Berlino chiude la Casa russa, enorme centro culturale e, si pensa, di spie

Creata sotto la Ddr, Russisches Haus è da sempre considerata un avamposto dell'intelligence russa in Germania. Dopo gli attacchi di Lipsia il governo tedesco ne ha ordinato la chiusura insieme al consolato di Bonn, l'ultimo rimasto operativo 


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(Foto La Presse)

Berlino. Sette piani per 29 mila metri quadrati in tutto, locali commerciali, un foyer di 1.700 metri quadrati, sale teatrali, spazi espositivi, una biblioteca, un caffè, più di 60 appartamenti in cui possono vivere oltre 100 persone. In reazione agli attacchi della guerra ibrida di Mosca, il governo tedesco ha annunciato il primo settembre la chiusura della Russisches Haus, la Casa russa. Non si tratta di una piccola associazione, ma di un intero edificio di proprietà dello stato russo sulla centralissima Friedrichstrasse di Berlino. Un’istituzione che sorge non lontano dalla stessa Ambasciata russa di Unter den Linden e a pochi passi dal cuore governativo della capitale. Nel luglio del 2026 il ministero tedesco del Digitale ha addirittura aperto uffici in Taubenstrasse, nell’edificio adiacente alla Russisches Haus.
Creata sotto la Ddr comunista nel 1984, la Casa russa della Scienza e della Cultura si chiamava originariamente Casa sovietica ed è da sempre sospettata di essere anche una centrale dello spionaggio. Un tempo all’ingresso della Casa c'era una statua di Lenin che, dopo il crollo del Muro, è stata sostituita con una più rassicurante testa di Jurij Gagarin. Nel 2011, quando la Germania ancora pensava di democratizzare Mosca, l’allora ministro tedesco degli Esteri Guido Westerwelle e il già onnipresente ministro russo Sergei Lavrov firmarono un nuovo accordo che regolava proprio la presenza della Casa russa a Berlino e, dall’altro lato, dei Goethe Institut tedeschi in Russia. Quell’accordo si rinnova automaticamente ogni cinque anni dal 2012 e ora Berlino notificherà la disdetta del rinnovo entro dicembre, con effetto nel giugno del 2027.
Dall’invasione dell’Ucraina in poi, la Germania era stata cauta sulla Casa russa proprio per proteggere gli istituti Goethe in Russia, ma questi sono ormai soggetti a restrizioni così forti da parte di Mosca che la realpolitik ha perso convenienza. La Casa russa è già interessata dalle sanzioni europee che nel 2022 sono andate a colpire la Rossotrudnitschestwo, l’Agenzia federale russa che gestisce il centro culturale. Il Tribunale amministrativo di Monaco di Baviera ha stabilito nel 2025 che la Casa russa stessa ricadrebbe sotto le sanzioni, ma la sentenza non è ancora definitiva. Anche la procura di Berlino ha aperto un fascicolo sulla Casa russa, ma il procedimento resta difficile, perché la direzione della Casa gode di status diplomatico. Un secondo accordo del 2013 carica fino a oggi Berlino anche della tassa fondiaria dell’edificio, 70 mila euro nel 2026. C’è chi dice che la Germania stia quindi pagando le tasse a un presunto covo di spie.
Che la Russisches Haus sia anche un centro di spionaggio viene sostenuto da anni. In una nuova inchiesta, Correctiv riporta la testimonianza di un agente dell’intelligence tedesca, che spiega che l’edificio è da tempo controllato stabilmente dai servizi interni della Germania e che per un periodo nella Casa avrebbe alloggiato anche membri dei servizi russi. A luglio un provvedimento di espulsione del ministero dell’Interno francese contro l'influencer russa Xenia Fedorova affermava che la Casa russa di Berlino “viene usata come copertura dai servizi segreti russi” e che la stessa Fedorova avrebbe puntato alla direzione del centro berlinese. Già dal 2014 il centro ha ospitato eventi con l’estremista di destra Jürgen Elsässer, noto editore filoputiniano tedesco. La scorsa settimana, Wdr e Sz hanno rivelato il contenuto di un manuale segreto del Kgb del 1968 che spiegava esattamente come utilizzare i centri culturali sovietici all’estero. Oggi queste pratiche possono essere usate dai servizi che accedono alla Russisches Haus. Propaganda sui connazionali, controllo e misure attive contro i dissidenti russi all’estero, infiltrazione di agenti sotto la copertura culturale, raccolta di informazioni. L’intelligence russa contemporanea ha sempre fatto tesoro della tradizione del Kgb. Le espulsioni di diplomatici accusati di spionaggio hanno ridotto lo spazio d’azione russo con copertura diplomatica sul territorio tedesco.
Anche la presenza consolare è in riduzione inesorabile. Mosca aveva cinque consolati generali in Germania, ne è rimasto uno, Bonn, che verrà chiuso il 18 settembre, proprio all’interno delle nuove misure tedesche contro la guerra ibrida. Resterà solo l’ambasciata russa di Unter den Linden. Utilizzare ancora di più le istituzioni culturali diventa così una pratica quasi automatica per i servizi russi, almeno quando cercano ancora copertura diplomatica.
All’annuncio dell'imminente chiusura della Russisches Haus, la politica tedesca ha avuto reazioni diverse. Soddisfazione tra gli esponenti conservatori e liberali, tra i Verdi e i socialdemocratici. Le voci contrarie più veementi alla chiusura della Casa arrivano invece dalla sinistra sovranista di Bsw e dall’ultradestra dell’AfD, cioè i due partiti tedeschi più attivamente filorussi.