Solo dentro la stanza

In questi ponti sconfinati perché non provate il metodo Shultz? Se resistete all’astinenza, è fatta

Solo dentro la stanza

Edward Hopper, "Eleven AM" (1926)

Se solo ammettessimo che i più grandi disturbatori di noi stessi siamo noi stessi. Se solo riuscissimo a dire che siamo noi a riporre le più grandi speranze nella distrazione continua, nel delirio perenne, nell’affollamento di pensieri uno sull’altro e nella dittatura di notifiche elettroniche che comunque vanno controllate anche quando è (quasi sempre) il negozio di divani che annuncia la svendita di fine stagione. Se solo dicessimo: sono io. Che se non ricevo una mail, anche spam, per più...

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    23 Aprile 2017 - 09:09

    Complimenti carissima Annalena. Non conoscevo le abitudini salutari di Shultz, ma ora comprendo d'essere tra i fortunati che possono applicare il suo metodo per più di un'ora al giorno. Con quali risultati pratici non saprei dire, se non che questa abitudine non mi pesa ne' dispiace.

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  • mristoratore

    19 Aprile 2017 - 12:12

    Carissima Annalena, grazie per il suo ennesimo splendido articolo. Doppio ringraziamento, questa volta, perchè il suo articolo conferma la validità di una mia scelta: non avere uno smartphone (in realtà posseggo uno smartphone ma lo utilizzo solo quando viaggio). Per questo, ogni giorno (non solo una volta a settimana, come Shultz) trascorro una o più ore in assoluto relax ed in tranquilla solitudine. Anzi, neanche mi accorgo dell'eccezionalità di queste ora "sconnesse": sono semplicemente le ore durante le quali non sono al PC nè al telefono nè alla tv. E non sono poche!

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