E insomma i due, diversi ma non così tanto nei toni, nel lessico e nell’internettiano martellamento, se le danno di santa ragione, sempre su Facebook. Ed ecco che, improvvisamente,
la disfida Giarrusso-Raimo, complice la ricandidatura di Giarrusso (stavolta alle Europee, previa scrematura alle europarlamentarie, in cui ha ben figurato grazie ai famosi e famigerati “
bollini di qualità”, punti che in teoria devono attestare i meriti dell’aspirante europarlamentare), deflagra al punto da non essere più nascondibile. “
Ma davvero basta così poco per fare la qualunque? Parlamento, Regione, ministero, Parlamento europeo?”, scrive Raimo, elencando le cariche ricoperte da Giarrusso (o a cui Giarrusso si è candidato nell’ultimo anno) e sottolineando la presunta non competenza di Giarrusso in tema di scuola e ricerca. “Non è un attacco personale”, scrive l’assessore, “ma una critica politica… O forse gli invidio solo i suoi 3.200 euro mensili che ha preso finora al ministero dell’istruzione, io da insegnante con 110 e lode alla laurea, 97/100 alla scuola di specializzazione, 80/80 al concorso, dieci anni di insegnamento, ne ho presi finora massimo 1.400 al mese”. A stretto giro, arriva il siluro uguale e contrario dell’ex Iena: “Per raggiungere i traguardi cui sono arrivato con ‘Le iene’ ho faticato, sudato, sbattuto come un pazzo per 4 anni consecutivi senza fermarmi un millesimo di secondo, superando una concorrenza spietata… e una immane serie di ostacoli e difficoltà che dalla tua poltrona fai fatica anche solo ad immaginare, benché tu sia uno scrittore”. “La critica politica è benvenuta, ma le falsità no, non le accetto e querelo senza remore”, scrive Giarrusso, “anche tu qui scrivi falsità come un qualunque ‘webete’… mi chiedo quale tuo sentimento interno possa far nascere uno status sciatto, impreciso, vagamente triste e invidioso come il tuo, mi ricordo che domattina dovrò andare in giro ad incontrare persone già dalle sei, dunque ti saluto”.