L’America usa la tecnologia ucraina

Donald Trump ha rifiutato le offerte di aiuto di Zelensky, ma in Arabia Saudita gli serve. Secondo Reuters, l’esercito americano ha introdotto la tecnologia antidroni ucraina nella base militare aerea di Prince Sultan per contrastare gli attacchi iraniani che hanno distrutto aerei ed edifici, e che hanno ucciso almeno un militare

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23 APR 26
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Il presidente americano Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Foto LaPresse

Secondo uno scoop della Reuters, nelle ultime settimane l’esercito americano ha introdotto la tecnologia antidroni ucraina nella base militare aerea di Prince Sultan, in Arabia Saudita, per contrastare gli attacchi iraniani che hanno distrutto aerei ed edifici, e che hanno ucciso almeno un militare. Gli americani hanno utilizzato Sky Map, la piattaforma antidroni che gli ucraini hanno sviluppato in questi anni di difesa dall’aggressione russa – una delle tante innovazioni tecnologiche che hanno reso l’Ucraina il paese occidentale più all’avanguardia (e più generoso nel condividere la propria tecnologia) nel combattere la guerra come la si fa adesso. I militari ucraini sono arrivati nelle base per addestrare i soldati americani con Sky Map, che viene utilizzato dall’esercito ucraino per rilevare i droni in arrivo – compresi i droni Shahed sviluppati dall’Iran – e lanciare contrattacchi con droni intercettori.
Il Pentagono ha intensificato gli investimenti nella tecnologia antidrone, ma l’uso della tecnologia ucraina a Prince Sultan, che si trova a circa 640 chilometri dall’Iran e ha subìto ondate di droni e missili dall’inizio della guerra, evidenzia le vulnerabilità nella difesa aerea e missilistica degli americani, nonostante il presidente Donald Trump abbia respinto con sussiego le offerte di aiuto di Zelensky – offerte fatte sia l’anno scorso, sia all’inizio dell’operazione militare in Iran, comunque sempre rifiutate perché, ha detto Trump, l’America è fortissima con i droni e non ha bisogno di nessun aiuto. Il mese scorso, l’unità antidroni del Pentagono ha annunciato di aver stanziato 350 milioni di dollari per rafforzare le difese contro i droni, fornendo una serie di nuove tecnologie, tra cui sensori, telecamere e intercettori. Secondo tre fonti citate dalla Reuters, nella base in Arabia Saudita sono stati utilizzati anche gli intercettori Merops, droni sviluppati da Project Eagle, un’azienda americana finanziata dall’ex ceo di Google Eric Schmidt. All’inizio di aprile, durante un test, un intercettore Merops ha perso il controllo e si è schiantato contro un edificio della base in cui c’erano i servizi igienici.