanti di esseri umani che controlla la rotta Libia-Italia". Dall'inizio del 2015 allo scorso giugno, l'operazione navale europea "Sophia" ha distrutto 452 natanti: si trattava perlopiù di grosse imbarcazioni in legno, in grado di trasportare ciascuna sino a 500 persone e che "offrivano ai trafficanti i maggiori margini di utile". Rimuovere queste imbarcazioni "ha reso l'attraversamento del Mediterraneo più rischioso". Come sottolineato dalla stessa Commissione europea, i trafficanti si sono adattati mutando il loro modello di business: i migranti vengono imbarcati "in gommoni del tutto incapaci di tenere il mare, che non hanno alcuna possibilità di raggiungere autonomamente le coste italiane"; no ce n'è bisogno: i trafficanti hanno al certezza che la grande maggioranza dei migranti che prendono il mare verranno imbarcati dalle navi della stessa operazione Sohpia o da quelle delle organizzazioni non governative a poche miglia dalle coste libiche. L'impiego dei gommoni, però, ha causato un aumento della mortalità in mare, e "la priorità alla distruzione delle imbarcazioni" da parte dell'Ue non ha minimamente ridimensionato i flussi migratori: il 14 luglio, ricorda Bershidsky, sono sbarcati in Italia 5.122 migranti, un numero vicino al record di 5.504 migranti segnato il 31 agosto dello scorso anno. Bruxelles, critica però l'opinionista, prosegue imperterrita sulla stessa linea, ignorando un rapporto della stessa operazione Sophia datato dicembre 2015, e pubblicato da WikiLeaks tre mesi più tardi, in cui è messo nero su bianco che "i rapporti di barche in gomma (sic) importate dalla Cina attraverso Malta e la Turchia sono avvalorati dalla recente intercettazione, da parte della dogana maltese, di 20 imbarcazioni in gomma in un container destinato a Misurata, in Libia". Oggi quel carico verrebbe bloccato, ammette l'opinionista, ma l'Ue ha "pochissimo controllo" sul commercio di imbarcazioni gonfiabili dalla Cina, e ancor meno su quello dalla vicina Tunisia; l'industria cinese delle barche gonfiabili "conta almeno 180 costruttori", ricorda Bershidsky, e circa i due terzi delle imbarcazioni di questo tipo importate dall'Europa proviene proprio dalla Cina. Sul portale di e-commerce cinese Alibaba i gommoni vengono apertamente commercializzati con l'appellativo di "barche per migranti". Il "bando" dell'Ue "farà solamente deviare il traffico da Malta alla Turchia e al Nordafrica", senza contare che le nuove sanzioni di Bruxelles includono un'esenzione per i pescatori "che verrà sfruttata" dai trafficanti. Se per qualche ragione le sanzioni europee dovessero davvero limitare l'afflusso di gommoni in Libia, poi, "i trafficanti si limiterebbero a sovraccaricare ancor più le imbarcazioni a loro disposizione e a riutilizzarle, anziché affondarle in mare aperto; ciò no ridurrebbe affatto il flusso dei migranti, scrive Bershidsky, ma probabilmente innalzerebbe ulteriormente la mortalità nel Mediterraneo. L'Ue, conclude l'opinionista, continua a illudere sé stessa e i suoi cittadini che la crisi libica "possa non essere risolta con la forza. "La forza - sostiene invece l 'autore dell'editoriale - è proprio ciò che probabilmente risolverà la crisi, una volta che la milizia più forte avrà consolidato al propria presa sul paese, o che quest'ultimo si sarà diviso come la Somalia". Ad eccezione del sostegno militare ai gruppi ribelli più forti, un'opzione "inaccettabile" per l'Ue, "l'unica soluzione al traffico umano dalla libia sarebbe una forza di spedizione incaricata di perseguire i trafficanti", un'operazione che però "potrebbe condurre solo la Nato, che del resto ha contribuito a generare il caos attuale e dovrebbe aiutare a risolverlo".
Una bozza di legge europea solleva dubbi sulle future operazioni di cartolarizzazione
Londra, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Una bozza di legge europea, riferisce il “Financial Times”, solleva dubbi sulla futura capacità delle banche dell’area dell’euro di cartolarizzare i prestiti non performanti. L’ultima versione del testo, inaspettatamente, vieta la cartolarizzazione dei mutui in cui i mutuatari certifichino il loro reddito, sia da parte dei creditori originari che di acquirenti terzi. Il rischio è che molti portafogli di prestiti non performanti possano contenere prestiti difficili o impossibili da cartolarizzare in base alla nuova legge, che dovrebbe entrare in vigore nel 2019.
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Eni riaprirà un sito petrolifero in Italia che era stato chiuso
Parigi, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Il gruppo Eni ieri martedì 18 luglio ha annunciato la prossima riapertura del centro petrolifero di Val d'Agri, nel sud dell'Italia, chiuso dalla metà di aprile a causa di un problema di perdite di petrolio. In un comunicato Eni ha spiegato di aver "cominciato le operazioni per il rilancio del centro Cova di Viggiano (80 mila barili al giorno). La Regione Basilicata, che alla metà di giugno aveva deciso la sospensione di tutte le attività a causa della "contaminazione provocata da riversamenti dalle cisterne", ha dato luce verde alla riapertura l'altroieri lunedì 17 dopo il parere favorevole emesso dall'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).
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Spagna: il comune di Durango denuncia 46 piloti italiani per i bombardamenti durante la Guerra civile
Madrid, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Il comune spagnolo di Durango, nei Paesi baschi, ha denunciato per crimini di guerra e lesa umanità 46 piloti d'aereo italiani che hanno partecipato ai bombardamenti che tra marzo e aprile del 1937 hanno causato la morte di oltre 300 persone. Nel testo della denuncia, acquisito dall'agenzia "Efe" e rilanciato dai media locali, il comune si costituisce parte civile per i danni subiti dall'attacco che alcuni storici ritengono essere il primo contro civili nella storia. L'attacco, nel pieno della Guerra civile spagnola, portò alla distruzione di otre 300 edifici, tra cui scuole e diverse istituzioni locali. I denuncianti sostengono che gli attacchi aerei dell'Aviazione legionaria si configurano come un "intervento militare straniero illegale", dal momento che non c'era nessuna dichiarazione di guerra con l'Italia.
 
