Tra le più suggestive discipline sportive dell’estate in corso, ce n’è una particolarmente interessante e incredibilmente entusiasmante, legata a una pratica allegra e spensierata a cui si stanno dedicando con grande passione i protagonisti di una gioiosa compagnia di giro meglio conosciuta come
campo largo.
Il campo largo, in questa disciplina, si muove con delicatezza: un passo avanti, uno indietro, uno di lato, uno dall’altro lato, ora un touché, ora una piroetta, ora un saltello, e in questo esercizio è ormai senza rivali: il balletto delle primarie. Il balletto delle primarie non è solo una performance estemporanea, ma è ormai una pratica costante, uno spettacolo vero, che i protagonisti della danza porteranno in giro per l’estate per tutti i festival d’Italia. Le movenze sono quelle che conosciamo, ma dietro alle movenze esiste anche qualche questione politica che merita di essere approfondita. Di solito funziona così. I ballerini si presentano tutti insieme sul palco. Guardano il pubblico, sorridono, ma restano immobili.
Cercano l’applauso senza fare nulla, sperano che lo spettacolo di prima sia stato così disastroso da suggerire un’ovazione da parte del pubblico anche in assenza di una coreografia. A volte funziona. Può capitare che il pubblico sia così estenuato dagli altri spettacoli da trovare rilassante il semplice fatto di non dover più assistere all’altro spettacolo poco amato. A volte, invece, scatta il panico assoluto: dal pubblico parte una richiesta e qualcuno improvvisamente urla quella parola lì: primarie. A quel punto, alla parola primarie, inizia il balletto.
Il ballerino
Conte Giuseppe dice di essere pronto a farle e che da lì si deciderà lo spartito al quale dovrà adeguarsi in futuro tutto il gruppo teatrale: facciamo decidere al pubblico chi balla meglio e tutti gli altri poi si adatteranno al ballerino più forte. A quel punto, però, al primo passo in avanti di Conte Giuseppe, la ballerina Schlein Elly
si immobilizza e dice che nulla è deciso: se ne parlerà a settembre, quando con Conte Giuseppe e gli altri ballerini si discuterà dello spartito, ovvero del programma e del prossimo tour.
Schlein Elly ama le primarie, senza le quali mai sarebbe riuscita a salire sul palco sul quale si trova ora, ma sa anche che le primarie possono riservare insidie e dunque, fino all’ultimo, è meglio evitarle: non sia mai che, prima dello spettacolo, prima della prima, prevista ad aprile o al più tardi a settembre, quando ci si giocherà con l’altra compagnia teatrale il diritto di calcare il palco nazionale, qualcuno inciampi e si faccia male.
Un passo avanti, uno indietro, uno di lato, uno dall’altro lato. A quel punto, quando si parla di primarie, altre scene si manifestano. I due ballerini in ascesa, Fratoianni Nicola e Bonelli Angelo, che vivono in simbiosi, come il rosso e il verde del cocomero, ma che per poter coesistere devono parlare il meno possibile di ciò che faranno – sempre meglio parlare di ciò che gli altri non devono fare che di ciò che bisogna fare –, fanno un passo indietro, si nascondono, fingono uno svenimento, dicono che preferirebbero evitare questo spettacolo penoso: meglio esibirsi senza decidere chi dovrà comandare. “Smarmella tutto”, avrebbe detto René Ferretti in “Boris”. E loro dicono: no, dai, le primarie meglio di no, continuiamo a ballare così, carini, tutti vicini, possibilmente senza dire nulla e senza far capire cosa si vuole fare, visto mai che qualcuno poi tornasse allo spettacolo di prima.
