Esteri
tutte le incursioni del 2026 •
La minaccia russa all’Europa spiegata a chi non la vuole capire
Droni nello spazio aereo dei paesi Nato, aerei militari sul Baltico, jamming del GPS, navi spia, sottomarini vicino alle infrastrutture critiche, uomini accusati di lavorare per l’intelligence russa, campagne di disinformazione, operazioni di cyber-spionaggio, petroliere della flotta ombra, missili finiti oltre i confini dell’Ucraina. Una mappa della pressione di Putin
8 AGO 26

C’è chi continua a sostenere che la Russia non rappresenti un pericolo per l’Europa. Chi considera ogni allarme un’esagerazione, ogni incidente una coincidenza, ogni denuncia un pezzo di propaganda occidentale. Per questo abbiamo provato a fare l’operazione più semplice possibile: mettere da parte gli slogan e mettere in fila i fatti. Solo quelli del 2026. Droni entrati nello spazio aereo dei paesi Nato, aerei militari intercettati sul Baltico, jamming del GPS, navi spia, sottomarini vicino alle infrastrutture critiche, uomini accusati di lavorare per l’intelligence russa, campagne di disinformazione, operazioni di cyber-spionaggio, minacce contro industrie europee, petroliere della flotta ombra, missili finiti oltre i confini dell’Ucraina. Una mappa della pressione russa sull’Europa, costruita per chi preferisce giudicare la minaccia non dalle parole, ma dalla realtà.
22 gennaio 2026
La petroliera Grinch. La Francia ha intercettato e dirottato a Marsiglia la Grinch, partita da Murmansk e sospettata di trasportare petrolio russo sotto una bandiera delle Comore non valida. Il comandante è stato fermato. La nave è stata liberata soltanto dopo il pagamento di una sanzione multimilionaria: un caso esemplare di come identità societarie e registri di comodo proteggano le esportazioni russe.
23 gennaio 2026
La spia tra le fabbriche di droni tedesche. La Germania ha arrestato una cittadina tedesco-ucraina accusata di lavorare per l’intelligence russa. Avrebbe raccolto informazioni su aziende della difesa, prove di droni, consegne militari all’Ucraina ed eventi politici. Berlino ha espulso un diplomatico russo. Non spionaggio astratto, dunque: Mosca cercava dati sui mezzi prodotti in Europa e sulla loro destinazione.
23 gennaio 2026
Sedicimila spedizioni alla macchina militare russa. Le autorità tedesche hanno arrestato cinque persone accusate di avere organizzato almeno sedicimila spedizioni, per trenta milioni di euro, destinate a ventiquattro imprese russe della difesa. Gli investigatori sospettano il coinvolgimento di organismi statali russi. L’industria bellica di Mosca non vive soltanto di produzione interna: tenta sistematicamente di acquistare in Europa ciò che le sanzioni le negano.
26 febbraio 2026
Drone partito dalla nave spia russa. Durante la visita in Svezia della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle, le forze armate svedesi hanno visto un drone decollare dalla nave russa da intelligence Zhigulevsk e dirigersi verso la portaerei. Un’unità svedese lo ha disturbato elettronicamente. E’ il caso più nitido di ricognizione russa con drone contro un obiettivo militare occidentale.
25-26 febbraio 2026
Due intrusioni russe in due giorni sulla Romania. Mentre Mosca attaccava infrastrutture ucraine sul Danubio, la Romania ha rilevato per due giorni consecutivi velivoli senza pilota provenienti dalla zona degli attacchi russi e ha fatto decollare i caccia. E’ la tattica della pressione permanente: colpire a pochi metri dalla Nato, sconfinare, osservare le reazioni e costringere un alleato a mobilitare la propria difesa aerea.
1° marzo 2026
La Ethera con documenti falsi. Il Belgio ha fermato la petroliera Ethera, già sanzionata dall’Unione europea e legata alla flotta ombra russa, contestandole una falsa registrazione in Guinea e decine di violazioni amministrative e di sicurezza. Per ottenere il rilascio è stata richiesta una garanzia di dieci milioni di euro. Il sistema russo si regge anche su questo: una nave cambia nome, proprietario o bandiera, ma continua a trasportare energia per Mosca.
6 marzo 2026
La Caffa, la falsa bandiera e il grano ucraino. La Svezia ha fermato la Caffa, che viaggiava con una presunta falsa bandiera guineana e un equipaggio in larga parte russo. La nave era sospettata di trasportare grano sottratto nei territori ucraini occupati. Il caso mostra l’altra faccia della logistica russa: non soltanto vendere il proprio petrolio eludendo le sanzioni, ma commercializzare risorse prelevate nelle zone conquistate.
12 marzo 2026
La nave senza nazionalità Sea Owl I. Le autorità svedesi hanno fermato la Sea Owl I, sanzionata dall’Ue e formalmente registrata alle Comore. I documenti non sono stati ritenuti validi e la nave è stata trattata come priva di nazionalità; il comandante russo è finito sotto indagine. Una flotta che può cambiare identità a ogni viaggio rende più difficile applicare sanzioni, assicurazioni e norme sulla sicurezza marittima.
13 marzo 2026
Altro possibile drone russo sopra la Romania. I radar romeni hanno rilevato una possibile penetrazione del loro spazio aereo durante un nuovo attacco russo alle infrastrutture portuali ucraine. Sono stati fatti decollare i caccia e sono iniziate le ricerche di eventuali frammenti. L’attribuzione del singolo oggetto non è stata chiusa, ma l’incursione è avvenuta dentro una salva russa diretta verso il confine Nato.
