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Recensione del libro di Karl Ove Knausgård edito da Feltrinelli (1.277 pp., 27 euro)
di
20 MAY 20

Prima o poi, tutto finisce. E così, anche la monumentale operazione firmata da Karl Ove Knausgård (pubblicata da Feltrinelli e tradotta da Margherita Podestà Heir) è giunta al traguardo. Un progetto ambizioso, una vera e propria lotta che ha dato un nuovo impulso all’idea dell’autofiction, stuzzicando la curiosità dei critici, facendo sognare molti scrittori, rilanciando il concept del diario autobiografico d’autore e sfidando il lettore, che si tuffa fra queste pagine con impeto e curiosità ma rischia di finire invischiato nella mole di particolari forniti e tramite i quali disseziona e analizza la propria vita. Ecco la sfida, non lo straordinario ma l’ordinario, raccontare tutto, ma proprio tutto, facendo i conti con se stessi, fra le inevitabili rinunce e i sogni infranti, descrivendo la vita di famiglia senza tacere né le frustrazioni né le piccole gioie quotidiane, scrivendo più di tremilacinquecento pagine nell’arco di sei volumi.

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Karl Ove KnausgårdFeltrinelli, 1.277 pp., 27 euro
Karl Ove KnausgårdFeltrinelli, 1.277 pp., 27 euro