I droni intercettori ucraini hanno abbattuto gli Shahed in medio oriente

Per la prima volta Zelensky conferma l’aiuto diretto ai paesi alleati in medio oriente per fermare gli Shahed di Teheran. Il cessate il fuoco di 32 ore in Russia e Ucraina e la scadenza sulle sanzioni al petrolio russo

di
10 APR 26
Ultimo aggiornamento: 07:07 PM
Immagine di I droni intercettori ucraini hanno abbattuto gli Shahed in medio oriente

Alcuni resti di un drone iraniano Shahed abbattuto (Foto Ukrainian military's Strategic Communications Directorate via Ap, via LaPresse)

Kyiv. In un incontro con i giornalisti dopo l’annuncio del cessate il fuoco in medio oriente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato per la prima volta cosa stessero facendo di preciso i duecento esperti militari ucraini arrivati ​​nella regione mediorientale a metà marzo. “Abbiamo mostrato ad alcuni paesi come utilizzare i droni intercettori”, ha affermato il presidente. E ancora: “Sì, hanno abbattuto i droni Shahed. E questo è un ottimo risultato”. Hanno distrutto i droni iraniani, che sono gli stessi utilizzati dai russi per colpire l’Ucraina? “Sì, l’hanno fatto”, ha ribadito Zelensky. Alla domanda se gli esperti ucraini avessero aiutato a distruggere i droni in un solo paese, Zelensky ha risposto: “No, in diversi paesi”, senza specificare quali. “Abbiamo anche abbattuto droni con motori a reazione”, ha aggiunto. Secondo il presidente ucraino, gli esperti militari sono stati in grado di dare rapidamente consigli su come rafforzare i sistemi di difesa, che dovrebbero essere composti da diverse componenti, tutte integrate tra loro. Finora l’Ucraina ha firmato accordi di cooperazione in materia di sicurezza con il Qatar, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Kyiv, che è pronta a produrre droni intercettori, riceverà da questi paesi sostegno finanziario o risorse energetiche (petrolio e gasolio), e sta negoziando anche con Oman, Kuwait e Bahrein. Durante questo incontro, avvenuto l’8 aprile, Zelensky ha anche detto: “Ora mi aspetto che le sanzioni contro il petrolio russo vengano ripristinate integralmente, come erano in precedenza”. 
Gli Stati Uniti avevano revocato le sanzioni sul petrolio russo già caricato sulle navi e in mare il 12 marzo, in seguito all’aumento dei prezzi del petrolio causato dalla guerra in Iran: la sospensione era della durata di un mese, e quindi dovrebbe scadere oggi. In un’intervista a Nbc News del 15 marzo, Trump aveva promesso di ripristinare le sanzioni una volta stabilizzata la situazione energetica globale: se questo non dovesse accadere, Zelensky prevede che la Russia ne approfitterà per vendere le sue attività europee della compagnia petrolifera russa Lukoil, “si tratta di circa 20 impianti, comprese le raffinerie in Romania e Bulgaria”. A causa delle sanzioni occidentali, attualmente questi impianti sono inattivi o non generano entrate per il bilancio russo. Dice Zelensky che, durante il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz, i paesi alleati gli hanno chiesto di non reagire con attacchi contro il settore petrolifero russo: “Credevano che avrebbe avuto un impatto sui prezzi dell’energia”, ma “dopo ogni attacco al nostro settore energetico, rispondiamo, ed è giusto così”.
Nel frattempo, il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato una “tregua pasquale”, che durerà dalle 16 dell’11 aprile (ora di Mosca) fino alla fine del 12 aprile, per un totale di trentadue ore. “L’Ucraina ha dichiarato più volte di essere pronta a misure speculari”, ha risposto Zelensky alla proposta. In passato, Kyiv aveva pubblicamente offerto a Mosca, con dichiarazioni ufficiali, di cessare il fuoco durante le festività pasquali. Ma Putin ha voluto ostentare il fatto che si trattasse di una sua iniziativa. “La Russia ha la possibilità di non riprendere gli attacchi nemmeno dopo Pasqua”, ha scritto Zelensky sui suoi canali social. L’anno scorso la tregua per la Pasqua ortodossa era durata trenta ore, dalla sera del 19 aprile fino al 21 aprile. Durante quella pausa, la Russia si era astenuta dal colpire l’Ucraina con missili balistici e da crociera, né con gli Shahed, ma aveva fatto largo uso dei droni Fpv lungo l’intera linea del fronte. Secondo le autorità ucraine, nel corso di quelle trenta ore di “silenzio”, la Russia aveva bombardato le posizioni militari ucraine per milleottocentottantadue volte e impiegato oltre novecentocinquanta droni Fpv.
Dopo Pasqua, Kyiv attende l’arrivo dei negoziatori americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. Già durante le operazioni militari in medio oriente, Zelensky li aveva invitati nella capitale ucraina: “Ho detto loro: ‘Venite da noi, poi andate a Mosca’”, ha detto il presidente durante l’incontro con i giornalisti. Ma gli americani non hanno ancora risposto all’invito (e in un anno di cosiddetto negoziato non hanno mai messo piede in Ucraina: in Russia sì). Zelensky ipotizza che l’incontro tra i team negoziali possa svolgersi in un paese terzo, anziché in Ucraina, e dice: “Se un tale incontro può avvenire più rapidamente, che sia così”, dando un’altra chance alla diplomazia.
Zelensky ha anche parlato del suo viaggio in Turchia e Siria. Con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha discusso del vertice della Nato che si terrà quest’estate ad Ankara, nonché di un possibile incontro trilaterale tra i leader di Stati Uniti, Ucraina e Russia in Turchia: “Erdogan appoggia l’idea”, ha detto il presidente ucraino. Ma anche Mosca deve essere d’accordo. L’Ucraina è pronta a cooperare con la Siria sulla sicurezza alimentare. Il viaggio a Damasco è anche un segnale politico: “L’Ucraina sta dimostrando che la Russia non è l’unica presente in medio oriente”, ha detto Zelensky.
Per quanto riguarda i negoziati, Zelensky è convinto che Kyiv sarà sottoposta a una pressione significativa nei prossimi mesi: pressione politica da parte degli alleati e sul campo di battaglia da parte della Russia. Vorrebbe ricevere dai suoi partner maggiori dettagli in merito alle garanzie di sicurezza. Quale sarà la reazione degli alleati se la Russia continuerà ad attaccare? Come verrà finanziato l’esercito ucraino? Di cosa sarà dotato il suo sistema di difesa aerea? “Non credo che i russi non vorranno più tornare ad attaccare. Ma credo che se ci sarà una base militare americana in Ucraina, o una base congiunta americano-europea, correremo meno rischi”, ha detto il presidente ucraino che la prossima settimana visiterà diversi paesi europei.