17 marzo 2026
Frammenti davanti alle case di Plauru. Dopo un attacco russo contro il porto ucraino di Izmail, le autorità romene hanno cercato resti di droni nei pressi di Plauru, il villaggio Nato che si trova dall’altra parte del Danubio. L’episodio mostra quanto sia artificiale la distinzione tra guerra “dentro l’Ucraina” e sicurezza europea: bastano poche centinaia di metri perché un’arma russa cada nel territorio dell’Alleanza.
20 marzo 2026
La Deyna partita da Murmansk. La Marina francese ha abbordato la petroliera Deyna, proveniente da Murmansk con greggio russo e sospettata di utilizzare una falsa registrazione mozambicana. L’operazione ha ricevuto sostegno britannico. Il dato politicamente importante è che il commercio russo non passa soltanto da porti lontani: attraversa regolarmente le rotte europee sotto coperture amministrative difficili da verificare.
24 marzo 2026
Le spie davanti all’azienda che riforniva Kyiv. Germania e Spagna hanno arrestato Sergey N. e Alla S., accusati di avere sorvegliato per conto dell’intelligence russa un’impresa che produceva droni e componenti destinati all’Ucraina. Il bersaglio non era un segreto di stato custodito in un ministero, ma una normale azienda europea: nella guerra ibrida russa, fabbriche, dipendenti, trasporti e catene di fornitura diventano obiettivi.
25 marzo 2026
Drone ucraino deviato dall’interferenza russa. Un drone militare ucraino, destinato presumibilmente a un obiettivo in Russia, è entrato prima nello spazio aereo estone e poi in quello lettone. Un secondo apparecchio ha colpito la ciminiera della centrale elettrica estone di Auvere. Le autorità hanno indicato tra le spiegazioni la guerra elettronica russa, capace di deviare le armi e di trasferire il rischio sui paesi Nato.
29-30 marzo 2026
Guerra elettronica sopra la Finlandia. Due droni militari hanno raggiunto lo spazio aereo finlandese; almeno uno è stato identificato come un apparecchio ucraino. Il governo finlandese ha indicato il forte disturbo russo dei segnali satellitari come una possibile causa della deviazione. Non è un attacco russo diretto, ma è un effetto concreto della sua guerra elettronica: armi fuori rotta dentro un paese Nato.
18 marzo 2026
Caccia russo entra nello spazio aereo estone. Un Su-30 russo ha violato per circa un minuto lo spazio aereo dell’Estonia vicino all’isola di Vaindloo, nel Golfo di Finlandia. I caccia italiani impegnati nella missione Nato di polizia aerea sono intervenuti. Era la prima violazione russa registrata dall’Estonia nel 2026: breve abbastanza da poter essere minimizzata, precisa abbastanza da misurare i tempi di risposta occidentali.
7 aprile 2026
I router europei trasformati in strumenti del Gru. La Germania ha attribuito al gruppo APT28, legato al Gru, la compromissione di router vulnerabili utilizzati per spiare istituzioni pubbliche, organismi militari e infrastrutture critiche. Circa trenta apparati erano stati individuati in Germania, dentro una rete mondiale di migliaia di dispositivi. Il vantaggio per Mosca è evidente: nascondere l’attacco dietro normali connessioni domestiche occidentali.
9 aprile 2026
Tre sottomarini russi vicino ai cavi europei. Regno Unito e Norvegia hanno seguito per oltre un mese un sottomarino d’attacco Akula e due unità specializzate del Gugi, l’organismo russo addetto alle operazioni nei fondali, nelle acque economiche britanniche e alleate. Le navi non sono entrate necessariamente nelle acque territoriali e non sono stati accertati danni, ma hanno operato vicino a cavi e infrastrutture sottomarine essenziali per comunicazioni ed energia.
8-9 aprile 2026
Una fregata protegge le petroliere sanzionate. La fregata russa Admiral Grigorovich ha scortato attraverso la Manica le petroliere Universal ed Enigma, entrambe sanzionate e cariche di circa quarantamila tonnellate di diesel. La Marina britannica e la Nato le hanno sorvegliate. La flotta ombra non è un singolo atto ostile, ma l’infrastruttura con cui Mosca continua a vendere petrolio, eludere le sanzioni, finanziare la guerra e scaricare sui paesi costieri il rischio di incidenti provocati da navi vecchie, assicurazioni incerte, proprietà opache e bandiere spesso false. Non è più soltanto una rete commerciale opaca: Mosca ha cominciato a proteggerla apertamente con una nave da guerra.
8-10 aprile 2026
Mosca entra nella campagna elettorale ungherese. Alla vigilia del voto in Ungheria, il Cremlino ha accusato l’Unione europea di volere rovesciare Viktor Orbán. Canali Telegram russi e filorussi hanno amplificato in modo coordinato contenuti favorevoli al premier e ostili a Bruxelles e all’Ucraina. Non è necessario alterare le schede: basta usare l’autorità dello stato russo e la sua rete mediatica per delegittimare preventivamente un possibile risultato sgradito.
16 aprile 2026
La ricognizione informatica sulla deterrenza nucleare francese. Le autorità europee hanno rilevato una campagna russa di ricognizione contro i sistemi francesi di comunicazione a bassissima frequenza utilizzati anche per la deterrenza nucleare. Gli aggressori cercavano informazioni su siti, ridondanze, personale e architettura delle reti. Non risulta una penetrazione capace di neutralizzarle, ma mappare il sistema è il primo passo necessario per tentare di disturbarlo in una crisi.
