Si dimette il ministro dei Trasporti spagnolo. Sánchez: "Grazie di tutto, compagno"

"La decisione sul mio futuro l'avevo presa nei primi minuti dopo la tragedia", ha detto al termine di un'audizione di quattro ore alla Deputazione Permanente del Congresso dei deputati spagnolo. Il saluto del primo ministro: "Rende onore al nostro paese"

4 NOV 26
Ultimo aggiornamento: 09:56
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Foto ANSA

"Voglio annunciarvi che mi dimetto non solo dall'incarico di ministro dei Trasporti, ma anche da quello di capolista socialista per Valladolid alle elezioni generali del 29 novembre". Con queste parole Oscar Puente, titolare dei Trasporti spagnolo, ha annunciato ieri un passo indietro al termine di un'audizione durata quattro ore alla Deputazione Permanente del Congresso dei deputati spagnolo sull'incidente ferroviario a Urda, in provincia di Toledo, costato almeno 69 vittime lo scorso 28 ottobre. "La decisione sul mio futuro – ha detto – l'avevo presa nei primi minuti dopo la tragedia", avvenuta nove mesi dopo lo scontro avvenuto il 18 gennaio ad Adamuz (Cordoba) tra un treno Alvia e un Frecciarossa di Iryo, sulla stessa linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, costata la vita a 46 persone. "Un ministro dei Trasporti di un paese come la Spagna non può continuare a occupare il suo incarico dopo due incidenti in meno di un anno", ha spiegato Puente nella sua replica ai portavoce delle forze politiche, che avevano sollecitato le sue dimissioni in blocco, tranne i rappresentanti del Partito socialista e della forza della sinistra radicale basca EH Bildu.
Esponente del Psoe e già sindaco di Valladolid dal 2015 al 2023 e ministro dei Trasporti del 2023, Puente – chiamato il ministro “tuitero”, per la sua presenza assidua e aggressiva sul social X – ha difeso il proprio operato, fra le accuse incrociate delle opposizioni. Ha dedicato la prima parte dell'audizione a spiegare gli interventi realizzati sulla linea Madrid–Siviglia e le misure approvate dal governo per migliorare la sicurezza ferroviaria, con il potenziamento dei protocolli di sicurezza, fra le misure varate, una modifica dei protocolli di sicurezza, con "l'introduzione di una doppia validazione umana" delle decisioni assunte dai centri di controllo quando, dopo la caduta del sistema di segnalazione, la circolazione ferroviaria viene autorizzata a riprendere. E, come già fatto ieri dopo il Consiglio dei ministri, ha illustrato le iniziative adottate dal governo – tra cui la riduzione delle frequenze ferroviarie sulla linea Madrid-Siviglia – promettendo: "Lavoreremo senza sosta per recuperare la fiducia" dei cittadini.

Critiche dalla destra e dagli alleati. Sánchez: "Grazie di tutto, compagno"

Nulla è bastato a placare le critiche. Durissimo il Partito popolare, con la portavoce Ester Munoz, che ha accusato Puente di anteporre la comunicazione alla gestione. "Le riesce benissimo spiegare perché la gente muore e malissimo evitare che muoia", ha accusato. Vox, attraverso la portavoce Pepa Millan, ha incalzato il ministro: "Riesce a dormire con 116 morti sulla coscienza?".
Non sono mancate critiche anche dalla maggioranza e dai suoi alleati. Sumar, forza politica della sinistra spagnola, ha chiesto un sistema ferroviario interamente pubblico. Il partito Erc ha denunciato una "roulette russa" sulla rete e ha invocato un piano straordinario di manutenzione, mentre Podemos, partito dell’ultrasinistra spagnola nato nel 2014, ha contestato la liberalizzazione e le esternalizzazioni della manutenzione. La forza catalanista Junts ha attribuito le responsabilità ai governi succedutisi alla guida in Spagna e il partito nazionalista basco Pnv ha chiesto al ministro di assumersi le responsabilità.
"Oscar Puente ci ha messo la faccia, ha offerto delle soluzioni e, infine, ha fatto un passo indietro. Per dignità. Per sua libera scelta. Per rispetto delle vittime e del progetto progressista",  ha scritto su X il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, commentando le dimissioni del ministro dei Trasporti. "Politici come lui rendono onore al nostro paese e ci dimostrano che non siamo tutti uguali. Mentre alcuni si limitano a fare la morale, altri danno tutto sé stessi. Grazie di tutto, compagno", ha aggiunto. Dall'incidente ferroviario di Urda, il premier spagnolo ha difeso la gestione del titolare dei Trasporti, pur sottolineando che "un paese come la Spagna non può registrare due incidenti di questa gravità in meno di un anno". Una difesa divenuta sempre più insostenibile a tre settimane dalle elezioni anticipate del 29 novembre.