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La realtà imiti l'arte, imiti la fotografia di Mimmo Jodice

La sua Napoli era ben poco realistica, ogni volta speravo davvero che l'ex capitale fosse silenziosa, deserta, incantata come nelle sue foto. E poi ne restavo deluso
30 OTT 25
Ultimo aggiornamento: 03:20
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LaPresse

La Napoli di Mimmo Jodice mi piaceva talmente tanto che a Napoli non andavo mai, per non espormi a pressoché certe delusioni. Perché se la Val Padana di Luigi Ghirri, altro sommo fotografo, era ed è quotidianamente attingibile (quante volte nella Bassa scopro inquadrature ghirriane), la Napoli di Jodice era ben poco realistica. “Con le mie vedute ho cercato di sfatare lo stereotipo di una Napoli allegra e rumorosa”. Speravo davvero che l’ex capitale corrispondesse alle sue foto in bianco e nero, che fosse realmente silenziosa e vuota, ma sul Rettifilo o in via Forìa di quell’estetica non ritrovavo nulla.
Mi sarei fatto bastare anche la Posillipo colorata e tuttavia riposante della bella casa dove mi accolse nei remoti Novanta, offrendomi un limoncello buonissimo (fatto in casa dalla moglie, se non ricordo male) con celestiale sottofondo di Jan Garbarek. Niente da fare, Napoli mi è sempre risultata orrendamente frastornante e zeppa. E però quella di Jodice potrebbe essere una profezia, da avverarsi post mortem grazie al crollo demografico: la città continua a perdere abitanti e fra qualche anno potrebbe diventare davvero silenziosa, davvero deserta, davvero incantata come nelle sue fotografie. La realtà imiti l’arte!