19 aprile 2026
Due caccia russi sfiorano l’aereo britannico. Due velivoli russi hanno intercettato in modo pericoloso un Rivet Joint britannico disarmato nello spazio internazionale del Mar Nero. Un Su-35 ha attivato i sistemi d’emergenza dell’aereo; un Su-27 ha compiuto sei passaggi, arrivando a circa sei metri. Non vi è stata violazione territoriale, ma una manovra sbagliata avrebbe potuto provocare una collisione e una crisi militare tra Russia e Nato.
20 aprile 2026
Bombardieri strategici russi sopra il Baltico. Due bombardieri nucleari Tu-22M3, accompagnati da circa dieci caccia Su-30 e Su-35, hanno attraversato lo spazio internazionale del Baltico. Aerei Nato di sei paesi sono decollati per seguirli. Mosca ha rivendicato la legalità del volo affermando che è avvenuto nello spazio aereo sopra le acque neutrali del Mar Baltico. Ma concentrare bombardieri strategici e caccia davanti alle coste europee serve a simulare attacchi, raccogliere informazioni e logorare le difese.
25 aprile 2026
Droni russi danneggiano proprietà romene. La Romania ha recuperato i resti di due droni russi nelle province di Galați e Tulcea. Un apparecchio ha danneggiato un palo dell’elettricità e una pertinenza domestica. I Typhoon britannici sono decollati. E’ stato il primo episodio del 2026 in cui gli sconfinamenti legati agli attacchi russi hanno provocato danni materiali a proprietà private romene.
27 aprile 2026
Due tentati omicidi attribuiti al Gru. La procura lituana ha incriminato tredici persone per due tentati omicidi a Vilnius collegati al Gru, l’agenzia di spionaggio e informazione militare della Russia. Gli obiettivi erano un attivista che raccoglieva fondi per l’Ucraina e un dissidente russo baschiro. La stessa rete è stata associata a un incendio di materiale militare destinato a Kyiv in Bulgaria e ad attività di spionaggio militare in Grecia. Non propaganda: violenza clandestina dentro l’Europa.
29 aprile 2026
Il catalogo degli obiettivi da sabotare. La Germania ha arrestato il cittadino kazako Sergei K., accusato di avere fornito ai servizi russi informazioni su aziende della difesa, produttori di droni e robot e possibili obiettivi di sabotaggio. Secondo gli investigatori avrebbe anche suggerito persone da reclutare. Mosca non si limita a raccogliere segreti: costruisce elenchi di infrastrutture e individui da colpire o utilizzare. (segue nell’ultima di copertina)
2 maggio 2026
Drone russo attraversa il confine romeno. Durante un bombardamento contro Izmail, i radar romeni hanno seguito un drone russo che ha superato il confine ed è entrato nello spazio aereo nazionale. I caccia alleati sono stati messi in allerta. Non si tratta più soltanto di frammenti caduti per errore: è un velivolo d’attacco russo rilevato dentro il territorio di uno stato membro della Nato.
3 maggio 2026
La Jin Hui fermata in Svezia.
La Svezia ha fermato la Jin Hui, sospettata di appartenere alla flotta ombra e di navigare con documenti non validi e gravi problemi di sicurezza. Il comandante cinese è stato arrestato. Non è necessario che ogni marinaio sia russo: Mosca compra servizi, società, registrazioni e intermediari internazionali per far viaggiare il proprio petrolio fuori dal sistema occidentale delle sanzioni.
7 maggio 2026
Deposito petrolifero lettone colpito da un drone. Un drone proveniente dalla Russia è esploso in un impianto petrolifero di Rezekne, danneggiando quattro serbatoi vuoti. Le autorità ucraine hanno sostenuto che l’apparecchio, di origine ucraina, fosse stato deviato dalla guerra elettronica russa. Anche in questo caso Mosca non ha lanciato direttamente il mezzo contro la Lettonia, ma la sua interferenza ha prodotto un’esplosione in territorio Nato.
13 maggio 2026
Aereo spia senza piano di volo. I caccia polacchi hanno intercettato un Il-20 russo da ricognizione elettronica sopra le acque internazionali del Baltico. Il velivolo procedeva senza piano di volo e con il transponder spento. Non entrò nello spazio polacco, ma Varsavia definì l’accaduto, avvenuto con il transponder spento e senza piano di volo, come un test provocatorio nei confronti dei sistemi di difesa aerea della Nato: volare invisibili al traffico civile serve anche a costringere la Nato a mostrare radar, procedure e tempi di reazione.
19 maggio 2026
Caccia Nato abbatte un drone sopra l’Estonia. Un caccia romeno impegnato nella missione Nato ha abbattuto un drone militare entrato in Estonia dalla direzione della Russia. Kyiv ha affermato che l’apparecchio ucraino era stato deviato dalle contromisure elettroniche russe. Un’arma partita per colpire l’aggressore è diventata così una minaccia per un alleato: un’altra conseguenza della guerra russa che trabocca oltre i confini ucraini.
21 maggio 2026
Volo del ministro britannico oscurato dalla Russia. L’aereo militare che riportava nel Regno Unito il ministro della Difesa John Healey, dopo una visita in Estonia, ha subìto per circa tre ore disturbi al Gps e alle comunicazioni internet. Fonti della difesa britannica hanno attribuito l’interferenza alla Russia. L’aereo ha proseguito grazie ai sistemi di navigazione alternativi: non un semplice fastidio, ma un rischio deliberato per un volo istituzionale.
