L’ottimismo non è un dettaglio

Crescono le richieste di prestiti per beni e servizi. Buon segno

L’ottimismo non è un dettaglio

(foto LaPresse)

Gli economisti tendono a escludere segnali contrari al “sentimento” della media dei colleghi, soprattutto quando la “media” è un po’ giù di morale: in generale il pessimismo prima o poi ripaga quando si fanno previsioni ma non sempre coglie dati di realtà. Anche l’associazione dei commercianti (Confcommercio) si potrebbe iscrivere al club degli studiosi (tristi) della scienza triste quando come ieri dice che “il clima di fiducia resta pericolosamente decrescente” nel constatare la “variazione mensile più elevata degli ultimi quattro anni” nelle vendite al dettaglio, pari all’1,2 per cento rilevata dall’Istat in ottobre rispetto al mese precente.

 

L’intraprendenza salverà l’Italia che si disgrega. Un esempio storico

Guardare al passato per capire come risolvere i problemi delle democrazie occidentali. Il caso di Pietro Querini

 

Ragione della preoccupazione è un andamento deludente nel trimestre estivo e la spoporzione tra le vendite della grande distribuzione (in crescita) rispetto a quelle dei piccoli commercianti (ancora depresse). Tuttavia sul fronte dei consumi qualcosa si muove, e in meglio. Nei primi 11 mesi del 2016 sono aumentate dell’8,5 per cento le richieste di prestiti bancari finalizzati all’acquisto di beni e servizi (autoveicoli, arredamento, elettronica, elettrodomestici, viaggi, spese mediche, ecc.) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo il database di Crif, sistema di informazioni creditizie. A novembre le richieste sono cresciute del 6,6 per cento rispetto a novembre 2015. Un’inversione di tendenza visti i semestri precedenti nei quali c’era una contrazione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi