Il M5s "presta" un senatore a Maraio e Onorato per aggirare il muro delle firme

Luigi Nave passa al gruppo Misto di Palazzo Madama e nei prossimi giorni creerà la componente sotto il nome di "Avanti Psi e Progetto civico Italia". In questo modo il campo largo aiuta i civici e i socialisti ad abbassare il numero di firme necessario per presentarsi alle elezioni: così diventano 1500 invece di 6000 a collegio

9 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 14:44
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E gruppo Misto sia. Il senatore del Movimento 5 stelle Luigi Nave in queste ultime ore è passato dal gruppo del suo partito al gruppo Misto di Palazzo Madama. Nessuno strappo con Giuseppe Conte e gli altri senatori, la manovra è tutta politica e serve per aiutare Enzo Maraio e Alessandro Onorato in vista delle prossime elezioni politiche. Ieri la Camera ha approvato la nuova legge elettorale, che, tra le altre cose, ha introdotto un vincolo importante per le nuove formazioni politiche: i nuovi partiti non rappresentati in Parlamento per potersi candidare dovranno raccogliere sei mila firme per ogni collegio entro quindici giorni dalla data dello scioglimento delle Camere. In totale, circa 400 mila. Per quelle invece che hanno già un posto in Parlamento, ma sono senza gruppo proprio, le firme si fermano a 1500.
La "mossa" di Nave è quindi spiegata: il Movimento 5 stelle ha accolto l'appello di Alessandro Onorato ed Enzo Maraio che diverse settimane fa, quando questa norma è stata licenziata dal Senato (e ieri riconfermata in via definitiva dalla Camera), chiedevano al campo largo di "prestare" alcuni parlamentari, creare un gruppo per diminuire notevolmente la raccolta firme.
Oggi dunque il senatore pentastellato risulta sotto il simbolo di Avs, nel gruppo Misto (a Palazzo Madama basta un parlamentare), ma fonti di partito spiegano che in un secondo momento si creerà una componente nel gruppo sotto il simbolo Avanti Psi-Progetto civico Italia. Da Campo Marzio dicono che è stato accolto ''l'invito lanciato dai movimenti civici e di amministratori presenti in tutta Italia'', perché ritengono che ''non si può limitare la partecipazione dei cittadini''. Si è trattato quindi ''non di una manovra di palazzo" ma di una mossa ''contro una legge liberticida e antidemocratica''.