26 maggio 2026
Mosca allarga l’ombrello del disturbo Gps. La Lituania ha denunciato che gli apparati russi installati nell’enclave di Kaliningrad avevano esteso fino a centinaia di chilometri il raggio delle interferenze e delle falsificazioni dei segnali satellitari. Il bersaglio non sono soltanto i militari: Gps e sistemi di navigazione servono ad aerei civili, navi, ambulanze e infrastrutture. La guerra elettronica russa rende insicuro lo spazio comune europeo.
27 maggio 2026
Aereo militare russo sopra la Finlandia. La Finlandia ha rilevato una probabile violazione del proprio spazio aereo, vicino a Porkkala, da parte di un velivolo militare russo. Helsinki ha fatto intervenire l’aeronautica, aperto un’indagine e convocato l’ambasciatore russo. Mosca ha parlato di una deviazione dovuta al maltempo: anche prendendo sul serio la spiegazione, resta un aereo militare russo entrato senza autorizzazione in un paese Nato.
29 maggio 2026
Drone russo colpisce un condominio romeno. Un drone impiegato nell’attacco russo contro l’Ucraina ha colpito il tetto di un palazzo di dieci piani nella città romena di Galati, provocando un incendio e ferendo lievemente una donna e un bambino. E’ stato il primo episodio in cui un’incursione russa ha raggiunto un’area densamente abitata della Nato e causato feriti. Non una provocazione teorica: famiglie europee colpite in casa.
31 maggio 2026
La Tagor intercettata nell’Atlantico. La Marina francese ha intercettato la Tagor circa settecentoquaranta chilometri a ovest della Bretagna. La petroliera proveniva da Murmansk ed era sospettata di utilizzare una falsa bandiera del Madagascar. La nave, parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, è stata bloccata per sanzioni internazionali, falso pavillon camerounese e rifiuto d’obtempérer. L’operazione, sostenuta dal Regno Unito, dimostra quanto sia estesa la rete: non soltanto Baltico e Manica, ma l’intero arco marittimo europeo viene impiegato per esportare greggio russo.
1° giugno 2026
Molotov contro la fabbrica francese di droni. Bottiglie incendiarie sono state lanciate contro lo stabilimento Delair, vicino a Tolosa, che produce droni utilizzati anche dall’Ucraina. I danni sono stati limitati. L’attribuzione russa non è stata formalmente provata, ma l’episodio è entrato nell’indagine su attività di ricognizione e possibile reclutamento filorusso attorno all’azienda. E’ il tipico sabotaggio a basso costo e ad alta negabilità.
3 giugno 2026
Prototipo filmato per un contatto russo. Un cittadino bielorusso è stato arrestato mentre filmava un prototipo della Delair e avrebbe inviato il materiale via Telegram a un contatto russo. Gli investigatori hanno esaminato anche un possibile collegamento con il precedente attacco incendiario, senza considerarlo ancora dimostrato. Il metodo è ricorrente: reclutare persone comuni online, affidare piccoli compiti e mantenere lontano il mandante.
5 giugno 2026
Drone davanti al porto di Costanza. Un drone navale ucraino, secondo Kyiv disturbato dai sistemi elettronici russi, si è autodistrutto a circa cinquecento metri dal terminal petrolifero di Costanza. Più di mille persone sono state evacuate e altri tre mezzi sono esplosi al largo. Nessun danno grave, ma un porto strategico europeo è stato messo in pericolo da un effetto collaterale prevedibile della guerra elettronica di Mosca.
14 giugno 2026
I Royal Marines salgono sulla Smyrtos. Forze britanniche hanno abbordato la Smyrtos, con circa centomila tonnellate di greggio russo e bandiera camerunense. E’ stata la prima operazione di questo genere guidata direttamente dal Regno Unito. L’equipaggio non ha opposto resistenza. Londra ha così trasformato la lotta alla flotta ombra da controllo amministrativo a operazione marittima eseguita da reparti militari.
16 giugno 2026
Colpi di avvertimento vicino a uno yacht britannico. La fregata Admiral Grigorovich ha sparato colpi di arma leggera nelle vicinanze di uno yacht britannico a circa venti miglia dall’isola di Wight. Non ci sono stati feriti e Mosca ha parlato di una manovra anticollisione, ma il governo britannico ha definito l’episodio sconsiderato. Una nave da guerra russa ha impiegato armi a pochi chilometri da un’imbarcazione civile nelle acque europee.
25 giugno 2026
La Deliver, nona nave fermata in Europa. La Francia ha intercettato vicino alla Sicilia la Deliver, partita dal porto russo di Primorsk e sospettata di utilizzare una registrazione camerunense non valida. Secondo Reuters, era la nona nave della flotta ombra fermata in Europa dall’inizio del 2026. Nove casi in sei mesi non descrivono qualche armatore disonesto: descrivono una filiera organizzata per finanziare lo stato russo.
2 luglio 2026
Bear russo contro la portaerei britannica. Un Tu-142 russo da pattugliamento antisommergibile ha compiuto ripetuti avvicinamenti alla portaerei britannica Prince of Wales nel Mare di Norvegia, volando a bassa quota e disseminando acustiche (sonoboe), prima di venire intercettato e scortato da caccia F-35B britannici. Londra ha definito la condotta insicura e non professionale. Mosca stava studiando la firma acustica, la scorta e le reazioni di un gruppo navale Nato.
20 luglio 2026
La South Star sotto controllo europeo. La missione europea Irini ha abbordato la South Star nel Mediterraneo per verificare identità, carico e registrazione, sospettati di essere riconducibili ai sistemi di falsa bandiera utilizzati dalla flotta ombra. L’operazione non ha prodotto un sequestro, ma conferma il progressivo spostamento delle rotte russe verso il Mediterraneo, dove controlli e competenze giuridiche sono più frammentati.
