Politica
Propaganda ingannevole •
Le polemiche di Salvini contro Lamorgese alla prova statistica. Numeri
Più immigrati, meno crimini (e forse anche meno paure individuali). C'è un nemico contro cui la retorica del Carroccio si squaglia: la statistica. L'Italia del 2021 è la più sicura degli ultimi dieci anni

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
Gli sbarchi tornati a salire, il rave party nel viterbese, fino al richiedente asilo che accoltella sei persone a Rimini: "Dal punto di vista del controllo della sicurezza c'è qualcosa che non va", continua a ripetere da mesi Matteo Salvini, all'attacco sempre più deciso contro il ministro dell'Interno Lamorgese. Eppure, quello del leader leghista, è un disco rotto. Non solo per incessante ripetitività, ma soprattutto perché non funziona nei contenuti: l'Italia del 2021 è un paese più sicuro di quanto fosse nel 2020. Che a sua volta è stato meglio del 2019, e così via per almeno un decennio a questa parte. I dati su criminalità e immigrazione sono cristallini e raccontano una realtà completamente diversa dalla narrativa salviniana. Che sguazza fra bias cognitivi, percezione emotiva del pericolo e sovrastima dei piccoli numeri - il singolo caso di cronaca elevato a paradigma dello status quo nazionale. Per poi evaporare davanti alla statistica.
I numeri sulla sicurezza
Partiamo dall'ultimo dossier pubblicato dal Viminale, sui dati relativi a sicurezza e ordine pubblico nel periodo di riferimento 1 agosto 2020 / 31 luglio 2021. Elemento clou: i delitti totali avvenuti in Italia sono diminuiti del 7,1 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti (1.875.038 contro 2.019.277). Il quadro è ancora più significativo suddividendo i casi per tipologia: calano del 6,4 per cento gli omicidi (fino all'8,3 per cento, fra quelli nella sfera domestica, e addirittura al 13,9 fra i femminicidi), del 3,8 per cento le rapine e del 12,8 i furti. In forte controtendenza invece le truffe (+16,2 per cento) e i crimini informatici (+27,3), che dopo l'attacco hacker alla regione Lazio si preannunciano fra le nuove grandi sfide degli anni a venire. Inoltre, associare la riduzione della criminalità con l'Italia in lockdown sarebbe un'ipotesi molto difficile da sostenere: quanto successo nell'ultimo anno non è un'eccezione ma la conferma di un trend evidente, con i delitti complessivi che erano 2.812.936 nel 2014 (con 555 omicidi, quasi il doppio dei 276 di oggi).
Un altro elemento da sottolineare è che la linea Salvini, oltre che con i fatti, cozza anche con le percezioni soggettive: la parte di popolazione che ritiene abbastanza o molto alto il rischio di criminalità nella zona in cui vive è diminuito dal 25,6 al 22,6 per cento (fonte Istat). Si tratta comunque di un errore frequente e bipartisan, a seconda dei campi di battaglia. L'urgenza rivendicata dal fronte dem per il ddl Zan, ad esempio, non è supportata dai dati: anche i crimini d'odio sono in calo del 16,5 per cento (da 498 a 416 nell'ultimo anno). Mentre sono in aumento gli atti intimidatori contro amministratori locali (+15,3 per cento) e lavoratori in ambito mediatico (+11,1 per cento) - ecce i No pass.
I numeri sull'immigrazione
Qui il leitmotiv di Salvini diventa un grande autogol. Perché è vero che la pressione migratoria dal Mediterraneo sta tornando a crescere: il dipartimento della Pubblica sicurezza ha appena diffuso i dati aggiornati al 10 settembre 2021 e quest'anno gli sbarchi (41.088) sono il doppio di quelli dell'anno scorso nello stesso periodo (20.578), quasi otto volte quelli del 2019 (5.794) - nella vita quotidiana cifre comunque impercettibili, 3 persone ogni 100mila cittadini italiani, anche prima della stagione Minniti, quando gli sbarchi annui erano 180.000. Ma mentre in Italia sono aumentati gli immigrati, la criminalità è diminuita. Ed è vero che per stabilire eventuali rapporti di causa/effetto occorrono studi approfonditi, ma anche con dati semplici come quelli appena riportati si può mettere a fuoco la questione. Inoltre rimane stazionario anche il numero di stranieri regolarmente residenti (circa 5 milioni in totale da cinque anni a questa parte, nel 2020 40mila in più sul 2019), che tuttavia era aumentato esponenzialmente dal 2001 (1,3 milioni) al 2015.
Il problema è che la realtà è un materiale ben poco spendibile, rispetto al fascino sempreverde del negher delinquente. Il disco rotto di Salvini. Che ora forse però perde posizioni, anche nella hit parade dei sondaggi.