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L'inutile rito del minuto di silenzio

I calciatori, se ne sono capaci, preghino per i morti. Oppure lascino perdere, continuino a fare i loro esercizi di riscaldamento
10 GIU 17
Ultimo aggiornamento: 08:42 | 4 AGO 20
Immagine di L'inutile rito del minuto di silenzio

La nazionale dell'Arabia Saudita durante il minuto di silenzio per le vittime di Londra

San Josemaría Escrivá, oggi sui campi di calcio non si dividono fra buoni e cattivi ma fra cattivi e inutili, lo ricavo da quanto scrivesti in “Cammino”: “I minuti di silenzio lasciateli a coloro che hanno il cuore secco. Noi cattolici, figli di Dio, parliamo con il Padre nostro che è nei cieli”. I calciatori sauditi, ignorando platealmente il minuto di silenzio per le due ragazze australiane accoltellate dai maomettani a Londra, hanno ribadito da che parte del coltello stanno. Anche i calciatori australiani, che quel silenzio hanno osservato, hanno ribadito da che parte stanno: dalla parte della vittima non reattiva, destinata pavesianamente a scendere nel gorgo muta. Milioni di minuti di silenzio non hanno disarmato i malvagi, figuriamoci, ma nemmeno rafforzato le difese, cementato la società. Risibile, troppo facile, troppo breve, comune denominatore troppo minimo, è un rito che non funziona, dovrebbero prenderne atto. Preghino per i morti, se ne sono capaci, oppure lascino perdere, continuino a fare i loro esercizi di riscaldamento, si limitino a ciò che sanno fare.