24-26 luglio 2026
Tre droni abbattuti dalla Romania in tre giorni. Le forze romene hanno abbattuto tre droni in tre giorni, uno dei quali a dodici chilometri da Sulina e dunque sopra le acque territoriali della Romania. Uno degli apparecchi è stato identificato come un modello Shahed, utilizzato dalla Russia. Dall’inizio dell’invasione, Bucarest aveva ormai contato trentatré penetrazioni russe: non incidenti isolati, ma una pressione sistematica sul confine Nato.
30 luglio 2026
Missile da crociera russo cade in Polonia. Un Kh-101 russo ha attraversato lo spazio aereo polacco ed è caduto nei pressi dell’area agricola di Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino, a circa cento chilometri dal confine ucraino, aprendo un cratere di dieci metri. Varsavia ha convocato l’ambasciatore russo. Un missile concepito per portare centinaia di chili di esplosivo ha percorso una parte consistente di un paese Nato: la fortuna, non la deterrenza, ha evitato le vittime.
2 agosto 2026
La Toa Payoh fermata davanti a Pantelleria. La missione Irini e le autorità italiane hanno abbordato la Toa Payoh a ovest di Pantelleria. Il comandante si era inizialmente mostrato poco collaborativo ed è stato necessario l’intervento di un elicottero. La nave, associata di recente al registro del Camerun, non è stata sequestrata per i limiti del mandato europeo: un esempio delle lacune normative sfruttate dalle reti opache.
4 agosto 2026
Aerei polacchi intercettano due aerei da ricognizione russi in due giorni. Il ministero della Difesa polacco ha riferito che aerei da combattimento polacchi hanno intercettato un aereo da ricognizione russo Il-20 a 56 chilometri dalla città di Koszalin, nella regione della Pomerania occidentale. Il giorno precedente, l’esercito polacco aveva segnalato un’altra intercettazione di un aereo da ricognizione russo sul Mar Baltico, precisando che il velivolo volava con il transponder spento.
5 agosto 2026
Drone esplosivo nell’aeroporto di Lipsia. Un drone con esplosivo di tipo militare e detonatore è stato trovato nell’area cargo di Lipsia-Halle, vicino alla pista e a un Antonov ucraino che trasportava materiale militare. Il detonatore non ha funzionato. Un cargo aveva inoltre urtato un oggetto volante. La procura federale indaga per sabotaggio; l’attribuzione alla Russia non è ancora ufficiale, ma il bersaglio coincide con la logistica occidentale per Kyiv.
22 gennaio 2026
La petroliera Grinch. La Francia ha intercettato e dirottato a Marsiglia la Grinch, partita da Murmansk e sospettata di trasportare petrolio russo sotto una bandiera delle Comore non valida. Il comandante è stato fermato. La nave è stata liberata soltanto dopo il pagamento di una sanzione multimilionaria: un caso esemplare di come identità societarie e registri di comodo proteggano le esportazioni russe.
23 gennaio 2026
La spia tra le fabbriche di droni tedesche. La Germania ha arrestato una cittadina tedesco-ucraina accusata di lavorare per l’intelligence russa. Avrebbe raccolto informazioni su aziende della difesa, prove di droni, consegne militari all’Ucraina ed eventi politici. Berlino ha espulso un diplomatico russo. Non spionaggio astratto, dunque: Mosca cercava dati sui mezzi prodotti in Europa e sulla loro destinazione.
23 gennaio 2026
Sedicimila spedizioni alla macchina militare russa. Le autorità tedesche hanno arrestato cinque persone accusate di avere organizzato almeno sedicimila spedizioni, per trenta milioni di euro, destinate a ventiquattro imprese russe della difesa. Gli investigatori sospettano il coinvolgimento di organismi statali russi. L’industria bellica di Mosca non vive soltanto di produzione interna: tenta sistematicamente di acquistare in Europa ciò che le sanzioni le negano.
26 febbraio 2026
Drone partito dalla nave spia russa. Durante la visita in Svezia della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle, le forze armate svedesi hanno visto un drone decollare dalla nave russa da intelligence Zhigulevsk e dirigersi verso la portaerei. Un’unità svedese lo ha disturbato elettronicamente. E’ il caso più nitido di ricognizione russa con drone contro un obiettivo militare occidentale.
25-26 febbraio 2026
Due intrusioni russe in due giorni sulla Romania. Mentre Mosca attaccava infrastrutture ucraine sul Danubio, la Romania ha rilevato per due giorni consecutivi velivoli senza pilota provenienti dalla zona degli attacchi russi e ha fatto decollare i caccia. E’ la tattica della pressione permanente: colpire a pochi metri dalla Nato, sconfinare, osservare le reazioni e costringere un alleato a mobilitare la propria difesa aerea.
1° marzo 2026
La Ethera con documenti falsi. Il Belgio ha fermato la petroliera Ethera, già sanzionata dall’Unione europea e legata alla flotta ombra russa, contestandole una falsa registrazione in Guinea e decine di violazioni amministrative e di sicurezza. Per ottenere il rilascio è stata richiesta una garanzia di dieci milioni di euro. Il sistema russo si regge anche su questo: una nave cambia nome, proprietario o bandiera, ma continua a trasportare energia per Mosca.
6 marzo 2026
La Caffa, la falsa bandiera e il grano ucraino. La Svezia ha fermato la Caffa, che viaggiava con una presunta falsa bandiera guineana e un equipaggio in larga parte russo. La nave era sospettata di trasportare grano sottratto nei territori ucraini occupati. Il caso mostra l’altra faccia della logistica russa: non soltanto vendere il proprio petrolio eludendo le sanzioni, ma commercializzare risorse prelevate nelle zone conquistate.
