Black Friday Blues

E' un’invenzione americana. E’ il tuffo matto e speranzosissimo negli acquisti e negli sconti del dopo Ringraziamento. Inizia l’inarrestabile corsa verso il Natale e bisogna prendere una decisione: o saldi o dissidenza.

Black Friday Blues

Il Black Friday a Edimburgo (foto LaPresse)

Il Black Friday è un’invenzione americana. E’ il tuffo matto e speranzosissimo negli acquisti e negli sconti del dopo Ringraziamento: i sopravvissuti al pranzo in famiglia e al tacchino (che, secondo l’Economist, ogni anno diventa più grosso e pesante, nel giro di un secolo potrebbe conquistare il mondo e quindi va mangiato in fretta prima che sia lui a divorarci) si precipitano in negozi affollati e aperti fino a tardi, comprano tre macchine fotografiche al prezzo di due, in omaggio il telefono cordless con tasti enormi che diventerà il regalo di Natale per la nonna, e un numero imprecisato ma generoso di sciarpe, orsi di peluche, scarpe col tacco, saponi francesi, forni a microonde. Serve determinazione, forza fisica e impermeabilità ai dubbi.

 

Cos'è il Black friday (e cosa vorremmo comprare noi del Foglio)

E' il "venerdì nero" che segue il Giorno del Ringraziamento e si è trasformato in una corsa all'offerta più vantaggiosa. Ci siamo sbizzarriti anche noi su Amazon tra gusti nerd e esigenze di mamme.

 

Il venerdì nero (è oggi) è diventato il giorno più importante dell’anno per venditori e consumatori, il giorno degli affari, e non riguarda più solo l’America. In Inghilterra, ad esempio, dove per anni si è tentato di ignorare quest’abitudine, le aziende si sono infine inchinate al Black Friday, i grandi magazzini restano aperti fino alle dieci di sera e ingaggiano più personale per far fronte alla voracità della corsa, durante la quale il senso del ridicolo è placato dagli sconti, dall’idea che comunque la settimana prossima un tostapane identico costerebbe il sessanta per cento in più, quindi è più responsabile affrontare la fila oggi, mettere da parte oggetti utili, oppure regalabili, con cui riempire lo sgabuzzino fino a Natale. Quando i prezzi avranno raggiunto il picco approfittando della disperazione dei ritardatari. Anche la Francia ha ceduto a questa offerta promozionale: Fnac, Amazon, Darty, Auchan, Cdiscount, La Redoute e Géant propongono i saldi dell’ultimo venerdì di novembre. E già adesso il Black Friday si allunga, spesso, almeno fino al Cyber Monday (il lunedì dei saldi online, quello in cui bisogna essere velocissimi a cliccare): tutti sentono il dovere di comprare tutto, svegliandosi all’alba o senza andare nemmeno a dormire per essere i primi della fila, oppure decidono di non comprare niente, di ammutinarsi per contrarietà. Ma con la consapevolezza di compiere un atto significativo. E anche se non si è mai messo in tavola l’enorme tacchino arrosto (“Thyme Roasted Turkey”, il tacchino che ha mangiato ieri Barack Obama con la sua famiglia, oltre a sei tipi di torta) bisognerà d’ora in poi fare i conti con questa folle giornata dei consumi (analizzata ogni volta dagli economisti come una faccenda molto seria), che ci arriva addosso attraverso le offerte online, i siti internet vestiti a festa, l’utilizzo universale della formula “Black Friday” e i conti alla rovescia che portano con sé l’idea che non ci si possa più sottrarre: è cominciata ufficialmente la corsa verso il Natale.

 

Si può decidere di ignorarla, naturalmente, ma come netta presa di posizione contro un’esperienza consumistica estrema, e infatti molti lettori del New York Times alla domanda: che cosa significa per te il Black Friday?, hanno risposto: non compro nulla e spero che gli altri facciano altrettanto, mi chiudo a casa con la famiglia, mangio di tutto, vado a trovare i nipoti, curo l’orto, al massimo compro l’albero di Natale. Qualcuno ha anche aggiunto di avere già acquistato tutti i regali di Natale durante l’anno (sono i più pericolosi), altri hanno dichiarato che lo shopping natalizio è al cento per cento online (quindi sono favorevoli al Cyber Monday e allenati alla velocità). Insomma, o si aderisce con entusiasmo al Black Friday o si vive da orgogliosi dissidenti. Le anime prenatalizie sanno sempre da che parte stare.

 

 

 

questo articolo è uscito nel Foglio del 28 novembre 2014

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