Dagli Usa all'Europa, contro il sovranismo e la guerra. No Kings, identikit

Circa 15 mila attivisti scenderanno in piazza a Roma per la manifestazione nazionale del movimento che non vuole “sovrani” politici, economici e tecnologici, marciando sotto il segno dello slogan nato negli Stati Uniti. In nome del “no all’autoritarismo" in Italia dicono no anche al governo, chiedendone le dimissioni

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28 MAR 26
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Una donna con un cartello "No Wars! No ICE! No Kings!" durante una protesta contro l'attacco militare americano in Iran, a Times Square, New York, New York, USA, 28 Febbraio 2026. EPA/DEREK FRENCH

Non li hanno visti arrivare, i “No Kings”, anche se si teme da giorni la loro attrattiva sulle frange antagoniste: oggi saranno in piazza, a Roma, da tutta Italia, per la manifestazione nazionale del movimento che non vuole “sovrani” politici, economici e tecnologici, manifestazione che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha descritto come corteo potenzialmente a rischio di infiltrazione violenta, dopo i fatti di Torino (a fine gennaio, contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, con scontri e pestaggio di un agente) e del Parco degli Acquedotti di Roma (morte di due anarchici durante la preparazione di un ordigno). Non li hanno visti arrivare, i circa 15 mila che si apprestano a marciare in nome dello slogan nato negli Stati Uniti di Donald Trump nel giugno del 2025: “No Kings”, dicono gli attivisti, “vuol dire combattere un’idea sbagliata della politica che pensa alla leadership invece che ai processi collettivi”. Tradotto: una manifestazione che tiene alto lo slogan “senza re e le loro guerre”, sotto le insegne della “corona spezzata”, immagine comparsa sui muri di alcune città europee.
Sono i nuovi No global? In parte, per le istanze economico-ecologiche, ma anche no: l’idea è di andare contro i sovranismi dei leader carismatici prendendo come bersaglio polemico la figura stessa del capo, a partire dal movimento: reticolare, senza gerarchia. E’ l’idea comune ad altre mobilitazioni (sul cambiamento climatico o contro gli abusi del capitalismo, per esempio), idea che si scontra contro il primo problema: chi decide? E se, negli Stati Uniti, il nemico è Trump, in Europa lo è, spesso, la Commissione Europea (su temi come il riarmo, per esempio). No sovrani assoluti: questo il trait d’union (di qua e di là dell’Atlantico) tra piazze “No kings”, no alla guerra e bandiere Pro Pal. In corteo oggi anche in varie città europee e americane, i “No Kings” a Roma prevedono la partecipazione di Amnesty International, Cgil, Avs (attraverso il portavoce dei “No Kings Italia” Luca Blasi). Il ministero dell’Interno teme infiltrazioni anarco-antagoniste e pro Askatasuna. Intanto i “No Kings”, in nome del “no all’autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione”, dicono no anche al governo, chiedendone le dimissioni.