12 marzo 2026
La nave senza nazionalità Sea Owl I. Le autorità svedesi hanno fermato la Sea Owl I, sanzionata dall’Ue e formalmente registrata alle Comore. I documenti non sono stati ritenuti validi e la nave è stata trattata come priva di nazionalità; il comandante russo è finito sotto indagine. Una flotta che può cambiare identità a ogni viaggio rende più difficile applicare sanzioni, assicurazioni e norme sulla sicurezza marittima.
13 marzo 2026
Altro possibile drone russo sopra la Romania. I radar romeni hanno rilevato una possibile penetrazione del loro spazio aereo durante un nuovo attacco russo alle infrastrutture portuali ucraine. Sono stati fatti decollare i caccia e sono iniziate le ricerche di eventuali frammenti. L’attribuzione del singolo oggetto non è stata chiusa, ma l’incursione è avvenuta dentro una salva russa diretta verso il confine Nato.
17 marzo 2026
Frammenti davanti alle case di Plauru. Dopo un attacco russo contro il porto ucraino di Izmail, le autorità romene hanno cercato resti di droni nei pressi di Plauru, il villaggio Nato che si trova dall’altra parte del Danubio. L’episodio mostra quanto sia artificiale la distinzione tra guerra “dentro l’Ucraina” e sicurezza europea: bastano poche centinaia di metri perché un’arma russa cada nel territorio dell’Alleanza.
20 marzo 2026
La Deyna partita da Murmansk. La Marina francese ha abbordato la petroliera Deyna, proveniente da Murmansk con greggio russo e sospettata di utilizzare una falsa registrazione mozambicana. L’operazione ha ricevuto sostegno britannico. Il dato politicamente importante è che il commercio russo non passa soltanto da porti lontani: attraversa regolarmente le rotte europee sotto coperture amministrative difficili da verificare.
24 marzo 2026
Le spie davanti all’azienda che riforniva Kyiv. Germania e Spagna hanno arrestato Sergey N. e Alla S., accusati di avere sorvegliato per conto dell’intelligence russa un’impresa che produceva droni e componenti destinati all’Ucraina. Il bersaglio non era un segreto di stato custodito in un ministero, ma una normale azienda europea: nella guerra ibrida russa, fabbriche, dipendenti, trasporti e catene di fornitura diventano obiettivi.
25 marzo 2026
Drone ucraino deviato dall’interferenza russa. Un drone militare ucraino, destinato presumibilmente a un obiettivo in Russia, è entrato prima nello spazio aereo estone e poi in quello lettone. Un secondo apparecchio ha colpito la ciminiera della centrale elettrica estone di Auvere. Le autorità hanno indicato tra le spiegazioni la guerra elettronica russa, capace di deviare le armi e di trasferire il rischio sui paesi Nato.
29-30 marzo 2026
Guerra elettronica sopra la Finlandia. Due droni militari hanno raggiunto lo spazio aereo finlandese; almeno uno è stato identificato come un apparecchio ucraino. Il governo finlandese ha indicato il forte disturbo russo dei segnali satellitari come una possibile causa della deviazione. Non è un attacco russo diretto, ma è un effetto concreto della sua guerra elettronica: armi fuori rotta dentro un paese Nato.
18 marzo 2026
Caccia russo entra nello spazio aereo estone. Un Su-30 russo ha violato per circa un minuto lo spazio aereo dell’Estonia vicino all’isola di Vaindloo, nel Golfo di Finlandia. I caccia italiani impegnati nella missione Nato di polizia aerea sono intervenuti. Era la prima violazione russa registrata dall’Estonia nel 2026: breve abbastanza da poter essere minimizzata, precisa abbastanza da misurare i tempi di risposta occidentali.
7 aprile 2026
I router europei trasformati in strumenti del Gru. La Germania ha attribuito al gruppo APT28, legato al Gru, la compromissione di router vulnerabili utilizzati per spiare istituzioni pubbliche, organismi militari e infrastrutture critiche. Circa trenta apparati erano stati individuati in Germania, dentro una rete mondiale di migliaia di dispositivi. Il vantaggio per Mosca è evidente: nascondere l’attacco dietro normali connessioni domestiche occidentali.
9 aprile 2026
Tre sottomarini russi vicino ai cavi europei. Regno Unito e Norvegia hanno seguito per oltre un mese un sottomarino d’attacco Akula e due unità specializzate del Gugi, l’organismo russo addetto alle operazioni nei fondali, nelle acque economiche britanniche e alleate. Le navi non sono entrate necessariamente nelle acque territoriali e non sono stati accertati danni, ma hanno operato vicino a cavi e infrastrutture sottomarine essenziali per comunicazioni ed energia.
8-9 aprile 2026
Una fregata protegge le petroliere sanzionate. La fregata russa Admiral Grigorovich ha scortato attraverso la Manica le petroliere Universal ed Enigma, entrambe sanzionate e cariche di circa quarantamila tonnellate di diesel. La Marina britannica e la Nato le hanno sorvegliate. La flotta ombra non è un singolo atto ostile, ma l’infrastruttura con cui Mosca continua a vendere petrolio, eludere le sanzioni, finanziare la guerra e scaricare sui paesi costieri il rischio di incidenti provocati da navi vecchie, assicurazioni incerte, proprietà opache e bandiere spesso false. Non è più soltanto una rete commerciale opaca: Mosca ha cominciato a proteggerla apertamente con una nave da guerra.
