Davigo porta le manette al Csm

Il pm eletto al Consiglio superiore. I rischi della deriva grillina della giustizia
11 LUG 18
Ultimo aggiornamento: 20:08
Immagine di Davigo porta le manette al Csm

Piercamillo Davigo (foto LaPresse)

Il pm di Mani pulite Piercamillo Davigo farà parte del nuovo Consiglio superiore della magistratura. Il pm ha prevalso all’elezione tra i candidati di Cassazione ottenendo 2.522 voti, staccando la seconda eletta, Loredana Miccichè, di Magistratura Indipendente (1.761 preferenze). Solo con lo spoglio dei voti delle altre categorie (pubblici ministeri e giudici di merito) sapremo se il successo di Davigo è da considerarsi di natura personale o se sarà condiviso dalla sua corrente, e se quindi il pm riuscirà effettivamente a incidere sui lavori dell’organo di autogoverno delle toghe. In tal caso, fondamentale sarà la presenza di un vicepresidente di garanzia, nominato fra i componenti laici che saranno eletti dal Parlamento. E’ certo, però, che l’elezione rilancia Davigo sulla scena istituzionale, soprattutto ora che il M5s (di cui il pm è considerato consigliere ombra) è alla guida del governo.
Ai magistrati sono piaciute le continue bordate di Davigo contro il Csm e le sue nomine ritenute opache e correntizie. Una sorta di onda anti-establishment simile a quella che ha fatto trionfare il M5s e che potrebbe spingere i grillini a sostenere una riforma dei criteri con cui il Csm conferisce gli incarichi direttivi, anche se le nomine dei capi dei più importanti uffici giudiziari (come Milano, Torino, Roma, Venezia e Napoli) sono state già compiute dal Csm uscente. La triangolazione tra Davigo, il M5s e il governo potrebbe quindi spostarsi più concretamente sul piano legislativo, con il pm pronto a intervenire in maniera tambureggiante sui media per sponsorizzare le proposte dei pentastellati in tema di riforma penale, intercettazioni, carceri, lotta alla corruzione e antimafia. Beneficiando, magari, di un allungamento (ad personam?) dell’età pensionabile delle toghe, che gli consentirebbe di svolgere l’intero mandato in Csm.