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Luca Zaia: "Preferenze? Il cittadino deve poter scegliere. Roggero? Non è candidabile"
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto: "Allargare la legittima difesa solo se nei termini di stress psicologico. Il caso del gioielliere è di scuola. Lui ha cercato lo scontro senza proteggere se stesso". Sul nord e il "partito dei nostalgici" dice: "Salvini non ha mai detto quelle cose. nord e sud sono connessi a doppio filo". Il sì alle preferenze

Luca Zaia - foto LaPresse
"Allargare il perimetro della legittima difesa? Se l'allargamento è inteso nei termini di stress psicologico, che è un'altra cosa e il caso Roggero ne è scuola". Lo dice Luca Zaia commentando davanti alla Camera la questione legittima difesa sollevata anche dalla Lega e da Matteo Salvini dopo la condanna a Mario Roggero. "Ho visto i video del caso e si vede come il gioielliere sia uscito e abbia cercato lo scontro senza nemmeno proteggere se stesso. Sono morte due persone, i giudici avranno applicato tutte le attenuanti del caso e c'è un aspetto legato allo stress psicologico che andrebbe valutato, ma dai tecnici e da chi fa le leggi", dice il presidente del Consiglio regionale del Veneto.
Matteo Salvini nei giorni scorsi ha diramato una nota spiegando che la Lega sta valutando di candidare il gioielliere, anche se non può. "Mi è infatti sembrato di capire che in questa fase non è candidabile, dopodiché io mi fermo qui...", dice ancora Zaia. E all'ex presidente del Veneto chiediamo conto delle dichiarazioni del leader del Carroccio durante la cena dal deputato leghista Antonio Angelucci: "Basta nord e partito dei nostaligici". Zaia risponde: "Noi siamo legati a doppio filo tra nord e sud. C'è una questione urgente di perequazione rispetto alla questione meridionale e c'è una, altrettanto urgente questione di perequazione anche rispetto al nord del paese". Ma sulle parole di Salvini è netto: "Non mi risulta abbia mai detto niente di simile".
E poi c'è la questione della legge elettorale e delle preferenze, affossate dalla stessa maggioranza che le ha proposte qualche settimana fa dopo l'utilizzo del voto segreto. La partita per reintrodurle, su pressione di FdI, è ora in Senato: "Io penso che se vogliamo vedere il cittadino come attore protagonista della vita politica del suo paese il cittadino deve poter scegliersi gli amministratori e coloro che vanno a governare", dice Zaia. "Lo si fa già nei comuni, lo si fa già nelle regioni, non capisco per quale motivo non si possa fare in Parlamento".


