Elly Schlein tra le salamelle dell'Unità passa in rassegna il Creato mentre Conte fa il putiniano

La segretaria del Pd alla festa dell'Unità di Villalunga a Reggio Emilia tiene sulle spine il pubblico che aspettava una risposta alle dichiarazioni del presidente del Movimento 5 stelle sull'Ucraina. Ma nulla: caldo, referendum, stage gratuiti, Costituzione. Di Conte parlerà ventiquattrore dopo, ma senza nominare Putin

4 AGO 26
Immagine di Elly Schlein tra le salamelle dell'Unità passa in rassegna il Creato mentre Conte fa il putiniano

Elly Schlein - foto LaPresse

Domenica sera Elly Schlein, alla festa dell'Unità di Villalunga, provincia di Reggio Emilia, ha passato in rassegna il creato. Dal riscaldamento globale al posto letto. Ha attraversato l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. Le è sfuggito solo l'infinitamente prossimo, che quella sera aveva la faccia di Giuseppe Conte, che poche ore prima l'aveva sfidata sulla leadership del centrosinistra spiegando che anche sull'Ucraina, con lui leader, le cose sarebbero diverse perché "la gente è stufa di Zelensky e si deve negoziare con Putin". Ma per il resto bisogna riconoscere che ella, insomma Elly, ha coperto tutto: il pianeta, che è uno solo, quindi Bologna...
E ovviamente ha coperto Gaza, l'Iran, la Costituzione che è la più bella del mondo, naturalmente l'antifascismo con Tina Anselmi, poi ancora il caldo che uccide, altrettanto assassina l'intelligenza artificiale, senza dimenticare – infine – la camera in affitto di uno studente fuorisede. In piedi sotto al palco della festa dell'Unità, con il microfono in mano e davanti quattrocento sedie bianche occupate da una fede in avanzato stato di conservazione, Schlein ci ha messo quarantatré minuti e diciotto secondi. Ma in tutto quel creato le mancava un altopiano: quello di Asiago, dove poche ore prima, per l'appunto, Conte aveva detto due o tre cosuzze da nulla. E aveva lasciato intendere che difronte al bellicismo diffuso, anche a sinistra, la coalizione, guidata da lui, girerebbe meglio, assai meglio. Altro che Schlein premier. L'unico leader è Giuseppe.
A quel punto, a Roma, i deputati del Pd avevano passato il pomeriggio a garantire che adesso "Elly gliele suona". Vedrete. "Stasera parla in Emilia". "Ora risponde". "Gliela fa vedere lei". "Sull'Ucraina non si scherza, è un punto dirimente". E dunque eccola, finalmente, ella, cioè Elly, insomma Schlein, la segretaria del Pd tra le salamelle, le zanzare e il caldo umido della pianura padana. "Lo so che è quello che aspettate", esordisce pugnace davanti a questo popolo della sinistra che da settant'anni si prende la briga di friggere gnocchi per la causa. "Siamo qui in un momento molto importante", aggiunge. "Vorrei parlarvi di un fatto attualissimo… la strage di Bologna del 1980". Ecco. Sacrosanto. "Vedete, questa è una storia che parla al presente", spiega lei. E qui improvvisamente la platea si sporge, perché il presente ha un cognome stasera, e sta in Veneto. Sempre in quell'Altopiano di Asiago. "Il presente è… (suspence) … il referendum sulla giustizia. È da lì che dobbiamo ripartire". Va bene, si riparte da lì, ma poi si arriva a Conte putiniano? Non c'è dubbio. "Per questo c'è una cosa ancora più attuale del referendum", riprende Elly. Al che l'uditorio di pensionati trema. "Basta con gli stage gratuiti". Applausi. "Ma anche l'intelligenza artificiale va disarmata, come dice il Papa". È questo il ruolo della sinistra: disarmare l'intelligenza artificiale". Mica la Russia.
I signori con i capelli bianchi, ex quadri di sezione, la generazione che ancora chiama il portatile "computerino" e la Federazione Russa, "Cccp", annuisce con l'aria di chi aspetta – tra le fumiganti pignatte – la tombola. Ma Schlein non li molla un secondo. Li tiene sul filo. L'attualità politica prima di tutto. "Siamo qui in un momento molto importante. Un tornante della storia". Ecco, un tornante. Ci siamo. Conte! Conte! Qualcuno, d'istinto, si aggrappa al bracciolo della sedia di plastica. "Il tornante della storia è… l'emergenza climatica. Il caldo". Anche Benigni, in effetti, diceva che il problema di Palermo è il traffico. Quello della sinistra è il caldo. "Ma c'è un'altra battaglia davvero prioritaria", riprende lei. Ancora più del caldo. Ancora più del tornante della storia. "Ed è l'articolo 32 della Costituzione" messo in pericolo dal governo di destra che tra l'altro consente pure "i subappalti a cascata". E qui uno comincia a farsi un'idea della geologia del discorso di Schlein.
C'è il tornante della storia, c'è la cascata, ci sono le salite e le ripartenze. Non manca niente all'orografia nazionale tranne una cosa, sempre quel rilievo pianeggiante di mille metri in provincia di Vicenza dove stava Conte, l'unico posto d'Italia in cui qualche ora prima sia successo qualcosa che riguardi il centrosinistra "testardamente unitario". Manca l'altopiano, insomma. Resta solo il piano di Elly. Prenderle, prenderle, testardamente prenderle.
Ps. Ventiquattro ore dopo, interrogata da una giornalista del Tg3, la risposta arriva. "Non funziona così, dice, prima il programma condiviso poi le primarie". Di Putin, neanche stavolta, una parola.