PANORAMA INTERNAZIONALE
  
 
Foto delle vittime del tentato golpe di luglio 2016, durante la cerimonia per l'anniversario a Istanbul (LaPresse)
    
Sempre più tesi i rapporti tra Berlino e Ankara
Amburgo, 19 lug 09:48 - (Agenzia Nova) - Dopo il tentato golpe in Turchia del luglio 2016 le autorità di Ankara hanno arrestato 22 cittadini tedeschi. Nove di loro sono ancora in prigione. “È intollerabile che la Turchia violi i diritti umani degli attivisti e dei giornalisti”, ha detto ieri il rappresentante dei Verdi Cem Oezdemir. “In Turchia non c’è la certezza del diritto per nessuno”. Tra gli arrestati ci sono anche l'attivista per i diritti umani Peter Steudtner, un collega svedese e il regista turco dell’organizzazione per i diritti umani Amnesty International Idil Eser. Il governo tedesco ha condannato gli arresti e ha richiesto per mesi la liberazione dei suoi cittadini. Il parlamentare dei Verdi Oezcan Mutlu ha chiesto al governo di agire e ha detto che le parole non possono più bastare. L’assistenza consolare, ha detto, dovrebbe essere garantita a tutti i prigionieri tedeschi, ma in Turchia ciò non avviene. Il candidato socialdemocratico alla cancelleria, Martin Schulz, ha chiesto che intervenga il cancelliere Angela Merkel: “Quello che sta accadendo in Turchia è intollerabile e va oltre i confini nazionali. Erdogan sta violando lo stato di diritto”, ha dichiarato a Stoccarda. Ha poi aggiunto che nel caso in cui la Turchia reintroducesse la pena di morte la Germania dovrebbe interrompere con Ankara qualunque tipo di negoziato.
 
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Francia, lo scadalo dei falsi assistenti parlamentari coinvolge il leader dell'estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon
Parigi, 19 lug 09:48 - (Agenzia Nova) - La procura di Parigi ha allargato a Jean-Luc Mélenchon, il leader della coalizione di estrema sinistra "France insoumise" (FI, "Francia non-sottomessa"; ndr), le indagini penali sull'impiego di assistenti fittizi al Parlamento europeo: lo scrive il quotidiano "Le Monde" riportando informazioni raccolte ieri martedì 18 luglio dall'agenzia di stampa "France Presse" (Afp). Sotto inchiesta, oltre a Mélenchon, ci sono altri tre europarlamentari del Partito della sinistra (Pdg): il sospetto è che quattro dei loro assistenti siano stati assunti al Parlamento di Strasburgo ma che in realtà abbiano svolto prevalentemente attività di partito altrove; il reato contestato è di "storno di fondi pubblici". Si tratta dell'ultimo sviluppo di uno scandalo avviato con la denuncia da parte dell'eurodeputata del Front national (Fn), Sophie Montel, che aveva così reagito alle analoghe accuse formali mosse contro i deputati europei dell'estrema destra, inclusa la leader Fn Marine Le Pen, per dimostrare che la pratica degli impieghi fittizi sarebbe comune a tutti i gruppi politici presenti al Parlamento europeo.
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Regno Unito: May invoca l’unità dopo gli scontri tra ministri
Londra, 19 lug 09:48 - (Agenzia Nova) - La premier del Regno Unito, Theresa May, riferisce la stampa britannica, nella riunione di ieri con i suoi ministri, l’ultima prima della pausa estiva della Camera dei Comuni, ha cercato di chiudere gli scontri sulla Brexit che minacciano di logorare il suo governo, affermando che la forza e l’unità iniziano intorno al tavolo del consiglio e criticando le recenti fughe di notizie finalizzate a danneggiare il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond. Secondo il 1922 Committee, il gruppo parlamentare conservatore, la leader di Downing Street dovrebbe licenziare i membri sleali dell’esecutivo, responsabili di violazioni della riservatezza e di trame contro di lei. Nel partito continuano a circolare voci sui preparativi del segretario per l’Uscita dall’Unione Europea, David Davis, e di quello agli Esteri, Boris Johnson, per mettere fine alla sua leadership.
 
