Trucchi e condivisione, così ClioMakeUp è diventata una startup femminile di successo

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Su YouTube fa gli stessi clic di Justin Bieber e Gordon Ramsay ed è il punto di riferimento di milioni di donne in tutto il mondo. Ecco chi è Clio Zammatteo, la ragazza che ha “globalizzato” i trucchi del make up all’occidentale.

C’è una ragazza di trentaquattro anni, nata a Belluno, che fa 237 milioni di visualizzazioni su YouTube: numeri paragonabili a quelli di popstar come Justin Bieber o allo chef più noto al mondo, Gordon Ramsay. Se il primo al massimo ha “esportato” qualche motivetto da fischiettare e il secondo l’uso parco dei condimenti, Clio Zammatteo ha “globalizzato” i trucchi del make up all’occidentale, travalicando confini, continenti e censure. Ogni giorno ci sono milioni di donne che – magari di nascosto – sbirciano i suoi tutorial, ne copiano lo stile, in ogni parte del mondo.   



Dopo gli studi allo Ied di Milano, nel 2008, Clio, alias “ClioMakeUp”, vola a New York e comincia a caricare sulla piattaforma americana, che ai tempi aveva altri numeri rispetto a quelli odierni, dei brevi tutorial su come ci si trucca. Ad aiutarla il marito, conosciuto allo Ied, Claudio Midolo. "Smettila di nasconderti, credi in te stessa, sorridi alla telecamera. Non ti preoccupare se sbagli, ma oggi prova a scrivere la tua, di storia", è il mantra del suo canale YouTube, aperto nel febbraio di quell’anno, nove anni fa.

La sua è stata una start up di quando ancora non si parlava delle start up. Così, video dopo video, Clio è diventata “make up artist, beauty blogger, youtuber, influencer di fama internazionale”, come recita la biografia.

Oggi, una sua foto viene condivisa da decine di migliaia di persone, anche in Arabia Saudita;  ovunque ci siano un telefonino e un social network “libero”, c’è qualche donna che cerca, trova, copia. "La nostra è una realtà familiare, italiana, di successo", rivendica (parlando con ilfoglio.it), snocciolando i numeri di ClioMakeUp, Elena Dominique Midolo, CEO dell’azienda, oltre che cognata di Clio Zammatteo.  

Le statistiche del gruppo sono impressionanti: un blog, www.blog.cliomakeup.com, da 16 milioni visualizzazioni al mese e 2.4 milioni di utenti unici. Con un rossetto, una telecamera e un po’ di fantasia, quella di ClioMakeUp è diventata la più grande community italiana dedicata alla bellezza con 2.3 milioni di follower su Facebook e 1.3 milioni su Instagram.

La storia di questa ex start up tutta femminile, che da “promessa” è diventata una realtà solida, è una delle dodici – forse la più innovativa – raccontate domenica 5 marzo a “HITalk Wow! Woman is noW”', promosso da LVenture Group in partnership con l’acceleratore di start up Luiss Enlabs. 

Nessun segreto industriale o opacità, ma condivisione. "Mi è rimasta impressa un’immagine, bellissima: quella della levatrice. La donna ha da sempre avuto un rapporto privilegiato con il creare, il generare, e quello che ne consegue: la cura  amorevole, la veglia, la presenza attenta e vigile. Ecco perché è giusto raccontare le nostre storie, condividerle con altre donne", ha spiegato  Midolo, che guida il gruppo sin dall’inizio.

"Madre e maestra, nei secoli la donna ha formato le generazioni future; penso che questa vocazione alla cura, a farsi carico di chi viene dopo debba continuare anche in questa epoca di tecnologia avanzata", ha aggiunto la giovane manager dal palchetto della Sala della Protomoteca del Campidoglio.

Ideato da Akiko Gonda e Marie Gabrielle De Weck il “talk” “HITalk Wow! Woman is noW” prevede che si alternino sul palco dodici donne che raccontino in dodici minuti la loro esperienza. “Promuoviamo lo scambio e il self empowerment; le donne che intraprendono una carriera incontrano molti ostacoli che solo chi ci è passata conosce”, ha spiegato Gonda. 

Oltre alla Ceo di ClioMakeUp, la Responsabile delle relazioni istituzionali Google Giorgia Abeltino, la designer Ludovica Serafini, l'astrofisica Paola Santini, l'insegnante ambasciatrice del “'Global Teacher Prize”' Barbara Riccardi, la psicoterapeuta presidente di CabssOnlus che si occupa di bambini sordo ciechi Stefania Fadda, il medico Annalisa Pizzetti, l’imprenditrice sociale Riccarda Zezza e la giornalista Monica D'Ascenzo. Con loro, due rappresentanti del “femminismo” di stampo più classico. La Statistica sociale ed ex capo Dipartimento dell’Istat Linda Laura Sabbadini e la responsabile Politiche di Genere della Cgil Loredana Taddei hanno rilanciato l’idea di uno “sciopero delle donne” per mercoledì 8 marzo.

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Commenti all'articolo

  • mauro.grondona

    05 Marzo 2017 - 21:09

    "...numeri paragonabili a quelli di popstar come Justin Bieber o allo chef più noto al mondo, Gordon Ramsay. Se il primo al massimo ha “esportato” qualche motivetto da fischiettare...". Mi permetto di dissentire, Bieber (non sono una fan) è sulla cresta dell'onda dall'età di 4 anni, cambiando voce, stile, approccio e accrescendo seguaci (cosa da non dare per scontato in questo mondo multimediale fatto di meteore), nato sul web e soprattutto non è statunitense. Per cui la considerazione "al massimo" come se avesse fatto poco e non si fosse meritato il successo planetario al di là di essere un giudizio ingiusto è poco accurato.

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