Politica
Il video •
Il dietrofront di Onorato: chiede a Pd, M5s e Avs di "prestargli" dei parlamentari per aggirare l'ostacolo delle firme
Il fondatore di Progetto Civico Italia due giorni fa, alla manifestazione convocata davanti al Senato, si era detto contrario a creare un gruppo parlamentare. Oggi ci ripensa. L’obiettivo è stanare chi, nel campo largo, vuole aiutarlo davvero a raccogliere meno firme per presentarsi alle elezioni

Foto Ansa
Dietrofront. Alla fine Alessandro Onorato si è convinto e oggi, 17 settembre, ha chiesto ufficialmente la "solidarietà politica" del centrosinistra contro la legge elettorale. A Milano, in occasione della nascita del coordinamento lombardo di Progetto Civico Italia, il fondatore ha chiesto a Partito democratico, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi e sinistra di aiutarlo a costituire una componente di tre deputati all'interno del gruppo Misto della Camera per aggirare la nuova legge elettorale (approvata dal Senato, dovrà essere approvata in terza lettura a Montecitorio) al fine di raccogliere un minore numero di firme per presentarsi alle elezioni. Ma la sua opinione appena due giorni fa era diversa. Interpellato dal Foglio su questa ipotesi davanti al Senato – mentre protestava contro la "norma anti cespugli" – diceva: "Noi non vogliamo fare operazioni tattiche, se qualcuno viene da noi deve farlo perché condivide il progetto politico".
Ma dopo l'approvazione dell'emendamento che alza il numero di firme da raccogliere per i partiti fuori dal Parlamento al Senato, Onorato sembra aver cambiato idea: "In attesa che il presidente della Repubblica e la Corte costituzionale si pronuncino su tale norme palesemente in contraddizione con la Carta, mi appello alla coalizione di centrosinistra affinché dia segnale concreto di solidarietà politica", dice, prima di aggiungere: "Se Pd, M5s e Avs di contribuissero generosamente alla costituzione di una componente di tre deputati nel gruppo Misto saremmo messi nelle condizioni di presentarci alle prossime elezioni". L’obiettivo, secondo quanto risulta al Foglio, è stanare chi, nel campo largo, vuole aiutarlo davvero a raccogliere meno firme per presentarsi alla prossima tornata elettorale.
Tra barricate e sospetti - il video
Come dicevamo, la questione è strettamente legata a uno degli emendamenti alla legge elettorale approvata dal Senato pochi giorni fa, quello denominato appunto "anti-cespugli". Nello specifico è stato posto un vincolo più grande ai soggetti politici che non hanno componenti in Parlamento ma che vogliono presentarsi alle elezioni: il numero di firme da raccogliere è stato fatto salire a circa 450 mila, da 1.500 a 6 mila per collegioi. La questione è diversa per i partiti che invece sono già rappresentati in Parlamento da un proprio gruppo, che sono derogati dalla raccolta, mentre per quelli del gruppo Misto il numero di firme da raccogliere scende a 1.500 collegio (circa 100 mila). "Ci costringono a fare come Vannacci e a trovare qualche deputato", aveva detto Onorato alla manifestazione. La cosa sembra essere diventata realtà. Ora resta da capire come si muoverà il centrosinistra.
Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato, rispondendo sempre a una domanda del Foglio aveva detto che avrebbero fatto "tutto quello che è necessario" per aiutare Progetto civico Italia, nell'ottica del "Pd testardamente unitario". Conte ha addirittura partecipato al sit-in, inisieme ad Angelo Bonelli di Avs. A stare fuori (come sempre) è Matteo Renzi. Tra lui e l'assessore romano è noto che non scorra buon sangue. E il leader di Italia Viva qualche giorno fa ha dichirato, sulla norma anti-cespugli: "Le firme sono un particolare tecnico. È legittimo che ci siano altri soggetti che vogliono partecipare e correre, ma serve un tot di firme. Non so se il numero è abnorme", ha detto. "La verità è che il centrosinistra sarà credibile quando farà manifestazioni contro il carovita o i problemi della sicurezza". Lo spazio è sempre meno.


