La scuola turca "evolve". Senza Darwin e con più Jihad

Presentata ufficialmente la versione definitiva del nuovo programma di studi: addio alla teoria dell'evoluzione e più ore di religione. Compreso il concetto di jihad, inteso come “amore per la patria”

La scuola turca evolve. Senza Darwin e più Jihad

Anniversario del tentativo di colpo di Stato al ponte del Bosforo a Istanbul (foto LaPresse)

La scuola turca “evolve”, si “adatta all’ambiente” e “seleziona” il suo nuovo curriculum scolastico: scompare la teoria dell’evoluzione di Darwin (bandito fino all'università), entrano il concetto di "jihad" e cenni sul fallito colpo di stato del 15 luglio 2016. Il ministro dell'Istruzione, Ismet Yilmaz, ha presentato ufficialmente la versione definitiva del nuovo programma di studi che entrerà in vigore gradualmente e si concluderà nell'anno scolastico 2018-19. Un programma che conferma le peggiori paure dell’opposizione sul tentativo del presidente Recep Tayyip Erdogan di sovvertire le fondamenta laiche della repubblica. “Il compito del ministero dell'Istruzione è insegnare nel modo giusto tutti i concetti meritevoli”, ha spiegato Yilmaz. "Nelle lezioni di sharia e di scienze della religione sarà inserito il concetto di jihad, un elemento della nostra religione”, ha affermato, in riferimento al concetto di “grande jihad” inteso come “amore per la  patria”, nel senso di “servire la nostra società, migliorare il  welfare, garantire la calma e rispondere alle esigenze della società”.

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“Uno degli aspetti del jihad è il 15 luglio - ha sostenuto Yilmaz, riferendosi al tentato golpe dell’estate scorsa – “il fatto che il  paese abbia difeso i propri diritti. Jihad è  difendere i propri diritti e rispettare quelli degli altri”. Nei programmi scolastici, riporta il quotidiano Hurriyet, sono previste anche nozioni sul movimento dell'imam Fetullah Gulen, ritenuto da Ankara l'ispiratore del fallito golpe, sul Pkk (considerato organizzazione terroristica dal governo) e sullo Stato islamico.
    
Ma perché eliminare la teoria dell'evoluzione dai programmi? "Perché - secondo il ministro - è complicata per gli studenti e non rilevante". Il presidente dell’Unione insegnanti ha descritto i cambiamenti come un grande passo nella direzione sbagliata per le scuole della Turchia e un tentativo di evitare di crescere “generazioni che fanno domande”. Secondo Mustafa Balbay, giornalista e deputato del principale partito d’opposizione, il repubblicano Chp, eliminare la teoria di Darwin è un insulto per gli studenti delle scuole superiori: "Diamo a uno studente di 18 anni il diritto di eleggere e di essere eletto, ma non il diritto di conoscere la teoria dell'evoluzione. È una mentalità chiusa e ignorante".

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Gli attori sono l’ultima categoria presa di mira dal governo turco, che proibisce opere occidentali nella prossima stagione. Una situazione che riecheggia quella vissuta dall’Iran rivoluzionario, quando molti grandi interpreti, registi e commediografi furono costretti a lasciare il paese.

Erdogan ha sostenuto negli anni scorsi di voler allevare una “generazione devota” ma i suoi critici lo accusano di voler frantumare le libertà democratiche e la laicità dello stato: "Le nuove politiche che vietano l'insegnamento dell'evoluzione e che richiedono a tutte le scuole di avere una sala di preghiera, distruggono il principio di laicità e dell’educazione scientifica”, ha attaccato Mehmet Balik, presidente dell'Unione dei lavoratori della pubblica istruzione e della scienza (Egitim-IS).

  

Sotto l'Akp, il partito con il quale Erdogan è salito al potere nel 2002, il numero di scuole religiose "Imam Hatip" è cresciuto in modo esponenziale. Erdogan, che ha radici nell'islam politico, ha frequentato una di queste scuole e ha creato la sua carriera combattendo per portare di nuovo la religione nella vita pubblica in Turchia, uno stato costituzionalmente laico. Il presidente si è presentato come il liberatore di milioni di turchi islamici i cui diritti e benessere erano stati trascurati dall'élite laica.  I liberali turchi vedono nella politica erdoganiana il tentativo di smantellare l'opera di Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna, laica e occidentale.

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