Ora in Sicilia Crocetta chiede le primarie

Il centrosinistra diviso verso il voto

Problemi siciliani per il Pd

Rosario Crocetta (foto LaPresse)

Ieri mattina si è ufficializzato a Palermo, con una fin troppo affollata conferenza stampa, quello che qui si era anticipato. Il centrodestra ha trovato un accordo e marcia spedito in una campagna elettorale che, anche se non sarà proprio la passeggiata in discesa prospettata da Renato Schifani, si annuncia competitiva per la vittoria. Notizie di segno opposto arrivano dalla coalizione guidata dal Pd, non solo per la sicura presenza di una candidatura concorrente alla sua sinistra. Non si tratta solo di Claudio Fava, né della concreta possibilità che il governatore uscente si ripresenti a sua volta. Il problema è che la richiesta di primarie avanzata da Rosario Crocetta non è poi così campata in aria, soprattutto se settori del partito mostrano di prenderla in considerazione.

 

A traballare ora è la candidatura di Fabrizio Micari, che ieri, in una intervista a Repubblica, si è detto indisponibile a passare attraverso le primarie. “Non c’entrano nulla con il senso della mia candidatura – ha detto il rettore – io sono stato chiamato da esterno a coordinare una coalizione”. Può non essere un argomento fortissimo e infatti il candidato del M5s ieri si è preoccupato di attaccare più il centro destra, ritenuto evidentemente più insidioso. La questione però non è solo siciliana per il Pd. Micari è il candidato del segretario del partito e se dovesse ritirarsi o essere ritirato non sarebbe lui il principale sconfitto.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    03 Settembre 2017 - 07:07

    Caro Bordin, tutti gli osservatori che ho consultato hanno confermato che alla elezioni siciliane si profila un testa a testa tra il candidato grillino e quello berlusconiano, con il Pd largamente distanziato al terzo posto. Chi sarà' il principale sconfitto, come alle recenti elezioni amministrative, sembrerebbe chiaro. Non le sembra probabile che, pur archiviata senza danni nelle primarie la batosta da premier al referendum, più di uno in casa Pd si chiedera' la ragione di queste non felici prove elettorali? Per altro caratterizzate dalla tendenza ad essere sconfitti laddove si amministrava o governava.

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