Sul palco, poi, ci sono altri attori più o meno protagonisti, alcuni dei quali sanno che devono parlare di primarie anche se preferirebbero non farlo. C’è Onorato Alessandro, gran ballerino, abituato ai grandi eventi e dunque ai grandi palcoscenici, che, non avendo molto da perdere, dice di volere le primarie e di volersi candidare (e se non è lui magari sarà un’altra persona, atletica, indovinate chi?). Sa di non poterle vincere, Onorato, ma avere un palcoscenico tutto per sé, per chi è alle prime esperienze e non ne ha mai avuto uno, è un’occasione per vedere l’effetto che fa. C’è poi Renzi Matteo, ballerino vero, tip tap, bambolero, samba, flamenco, tutto il repertorio, che sa di non voler né poter ballare, che da mesi chiede in giro chi potrebbe ballare al posto suo, da Silvia Salis (no grazie, per ora) a Giuseppe Sala (perché no, ma più avanti), e che però le primarie le vorrebbe fare davvero, non per vincere, no, ma perché farebbe di tutto per far vincere la sua amica Schlein Elly, nella speranza che con questo esito possa finire il balletto di chi prova a lasciare intendere che a guidare le danze possa essere chi sarebbe amato sul palco del Bolshoi, in Russia, ma che difficilmente potrebbe essere apprezzato come capo della compagnia da tutti coloro che, in tempo di guerra, dal Bolshoi preferiscono stare alla larga (tradotto: Conte, dal movimento 5 Bolshoi, sa che può giocarsi la partita della premiership solo con le primarie, perché un conto è sfidare Schlein, un altro è sfidare il Pd, ma sa anche che in caso di sconfitta alle primarie sarebbe un disastro per il M5s e dunque, per un po’, meglio tergiversare: si deciderà tutto alle primarie, sempre che le primarie si facciano davvero).
In questo tip tap, in questa rumba, in questa lambada, in questo spettacolo, la ballerina più attesa, però, è quella che ha detto di non voler ballare e per questo è la più ricercata da giorni. Non è sul palco: è in platea. Ha detto di non volerne sapere, di non voler essere immortalata in quella foto, con quella compagnia, ma è una ballerina, la signora Salis Silvia, che tutti cercano, a cui tutti scrivono, anche coloro che in teoria dovrebbero parteggiare per Schlein Elly. E chi la conosce bene dice che è vero: non vuole ballare, ha promesso di non farlo, ma se questo balletto dovesse andare in scena davvero, e non solo sulla carta, potrebbe pensarci, cambiare idea e fare un giretto, per provare a guidare la compagnia, sapendo che oggi uno spazio sul palcoscenico esiste, ma forse un domani potrebbe essere ancora più affollato di oggi. Il balletto sulle primarie è uno degli spettacoli più interessanti e più appassionanti dell’estate in corso.
Non sappiamo ancora quando andrà in scena. Dipenderà dalle regole: ci sarà la nuova legge elettorale? Dipenderà dai dettagli: sarà richiesto alla coalizione di indicare il candidato premier nel programma? Dipenderà dalle paure: Schlein, che pure dovrebbe fare le primarie, le farà solo se Conte chiederà davvero di farle.
Ma se Conte, per paura di perderle, non dovesse chiederle, ecco un altro balletto: le primarie potrebbero anche non tenersi. Si potrebbe indicare una
figura simbolica come capo del programma, ma così, per gioco, nella consapevolezza che poi le primarie decisive, se quelle vere non ci saranno, si terranno dopo le elezioni: sarà il partito che prenderà più voti a decidere chi conterà di più.
Questa sarebbe forse la migliore soluzione per tutti, anche se è la più ridicola, perché la coalizione ci sarebbe e non ci sarebbe, non bisognerebbe dire a tutti quanto si sta vicini e, in fondo, tutti vogliono ballare ma nessuno vuole perdere subito. Ognuno potrebbe così illudere i propri elettori che non serviranno mediazioni, portare alle elezioni il proprio programma, promettere niente compromessi, e poi decidere soltanto dopo chi andrà in scena e chi no, visto mai che da Genova arrivasse una ballerina inaspettata, capace di prendersi la scena solo in caso di primarie vere.