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tentativi di destabilizzazione •
AfD accusa Merz di "doppio standard" in senso antirusso
Il partito di estrema destra che ambisce al governo in Sassonia dà slancio all’accanimento russo sulla Germania. Ma dal resto d'Europa si solleva il coro di solidarietà
3 SET 26

Foto ANSA
Il partito tedesco di estrema destra, Alternative für Deutschland (AfD), che punta domenica a ottenere la maggioranza alle elezioni in Sassonia-Anhalt e quindi a governare per la prima volta un Land, accusa il governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz di applicare un doppio standard nei confronti della Russia. Ci vogliono delle prove certe per accusare Mosca delle azioni di sabotaggio o di tentati attentati in Germania, dice l’AfD, e bisognerebbe utilizzare lo stesso rigore anche per altre indagini, come quella relativa all’esplosione del gasdotto Nord Stream, che ebbe una regia ucraina (è in corso un processo).
L’approccio dell’AfD alla destabilizzazione russa non è soltanto uguale alla reazione di Mosca all’accusa esplicita arrivata da Berlino, ma è la ragione per cui Mosca si accanisce sulla Germania con una serie continua di sabotaggi almeno dall’aprile del 2025, sempre più sfacciati, che vanno dagli attacchi alle ferrovie e alle reti elettriche ai sorvoli di droni sulle infrastrutture militari (che la Russia ha mappato) ai 600 chili di esplosivo nell’aeroporto di Lipsia. Perché funziona: l’AfD che vuole sospendere gli aiuti all’Ucraina, che ama più Mosca di Bruxelles e della Nato, che ha una leader che dice di provare vergogna perché dopo la Seconda guerra mondiale i carri armati tedeschi vengono usati ancora una volta contro la Russia, è in crescita. Cioè è la dimostrazione, per il Cremlino, che “gli incidenti”, gli attacchi “ibridi” servono a sfilacciare l’unità dei tedeschi sulla politica di contrasto alla Russia e di difesa dell’Ucraina. Anzi, a ben vedere, quel che è accaduto a Lipsia è un po’ oltre la soglia della destabilizzazione che ha fissato Mosca: ha creato grande allarme, ha portato a un coro di solidarietà al governo di Berlino, ha dato “una sveglia”, come dicono gli europei, che i russi, e anche l’AfD, vogliono evitare. E’ il senso stesso della guerra cosiddetta “ibrida”, questo, cioè spaventare ma non troppo, interferire ma senza lasciare eccessive tracce, in modo che i movimenti pro russi possano continuare a dire che difendersi da Mosca è una costosa idiozia. E così si concretizza il paradosso che sta consumando parte dell’Europa: la Russia, principale minaccia alla sicurezza del continente, spopola, entra nei programmi elettorali come asset geopolitico, affascina e corrompe. E intanto ci studia, ci spia, ci sfida, ci divide, disseminando i suoi partiti amici sempre più vicino ai posti di comando.