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Ogni clown ha la sua spalla. Le élite sono quella dei populisti

Uno incontenibile e istrionesco, l'altro posato e ragionevole. Lo scrittore francese Salmon dice che i comici vanno sempre in coppia, anche in politica
3 NOV 20
Ultimo aggiornamento: 07:18
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Nelle prime pagine di “La tyrannie des bouffons” (Les Liens qui Libèrent), il nuovo libro di Christian Salmon dedicato a quello che chiama, seguendo Michel Foucault, il “potere grottesco” dei nuovi capi populisti, c’è un’osservazione così semplice da suonare spiazzante. È questa: per tradizione secolare, i comici vanno spesso in coppia. Uno è posato e ragionevole, l’altro incontenibile e istrionesco. A ogni Franco serve la spalla di un un Ciccio, a ogni Totò un Fabrizi.
Ebbene, dice Salmon che il potere grottesco si è affermato ovunque come un double act: da un lato l’agitatore di piazza, dall’altro l’informatico schivo con i suoi gelidi algoritmi. Il prototipo sono i nostri Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, e nella loro scia si sono immessi Donald Trump e Brad Parscale, Boris Johnson e Dominic Cummings, Viktor Orbán e Arthur Finkelstein, Matteo Salvini e Luca Morisi, Jair Bolsonaro e figlio. L’idea è accattivante, ma i conti non tornano. Queste mi sembrano, tutt’al più, variazioni sui ruoli dell’attore e dell’impresario.
La traccia indicata da Salmon non è per questo meno preziosa, perché il ruolo della spalla nelle nuove coppie politiche non è rimasto certo vacante. Se lo sono assegnato, senza saperlo e senza volerlo, le sventurate élite ragionevoli, scandalizzate e politicamente corrette.
Io dico che farebbero bene a ingaggiare dei drammaturghi, ora che la chiusura di teatri e cinema rischia di lasciarli più sfaccendati, perché s’inventino per loro, o rintraccino negli annali dello spettacolo, un modo di stare in scena accanto a un clown che sia diverso dalla spalla.