Pnrr, ecco gli obiettivi che mancano. Draghi chiede "l'ultimo sforzo" alle amministrazioni

Proseguono gli ultimi atti del governo dimissionario che spiega i passaggi mancanti per i prossimi due mesi. La sfida è smaltire 121 provvedimenti a settembre e altrettanti il mese successivo
30 AGO 22
Ultimo aggiornamento: 16:55
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Foto di Angelo Carconi, via Ansa &nbsp;<br />

"Prosegue senza sosta il lavoro della presidenza del Consiglio e dei ministeri sull’attuazione del programma di riforme e investimenti del governo Draghi e sul raggiungimento dei traguardi e dei target del Pnrr. Questa mattina il sottosegretario Garofoli ha presieduto una riunione tecnica alla quale hanno partecipato i capi di gabinetto dei Ministeri per fare il punto della situazione". Lo spiega in una nota Palazzo Chigi.

Qualche numero

Dal 13 febbraio 2021 ad oggi sono stati adottati 1260 provvedimenti, di cui 532 solo negli otto mesi del 2022.
Il governo Draghi aveva ereditato dai precedenti esecutivi 679 provvedimenti da adottare che ad oggi sono stati ridotti a 129.
I provvedimenti da "smaltire" relativi alla 17° legislatura erano 313, oggi sono 58.
A questi si sono aggiunti quelli legati alle emergenze: 732 provvedimenti di cui 455 già adottati e 277 da adottare. L’obiettivo del governo è ridurre il più possibile i provvedimenti arretrati relativi alla legislatura che sta per concludersi.
Per quel che riguarda il Pnrr, il governo dimissionario sta lavorando per accelerare le misure che potranno essere anticipate dai ministeri tra settembre e ottobre.

I numeri nel dettaglio

La presidenza afferma che: "Nel corso della riunione si sono affrontati i temi relativi all’attuazione del programma di governo e all’attuazione del Pnrr ed è stato richiesto alle amministrazioni uno sforzo straordinario per i prossimi due mesi per raggiungere quanti piùobiettivi possibili".

Sforzo eccezionale

Ora è perciò richiesto alle amministrazione uno "sforzo eccenzionale per i prossimi due mesi". È difficile pensare che si possa esaurire il numero di provvedimenti che sono ancora in attesa, ma è necessario ridurre al minimo tutti gli arretrati. Soprattutto per quel che riguarda i provvedimenti del governo in carica.
Prosegue il comunicato: "Per questa ragione l’ufficio del programma di governo ha elaborato dei target molto ambiziosi che portino ad una drastica riduzione dello stock della XVIII legislatura con un target complessivo di 121 provvedimenti a settembre e 122 provvedimenti ad ottobre. Per ogni amministrazione sono stati elaborati dei target quantitativi, ma anche specifici con l’indicazione dei provvedimenti, avendo già provveduto a escludere i decreti presenti nello stock con un termine di scadenza ai sensi di legge fissato per fine 2022 o addirittura per il 2023 oppure caratterizzati da un iter di adozione troppo lungo per essere perfezionato in due mesi e ancora provvedimenti rispetto ai quali la singola amministrazione ha rappresentato la sussistenza di gravi problematicità attuative"