8-10 aprile 2026
Mosca entra nella campagna elettorale ungherese. Alla vigilia del voto in Ungheria, il Cremlino ha accusato l’Unione europea di volere rovesciare Viktor Orbán. Canali Telegram russi e filorussi hanno amplificato in modo coordinato contenuti favorevoli al premier e ostili a Bruxelles e all’Ucraina. Non è necessario alterare le schede: basta usare l’autorità dello stato russo e la sua rete mediatica per delegittimare preventivamente un possibile risultato sgradito.
16 aprile 2026
La ricognizione informatica sulla deterrenza nucleare francese. Le autorità europee hanno rilevato una campagna russa di ricognizione contro i sistemi francesi di comunicazione a bassissima frequenza utilizzati anche per la deterrenza nucleare. Gli aggressori cercavano informazioni su siti, ridondanze, personale e architettura delle reti. Non risulta una penetrazione capace di neutralizzarle, ma mappare il sistema è il primo passo necessario per tentare di disturbarlo in una crisi.
19 aprile 2026
Due caccia russi sfiorano l’aereo britannico. Due velivoli russi hanno intercettato in modo pericoloso un Rivet Joint britannico disarmato nello spazio internazionale del Mar Nero. Un Su-35 ha attivato i sistemi d’emergenza dell’aereo; un Su-27 ha compiuto sei passaggi, arrivando a circa sei metri. Non vi è stata violazione territoriale, ma una manovra sbagliata avrebbe potuto provocare una collisione e una crisi militare tra Russia e Nato.
20 aprile 2026
Bombardieri strategici russi sopra il Baltico. Due bombardieri nucleari Tu-22M3, accompagnati da circa dieci caccia Su-30 e Su-35, hanno attraversato lo spazio internazionale del Baltico. Aerei Nato di sei paesi sono decollati per seguirli. Mosca ha rivendicato la legalità del volo affermando che è avvenuto nello spazio aereo sopra le acque neutrali del Mar Baltico. Ma concentrare bombardieri strategici e caccia davanti alle coste europee serve a simulare attacchi, raccogliere informazioni e logorare le difese.
25 aprile 2026
Droni russi danneggiano proprietà romene. La Romania ha recuperato i resti di due droni russi nelle province di Galați e Tulcea. Un apparecchio ha danneggiato un palo dell’elettricità e una pertinenza domestica. I Typhoon britannici sono decollati. E’ stato il primo episodio del 2026 in cui gli sconfinamenti legati agli attacchi russi hanno provocato danni materiali a proprietà private romene.
27 aprile 2026
Due tentati omicidi attribuiti al Gru. La procura lituana ha incriminato tredici persone per due tentati omicidi a Vilnius collegati al Gru, l’agenzia di spionaggio e informazione militare della Russia. Gli obiettivi erano un attivista che raccoglieva fondi per l’Ucraina e un dissidente russo baschiro. La stessa rete è stata associata a un incendio di materiale militare destinato a Kyiv in Bulgaria e ad attività di spionaggio militare in Grecia. Non propaganda: violenza clandestina dentro l’Europa.
29 aprile 2026
Il catalogo degli obiettivi da sabotare. La Germania ha arrestato il cittadino kazako Sergei K., accusato di avere fornito ai servizi russi informazioni su aziende della difesa, produttori di droni e robot e possibili obiettivi di sabotaggio. Secondo gli investigatori avrebbe anche suggerito persone da reclutare. Mosca non si limita a raccogliere segreti: costruisce elenchi di infrastrutture e individui da colpire o utilizzare. (segue nell’ultima di copertina)
2 maggio 2026
Drone russo attraversa il confine romeno. Durante un bombardamento contro Izmail, i radar romeni hanno seguito un drone russo che ha superato il confine ed è entrato nello spazio aereo nazionale. I caccia alleati sono stati messi in allerta. Non si tratta più soltanto di frammenti caduti per errore: è un velivolo d’attacco russo rilevato dentro il territorio di uno stato membro della Nato.
3 maggio 2026
La Jin Hui fermata in Svezia.
La Svezia ha fermato la Jin Hui, sospettata di appartenere alla flotta ombra e di navigare con documenti non validi e gravi problemi di sicurezza. Il comandante cinese è stato arrestato. Non è necessario che ogni marinaio sia russo: Mosca compra servizi, società, registrazioni e intermediari internazionali per far viaggiare il proprio petrolio fuori dal sistema occidentale delle sanzioni.
7 maggio 2026
Deposito petrolifero lettone colpito da un drone. Un drone proveniente dalla Russia è esploso in un impianto petrolifero di Rezekne, danneggiando quattro serbatoi vuoti. Le autorità ucraine hanno sostenuto che l’apparecchio, di origine ucraina, fosse stato deviato dalla guerra elettronica russa. Anche in questo caso Mosca non ha lanciato direttamente il mezzo contro la Lettonia, ma la sua interferenza ha prodotto un’esplosione in territorio Nato.
13 maggio 2026
Aereo spia senza piano di volo. I caccia polacchi hanno intercettato un Il-20 russo da ricognizione elettronica sopra le acque internazionali del Baltico. Il velivolo procedeva senza piano di volo e con il transponder spento. Non entrò nello spazio polacco, ma Varsavia definì l’accaduto, avvenuto con il transponder spento e senza piano di volo, come un test provocatorio nei confronti dei sistemi di difesa aerea della Nato: volare invisibili al traffico civile serve anche a costringere la Nato a mostrare radar, procedure e tempi di reazione.
