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l'incidente a toledo •
In Spagna un altro disastro ferroviario travolge Sánchez. I video e le foto
Dopo la tragedia di Adamuz, un nuovo incidente sull’alta velocità riapre il caso delle ferrovie spagnole. Il bilancio è ancora provvisorio e le cause da accertare, ma la gestione dei trasporti diventa già un fronte della campagna elettorale, con il ministro Óscar Puente nel mirino
Un gravissimo incidente ferroviario si è verificato in Spagna questa mattina, intorno alle nove, nei pressi di Toledo. Un treno ad alta velocità Renfe, la società di trasporti statale, si è scontrato con un convoglio della compagnia privata Iryo. Secondo le prime indicazioni, il primo treno avrebbe tamponato il secondo, che lo precedeva, causando il deragliamento di due vagoni dell’Iryo, precipitati da un terrapieno vicino alla stazione di Urda (Toledo). Al momento, secondo la stima più “ottimistica”, quella di Esther Padilla Ruiz, portavoce del governo regionale di Castiglia-La Mancia, ci sarebbero dieci morti e diversi feriti, ma il bilancio sembra destinato a salire e alcune testate già riportano svariate decine di vittime mortali. Fonti ufficiali del governo parlano già di almeno 30 morti. Sui due treni coinvolti si sa che viaggiavano 544 passeggeri.
Anche secondo le stesse fonti del governo il disastro “potrebbe essere più grave di Adamuz”. Il riferimento d’obbligo va appunto all’incidente avvenuto in provincia di Cordova, nella località di Adamuz, dove a gennaio un altro gravissimo deragliamento ha provocato uno scontro fra treni ad alta velocità che ha lasciato sul terreno 46 morti.
Questa seconda tragedia mortale avviene sulla stessa tratta ferroviaria, che collega Madrid con l’Andalusia. Secondo le prime perizie tecniche, l’incidente di gennaio sarebbe stato causato dalla rottura del binario. Per quest’ultimo disastro, è certamente ancora presto per dire con precisione cosa sia successo, ma già circolano le prime ipotesi. Quella riportata in questi minuti da El País parla di un comando errato inviato al treno Renfe che avrebbe fatto sì che quest’ultimo tamponasse l’altro mezzo, fermo sui binari.
Nel frattempo, si è attivata la macchina dei primi soccorsi. A Urda è stato messo a disposizione un padiglione comunale per assistere le vittime e la Comunità autonoma di Madrid ha comunicato l’invio di otto squadre del Corpo dei Vigili del Fuoco regionale. Diversi servizi e tratte ferroviarie sono stati sospesi, soprattutto fra Madrid e l’Andalusia, la tratta che ora ritorna tragicamente su tutti i siti e le prime pagine nazionali e internazionali. Caos collaterale nelle stazioni di mezza Spagna.
Gran parte del mondo politico ha sospeso l’agenda dei diversi appuntamenti pre-elettorali in programma per oggi (ricordiamo che il governo in carica si è dimesso e gli spagnoli votano il prossimo 29 novembre). Il primo ministro Pedro Sánchez ha annullato tutti gli impegni previsti per questo mercoledì, lo stesso hanno fatto gli altri leader. Unica eccezione significativa il partito di ultradestra Vox, il cui leader Santiago Abascal ha confermato gli eventi di pre-campagna in programma oggi a Santander e Valladolid. “Vox continuerà a denunciare la sfacciataggine della ‘campagna d’amore’ del Psoe che provoca vittime in Spagna”, si legge in un comunicato.
E infatti l’unica cosa certa, in questo momento, è che il disastro ferroviario travolgerà anche la campagna elettorale. Nessuno si era dimesso dopo Adamuz, certamente non il ministro Óscar Puente, uno dei volti più noti del governo di Sánchez, sicuramente il più attivo nelle reti sociali, dove non perde occasione per ingaggiare polemiche, dai toni anche sboccati, con questo o quell’avversario, sia esso politico o opinionista.
Molto presente anche sui canali televisivi tradizionali, Puente era stato una settimana fa ospite di un noto programma di infotainment per il quale aveva girato uno spot in cui scherzava sui disastri ferroviari che opposizione e opinione pubblica gli rinfacciano (e che in Spagna hanno lasciato orfani e vedovi freschi di lutto). Nel video Puente entrava in un ascensore e quello subiva un improvviso guasto momentaneo, lui sbuffava: “Non bastavano i problemi della Renfe”, poi ritornava la luce e attaccava un balletto con gli altri ospiti presenti.
Stavolta sono tornati a ballare i passeggeri delle “sue” ferrovie, dove gli incidenti più “piccoli”, da gennaio a oggi, si sono moltiplicati, oscurati solo dalla gravità dei due principali. Quella sulle condizioni dei trasporti ferroviari è stata solo una delle polemiche che hanno colpito il governo di Pedro Sánchez, il quale però ha preferito dimettersi solo dopo il caso dello sfratto a Maricarmen, sapendo che sarebbe stato più facile cavalcare quell’indignazione in campagna elettorale. Ma il cahier de doléances nei suoi confronti cambia ogni giorno ed è ormai piuttosto prevedibile che perfino la povera Maricarmen, nel frattempo deceduta dopo lo sfratto, lasci il posto ad altri morti. non sappiamo ancora quanti, ma tanti.