Repubblica, le intercettazioni e il circo mediatico

Liana Milella lancia altissime grida contro il cosiddetto giro di vite che forse, ancora non è detto, non permetterà più di spiare i colloqui tra un avvocato e il proprio assistito

Repubblica, le intercettazioni e il circo mediatico

Una scena del film "Le vite degli altri"

Il problema non è che la Liana Milella, dalle colonne di Repubblica, lanci altissime grida contro il cosiddetto giro di vite sulle intercettazioni; o che si strappi i capelli per la blanda modifica, eventuale, a proposito della difesa della privacy dei cittadini; o che pesti i piedi per terra perché non potrà più spiare con la nonchalance di prima, ma forse, ancora non è detto, i colloqui tra un avvocato e il proprio assistito. Non è questo il problema. Il vero dramma è che non esista più un Circo Togni disposto ad offrirle un impiego all’altezza del suo rango.

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  • luigi.desa

    09 Settembre 2017 - 12:12

    Le intercattazioni sono il brand che certifica la libertà di indagine a tutto e campo e conseguentemente lo sputtano ,il ricatto ,l'arresto non dovuto perchè l'orecchiante invece di di Giovanni capisce Antonio. Dovrebbero essere invece strumento per procedere più speditamente nella indagine tradizionale nella ricerca della prove e non far diventare le chiacchiere in prova.Non è caso che quando la difesa riesca a ottenere dal giudice ( di Berlino) di poter ascoltatre l'intero sequel invece di passi scelti la musica porcessuale ( errore di battuta ma va bene così) cambia radicalmente.

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