Il referendum vinto a tavolino e le "comunarie" annullate

La motivazione addotta dal presidente Gentiloni è vecchissima: “Non abbiamo bisogno di referendum divisivi”. “Fidatevi di me” dice Grillo

Il referendum vinto a tavolino e le "comunarie" annullate

il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (foto LaPresse)

La settimana politica, per le persone sagge, non può che chiudersi all’insegna del pessimismo. Due gesti rivelatori in una manciata di ore mostrano l’alternativa sgradevole che ci aspetta per le elezioni. Da un lato il governo che innova la già abbastanza bizzarra storia dei referendum in Italia. Da ieri nasce il referendum vinto a tavolino, una novità assoluta. In compenso la motivazione addotta dal presidente Gentiloni è vecchissima: “Non abbiamo bisogno di referendum divisivi”. Lo dicono dal 1974, come se il referendum non servisse proprio a scegliere. Un’argomentazione del genere ha in sé la stessa logica dei titoli di giornale che, commentando il dibattito su una qualsiasi questione, recitano “Il paese è spaccato”. Se si tratta di una cosa seria, che tocca interessi vivi, sarebbe in realtà assai più preoccupante se il paese fosse unanime. In compenso dall’altro lato il dottor Gribbels annulla le “comunarie” a Genova. Il risultato non gli è piaciuto. Fin qui nulla di nuovo. Ormai, che “uno vale uno” sia una balla l’ha capito perfino il meno intelligente dei pentastellati. Anche in questo caso è la giustificazione, più che il fatto in sé, a far pensare male. “Fidatevi di me”, detto da uno che annulla un risultato elettorale non è il più rassicurante dei programmi politici. Dicono tutti che bisogna votare quanto prima, ma se la scelta possibile è questa non si capisce davvero che fretta c’è.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    19 Marzo 2017 - 11:11

    "No ref.divisivi" 1 + 1 "Fidatvi di me" = 0,virgola 02 (i 2 cents per aver dato, i 2, fiato alle corde vocali). Ma il primo non era, per caso,il sodale amicale di "You visit Italy..." husband della mitica Palombelli e now il butler(*) del compaesano di Brunetto Latini "Guido io vorrei che tu e Lapo ed io..)? (*) maggiordomo

    Report

    Rispondi

  • patriciovivarelli

    19 Marzo 2017 - 09:09

    E' che questa sinistra,sciscionisti e "lealisti" da proprio il voltastomaco.Spero che se si va a votare,senza fretta naturalmente,venga messa in un cantuccio o dietro la lavagna e li' ci resti per decenni a venire.Lo dice uno che nella vita ha sempre guardato a sinistra. Ora mai piu'!!!

    Report

    Rispondi

  • giantrombetta

    18 Marzo 2017 - 10:10

    Che il capo del governo sostenga cio' e' fatto gravissimo. Dovrebbe essere sfiduciato all'istante per attentato alla democrazia rappresentativa che ha le basi nel voto popolare. Ed il voto, essendo libero e segreto, e' sempre salutarmente divisivo perché consente a ciascuno d'esprimere la scelta che gli garba anche diversa da chi gli vive accanto. Sono semplicente ridicoli tutti i commentatori che quando uno ottiene larghi consensi lo bollano come pericolosa espressione di una maggioranza " bulgara" e quando uno ottiene la maggioranza con pochi voti di scarto parte la campagna di pianti contro il paese spaccato. Insomma comunque si voti siamo sempre in pericolo. Tanto vale, par di concludere, prudentemente non votare mai. Per ora lo dice il premier che non abbiamo bisogno di voti divisivi. Non ci resta che attendere un pronunciamento del Capo dello Stato.

    Report

    Rispondi

    • mario.patrizio

      19 Marzo 2017 - 09:09

      Bisogna capirli, per il premier più del voto a dividerli sarebbe stata la campagna elettorale, puoi immaginare il PD frastornato tra i favorevoli e i contrari? Non posso evitare di pensare al referendum sulla scala mobile (vinto da un'altra Italia, ma questa è un'altra storia), cancellata la scommessa di Craxi e ripristinata la scala mobile da un governo pavido come quello di chi vuol tenere i piedi in tutte le staffe, per non spaccare il Paese che, nella loro lingua, vuol dire non spaccare il PD.

      Report

      Rispondi

Servizi