I Nascosti

La recensione del libro di Valentina Tamborra, minimum fax, 167 pp., 35 euro
8 MAG 24
Ultimo aggiornamento: 04:30
Immagine di I Nascosti
Non sono tornata solo per il Nissetoget, in realtà appunto mi attendeva la seconda scuola di sangue”, scrive Valentina Tamborra autrice del volume I Nascosti (minimum fax). Dalla festa delle maschere autoprodotte alla mattanza delle renne, dalla magia e dai travestimenti per tutti i sessi a una pratica solo maschile e sanguinaria. Tamborra, che è fotografa ma autrice anche dei testi del volume, segue le gesta del popolo sami, per tempo e nel tempo. Ha conquistato la stima e la confidenza di questa popolazione col ritorno, quasi un rito iniziatico della fiducia. E’ la seconda volta che cambia il corso delle relazioni e questo vale soprattutto per un popolo abituato a preservare la propria identità come un segreto. Se prima si deve resistere al clima inospitale della tundra, poi si deve trovare anticorpi non solo a una “norvegesizzazione” fondata sul nazionalismo e sul darwinismo ma a lutti i loro effetti long term. Tra il 1800 e il 1900, per dirne una, scopriamo che i sami hanno sviluppato un persistente rifiuto per la propria cultura e finito per negare la propria etnia. Il processo di rimozione aumenta fino al 1920 quando vengono considerati una razza inferiore, anormali e destinati all’estinzione. Solo nel 1989 qualcosa trova consistenza quando viene costituito il Parlamento sami, peraltro con poteri limitati e solo poi, nel 1997, allorquando il re Harald V di Norvegia ha riconosciuto che lo stato norvegese è stato fondato sul territorio di due popoli esprimendo rammarico per le politiche precedenti di “norvegesizzazione”. E oggi, dai e dai, c’è una riscoperta della cultura sami ed eventi dedicati come il Riddu Riđđu Festival.
I Nascosti è foto di cieli bassi che ti sembra di poter toccare, neve distesa come un firmamento rovesciato e renne che si contano coi mozziconi di orecchie tagliate, quasi dei certificati di proprietà. D’altro canto, la stessa presenza delle renne è il ritmo della socialità sami e si passa dalla fine della transumanza al periodo in cui vanno a partorire e quindi possono lasciare spazio ai matrimoni alle cresime e battesimi nelle ferie dalla pastorizia. Le renne sono un metronomo della vita di questa gente e vivere al loro fianco fa scoprire all’autrice e anche a noi come, ad esempio, gli occhi delle renne varino colore con mutare delle stagioni dall’oro in inverno al blu in estate. Sarà che i colori – potrebbe non sembrare ma le immagini lo rivelano nitidamente – sono il segno della varietà sami: da quello dei vestiti, all’aurora boreale, al rosso della macellazione, per ritornare al whiteout nevoso.
I Nascosti
Valentina Tamborra
minimum fax, 167 pp., 35 euro