Politica
Rincorsa a destra •
E ora la Lega vuole candidare Mario Roggero. Persino Vannacci è più cauto
Il Carroccio informa di star valutando la candidatura del gioielliere "qualora ne ricorrano i presupposti normativi". Ma i presupposti non ci sono, perché la condanna per omicidio plurimo fa decadere i diritti politici. Il generale lo sa e dice: "Non ritengo che la candidatura in Fn sia uno un modo per supportarlo". Intanto il gioielliere rifiuta la politica: "Allora, l'ultima cosa è questa, candidarmi"

Mario Roggero al carcere di Bollate - foto LaPresse
Sono passate meno di quarantotto ore dalla sentenza che ha confermato la condanna per Mario Roggero ma ecco che la Lega ha già dichiarato di star valutando una candidatura per il gioielliere. Il partito ci tiene addirittura a farlo sapere, diramando una nota che conferma quanto sta circolando in questi ultimi giorni. Si legge: "Siamo in campo su ogni fronte per sostenere Mario Roggero. Oltre alla campagna a favore della grazia, il partito sta valutando l'eventuale candidatura" se "ne ricorrano i presupposti normativi". Peccato che quei "presupposti" difficilmente si realizzeranno. Una condanna come la sua, a 14 anni e 9 mesi per omicidio plurimo, comporta infatti la decadenza dei diritti politici, tra i quali rientra anche l'elettorato passivo, cioè la possibilità di candidarsi alle elezioni. Roggero potrebbe riacquistare questi diritti soltanto nel caso in cui ricevesse la grazia del presidente della Repubblica e soltanto se nel provvedimento di grazia si facesse espressamente riferimento all'eliminazione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Ma sono discorsi superflui perché a declinare è lo stesso gioielliere: "Allora, l'ultima cosa è questa, candidarmi".
Roggero: "Mattarella ha graziato Minetti, si metta mano alla coscienza". Nordio avvia l'istruttoria per la grazia e poi smentisce l'avvio dell'istruttoria
"Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato trenta persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza", ha detto Mario Roggero entrando nel carcere di Bollate. Si è costituito solo oggi, a due giorni dalla sentenza e "si aspetta" di essere graziato dal capo di stato. Sia la moglie che il ministro della Giustizia Carlo Nordio si sono mobilitati attivando le procedure per concedere la grazia al gioielliere. Proprio il Guardasigilli, ha fatto sapere il ministero, ha avviato l'istruttoria finalizzata all'eventuale concessione, mobilitando anche i magistrati: loro avranno il compito di raccogliere tutta la documentazione, i pareri del Tribunale di sorveglianza e lo storico giudiziario di Roggero.
L'operazione è stata avviata in coordinamento con la procura generale della Corte d'Appello di Torino ieri pomeriggio. Subito dopo si è però svolto un bilaterale tra lo stesso Nordio e il presidente Sergio Mattarella. Ieri il Capo dello stato ha ricevuto al Quirinale il Guardasigilli per "per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro" e per ricordare che la concessione della grazia è una prerogativa esclusiva che spetta al al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006". E nella serata di oggi, dopo il bilaterale, lo stesso ministero ha voluto precisare: "Si esclude che sia stato ancora compiuto alcun atto in merito alla procedura di grazia per Mario Roggero", smentendo sé stesso.
Nel corso delle ultime ore, tra il ministro, i partiti di centrodestra e Futuro nazionale si sta svolengo una vera e propria rincorsa a destra per capitalizzare il più possibile consesi su questa vicenda. La Lega più di tutti, e infatti è il partito più impegnato: tra raccolte fondi, petizioni e mobilitazioni dello stesso leader Matteo Salvini, il sostegno è instancabile. Parallelamente anche i vannacciani stanno spendendo molte parole sulla questione (oltre che svariati sit in in giro per l'Italia).
Rincorsa a destra. Vannacci: "Non candidiamo Roggero, da noi solo supporto politico"
Tuttavia, a differenza del segretario del Carroccio, oggi Roberto Vannacci ha chiarito categoricamente che esclude una eventuale candidatura di Mario Roggero: "Cercheremo di supportarlo con tutti i modi possibili ma non ritengo che la candidatura in Futuro Nazionale sia uno di questi", ha detto il generale all'Ansa. E ha aggiunto: "Noi sosteniamo la richiesta di un atto di clemenza nei suoi confronti, il differimento della carcerazione e chiediamo che venga esaminata prima possibile la nostra proposta che esclude il risarcimento per chi delinque, in caso di danni subiti durante il reato, chiedendo che possa avere effetto retroattivo".
Autogol e Autodifesa
Raccolta fondi per il gioielliere
Allo stesso tempo sempre la Lega, nella nota, ha fatto sapere di essere "impegnata a promuovere una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutare il gioielliere nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza". Una così grande mobilitazione potrebbe servire a mascherare un fatto che ha dell'ironico: non solo la legge sulla legittima difesa che ha condannato Roggero è stata riscritta nel 2019 dallo stesso Matteo Salvini, ma la norma che ha preso ispirazione dalla vicenda di Roggero e inserita in un nuovo ddl Sicurezza approvato in Consiglio dei ministri martedì 14 luglio non potrà essere applicata al caso del gioielliere. La legge – che prevede che chi commette reati come rapine, scippi, sequestri o stupri non può più chiedere il risarcimento del danno a chi lo ferisce reagendo, anche quando quella reazione supera i limiti della legittima difesa – è stata rivendicata dalla premier Meloni ma non entrerà in vigore per tutelare il 72enne di Grinzane Cavour.
fuori tempo