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Usa: al G20 il presidente Trump ha tenuto "un secondo incontro" con Putin
New York, 19 lug 09:48 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto un secondo incontro con il suo omologo russo Vladimir Putin durante il summit del G-20 ad Amburgo, questo mese. La notizia del secondo incontro tra i due capi di Stato a margine dell'evento, sinora non divulgato dalla Casa Bianca, è stato confermato da quest'ultima dopo le indiscrezioni lanciate dal settimanale "Time" e rilanciato dai quotidiani Usa che accusano il presidente di "collusione" con la Russia, in un clima che negli Usa è ormai di aperto maccartismo: solo ieri, ad esempio, il deputato democratico Mike Quigley dell'Illinois ha dichiarato che qualsiasi conversazione con un cittadino russo equivale a una conversazione "con l'intelligence russa, e dunque con il presidente Putin". Stando a quanto reso noto ieri dalla Casa Bianca, Trump e Putin hanno brevemente discusso al termine di una cena formale per i leader del G-20 e i loro consorti il 7 luglio; nel pomeriggio dello stesso giorno i presidenti di Usa e Russia avevano tenuto un faccia a faccia di circa due ore. "Non c'è stato alcun 'secondo incontro' tra il presidente Trump e il presidente Putin, solo una breve conversazione al termine della cena", ha puntualizzato ieri un funzionario della Casa Bianca, sottolineando che dopo la cena Trump ha brevemente conversato anche con il cancelliere tedesco, Angela Merkel; queste precisazioni non hanno impedito all'indiscrezione di finire nelle prime pagine dei quotidiani Usa, che nel frattempo continuano a "scavare" sul breve incontro, nel giugno dello scorso anno, tra il figlio di Donald Trump e una avvocatessa russa che sosteneva di disporre di informazioni compromettenti su Hillary Clinton. Stando al "Time", l'unico funzionario usa che ha assistito al secondo "incontro" tra Trump e Putin è un interprete dal giapponese, che era presente alla cena in quanto Trump sedeva accanto alla moglie del premier giapponese Abe Shinzo. Trump si è personalmente scagliato contro l'ultimo capitolo del "Russiagate" su Twitter, puntando l'indice contro l'ultimo esempio di "falsa informazione": le indiscrezioni sulla presunta cena segreta con Putin sono "disgustose", ha scritto il presidente: "Tutti i leader del G20 e le loro mogli erano invitati alla cena dal cancelliere Merkel, e la stampa lo sa benissimo". Mentre proseguono le polemiche, il "Wall Street Journal" prova a dare al presidente un consiglio: inutile sperare che gli oppositori di Trump rinuncino alla narrativa della collusione con la Russia, scrive la direzione del quotidiano; tuttavia, l'unica risposta possibile per il presidente e i sui collaboratori dovrebbe essere quella della "trasparenza assoluta": Trump, sostiene l'editoriale, dovrebbe fare tesoro della lezione impartita alla sua avversaria democratica dalle elezioni dello scorso novembre: Hillary Clinton, scrive infatti il quotidiano, è stata bocciata dagli elettori non a causa dell'interventismo russo, ma del suo lungo curriculum di macchinazioni e opacità; e sul "Russiagate", "Trump e la sua famiglia rischiano di commettere lo stesso errore".
  
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Venezuela: il presidente Maduro "risponde" agli Usa, attivato il Consiglio di difesa nazionale
Città del Messico, 19 lug 09:48 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha annunciato l'attivazione del "Consejo de defensa de la Nacion" ("Consiglio di difesa nazionale"), come misura di "risposta integrale alla minaccia imperialistica". Nella giornata di lunedì il governo degli Stati Uniti aveva minacciato Caracas di procedere a sanzioni "dure e rapide" nel caso in cui non si fosse dato seguito all'esito del referendum informale organizzato dalle opposizioni. I partecipanti al voto, oltre 7 milioni secondo fonti dell'organizzazione, hanno respinto l'iniziativa del governo di convocare il 30 luglio elezioni per una Assemblea costituente. Poco dopo le dichiarazioni del portavoce della Casa Bianca, il ministro degli Esteri venezuelano Samuel Moncada ha detto che il paese intende procederà a una "profonda revisione" delle relazioni diplomatiche con Washington. Il Consiglio di difesa nazionale è, a norma di costituzione, il massimo organo consultivo per la pianificazione "del potere pubblico nei temi riguardanti la difesa della nazione, la sua sovranità e l'integrità del suo spazio fisico".

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    19 Luglio 2017 - 16:04

    Il Brennero non ci sta: ha detto che non si vuol far chiudere da nessuno nessuno

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