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IN GERMANIA •
Industria e demagogia, l’AfD scuote Rheinmetall e il riarmo di Merz
Il successo dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt mette sotto pressione il riarmo voluto da Merz, mentre la Germania prova a compensare con le commesse militari la crisi dell’auto e della manifattura. Perché l’industria della Difesa soffre in Borsa dopo la prima vittoria dell’AfD.
8 SET 26

(Foto Ansa)
E’ una sorta di effetto collaterale. Ma neanche tanto. E’ proprio che la storica vittoria elettorale dell’Afd in Germania, per quanto limitata a una singola regione, rischia di riflettersi su un settore, come quello della difesa, sul quale il paese conta per rilanciare l’economia. Proprio ieri il dato sulla produzione industriale di luglio ha indicato un calo dell’1,1 per cento rispetto a giugno che porta all’1,6 per cento la contrazione annua dovuta soprattutto alla crisi dell’auto. Dopo il risultato elettorale di domenica, il colosso Rheinmetall si è ritrovato catapultato al centro del dibattito nazionale per essere il principale beneficiario del programma di spesa militare messo in campo dalla cancelleria di Friedrich Merz, che sostiene la difesa dell’Ucraina dalla Russia contrariamente a quello che vorrebbe il partito nazionalista Afd. Rheinmetal vale circa 50 miliardi e conta 44 mila dipendenti in tutto il mondo. Lo scossone avvertito ieri mattina del titolo della società alla Borsa di Francoforte – ha perso quasi il 5 per cento in apertura di seduta per poi recuperare in parte – si può considerare come un avvertimento su cosa implicherebbe per l’industria tedesca della difesa un cambio di rotta rispetto al programma di spesa annunciato da Merz. Il punto non è tanto che l’Afd ha ottenuto una vittoria nello stato della Sassonia Anhalt, ma che parallelamente la Cdu, il partito moderato a cui appartiene Merz, ha subito una battuta d’arresto storica vedendo dimezzati i propri consensi rispetto al 2021. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, che seguono il titolo Rheinmetall, la vittoria dell’Afd sta mettendo sotto pressione il governo Merz. “Riteniamo che qualsiasi indebolimento dell’attuale leadership nazionale possa avere ripercussione su questo fronte”, osservano. “Sottolineiamo, inoltre, che, sebbene l’Afd non sia contraria al riarmo del paese, il partito sostiene al contempo che la Germania non debba più sostenere l’Ucraina e debba normalizzare i rapporti con la Russia, paese identificato dall’attuale leadership politica come la principale minaccia strategica”.
Del resto, la straordinaria crescita del colosso degli armamenti è legata a doppio filo alla svolta della politica di difesa che, tra l’altro, dovrebbe quest’anno dare una spinta positiva al pil della Germania insieme con l’aumento delle esportazioni e agli investimenti nelle infrastrutture. Nel frattempo, però, ad aumentare il malcontento nella popolazione sono i licenziamenti in massa nell’automotive, in primis Volkswagen. Bruno Vespa, nel presentare la nuova edizione di Porta a Porta ha osservato che la grande affermazione dell’Afd in Sassonia va osservata con molta attenzione, anche da chi è sostenuta. “Quella è la fascia più povera della Germania, c’è una sofferenza economica forte e il rimpianto per la Germania comunista”. E ha aggiunto: “C’è una tendenza molto forte a dimenticare il nazismo. Questo è orribile e spero non faccia molta strada”. Come si inserisce Rheinmetall in tutto questo quadro è semplice: mentre sono attesi 140 mila posti di lavoro in meno nell’auto, secondo le ultime stime dei sindacati tedeschi, Rheinmetall aumenterà i suoi dipendenti di almeno 30 mila unità entro il 2030 per fare fronte alle nuove commesse. E’ l’effetto di una vera riconversione industriale che lascerà, comunque, sul tappeto morti e feriti. Nella regione della Sassonia-Anhalt, inoltre, il malcontento è diventato rabbia dopo che è fallito l’investimento promesso dal colosso americano Intel di investire 30 miliardi nella produzione di semi conduttori. Il ripensamento di Intel – che avrebbe rappresentato il riscatto industriale non solo del distretto di Magdeburgo ma di tutta la Germania orientale – si è riflesso sulla credibilità della coalizione di governo locale guidata dalla Cdu e ha alimentato la narrativa sul disinteresse della politica nazionale per l’imprenditoria locale. In questo contesto, l’Afd si presenta come la sola forza politica disposta a valorizzare l’industria tedesca tradizionale. Eppure, proprio per cercare di amplificare l’effetto dei finanziamenti pubblici a Rheinmetall, sono stati creati dei portali pubblici per consentire al maggior numero di imprese di entrare nelle catene di fornitura del gruppo anche riconvertendo i propri processi produttivi. Ma, evidentemente, sono processi che impiegano tempo per generare un impatto positivo sul mercato del lavoro e sanare le ferite della deindustrializzazione. Intanto, il malcontento cresce e l’estrema destra avanza.