19 maggio 2026
Caccia Nato abbatte un drone sopra l’Estonia. Un caccia romeno impegnato nella missione Nato ha abbattuto un drone militare entrato in Estonia dalla direzione della Russia. Kyiv ha affermato che l’apparecchio ucraino era stato deviato dalle contromisure elettroniche russe. Un’arma partita per colpire l’aggressore è diventata così una minaccia per un alleato: un’altra conseguenza della guerra russa che trabocca oltre i confini ucraini.
21 maggio 2026
Volo del ministro britannico oscurato dalla Russia. L’aereo militare che riportava nel Regno Unito il ministro della Difesa John Healey, dopo una visita in Estonia, ha subìto per circa tre ore disturbi al Gps e alle comunicazioni internet. Fonti della difesa britannica hanno attribuito l’interferenza alla Russia. L’aereo ha proseguito grazie ai sistemi di navigazione alternativi: non un semplice fastidio, ma un rischio deliberato per un volo istituzionale.
26 maggio 2026
Mosca allarga l’ombrello del disturbo Gps. La Lituania ha denunciato che gli apparati russi installati nell’enclave di Kaliningrad avevano esteso fino a centinaia di chilometri il raggio delle interferenze e delle falsificazioni dei segnali satellitari. Il bersaglio non sono soltanto i militari: Gps e sistemi di navigazione servono ad aerei civili, navi, ambulanze e infrastrutture. La guerra elettronica russa rende insicuro lo spazio comune europeo.
27 maggio 2026
Aereo militare russo sopra la Finlandia. La Finlandia ha rilevato una probabile violazione del proprio spazio aereo, vicino a Porkkala, da parte di un velivolo militare russo. Helsinki ha fatto intervenire l’aeronautica, aperto un’indagine e convocato l’ambasciatore russo. Mosca ha parlato di una deviazione dovuta al maltempo: anche prendendo sul serio la spiegazione, resta un aereo militare russo entrato senza autorizzazione in un paese Nato.
29 maggio 2026
Drone russo colpisce un condominio romeno. Un drone impiegato nell’attacco russo contro l’Ucraina ha colpito il tetto di un palazzo di dieci piani nella città romena di Galati, provocando un incendio e ferendo lievemente una donna e un bambino. E’ stato il primo episodio in cui un’incursione russa ha raggiunto un’area densamente abitata della Nato e causato feriti. Non una provocazione teorica: famiglie europee colpite in casa.
31 maggio 2026
La Tagor intercettata nell’Atlantico. La Marina francese ha intercettato la Tagor circa settecentoquaranta chilometri a ovest della Bretagna. La petroliera proveniva da Murmansk ed era sospettata di utilizzare una falsa bandiera del Madagascar. La nave, parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, è stata bloccata per sanzioni internazionali, falso pavillon camerounese e rifiuto d’obtempérer. L’operazione, sostenuta dal Regno Unito, dimostra quanto sia estesa la rete: non soltanto Baltico e Manica, ma l’intero arco marittimo europeo viene impiegato per esportare greggio russo.
1° giugno 2026
Molotov contro la fabbrica francese di droni. Bottiglie incendiarie sono state lanciate contro lo stabilimento Delair, vicino a Tolosa, che produce droni utilizzati anche dall’Ucraina. I danni sono stati limitati. L’attribuzione russa non è stata formalmente provata, ma l’episodio è entrato nell’indagine su attività di ricognizione e possibile reclutamento filorusso attorno all’azienda. E’ il tipico sabotaggio a basso costo e ad alta negabilità.
3 giugno 2026
Prototipo filmato per un contatto russo. Un cittadino bielorusso è stato arrestato mentre filmava un prototipo della Delair e avrebbe inviato il materiale via Telegram a un contatto russo. Gli investigatori hanno esaminato anche un possibile collegamento con il precedente attacco incendiario, senza considerarlo ancora dimostrato. Il metodo è ricorrente: reclutare persone comuni online, affidare piccoli compiti e mantenere lontano il mandante.
5 giugno 2026
Drone davanti al porto di Costanza. Un drone navale ucraino, secondo Kyiv disturbato dai sistemi elettronici russi, si è autodistrutto a circa cinquecento metri dal terminal petrolifero di Costanza. Più di mille persone sono state evacuate e altri tre mezzi sono esplosi al largo. Nessun danno grave, ma un porto strategico europeo è stato messo in pericolo da un effetto collaterale prevedibile della guerra elettronica di Mosca.
14 giugno 2026
I Royal Marines salgono sulla Smyrtos. Forze britanniche hanno abbordato la Smyrtos, con circa centomila tonnellate di greggio russo e bandiera camerunense. E’ stata la prima operazione di questo genere guidata direttamente dal Regno Unito. L’equipaggio non ha opposto resistenza. Londra ha così trasformato la lotta alla flotta ombra da controllo amministrativo a operazione marittima eseguita da reparti militari.
16 giugno 2026
Colpi di avvertimento vicino a uno yacht britannico. La fregata Admiral Grigorovich ha sparato colpi di arma leggera nelle vicinanze di uno yacht britannico a circa venti miglia dall’isola di Wight. Non ci sono stati feriti e Mosca ha parlato di una manovra anticollisione, ma il governo britannico ha definito l’episodio sconsiderato. Una nave da guerra russa ha impiegato armi a pochi chilometri da un’imbarcazione civile nelle acque europee.
25 giugno 2026
La Deliver, nona nave fermata in Europa. La Francia ha intercettato vicino alla Sicilia la Deliver, partita dal porto russo di Primorsk e sospettata di utilizzare una registrazione camerunense non valida. Secondo Reuters, era la nona nave della flotta ombra fermata in Europa dall’inizio del 2026. Nove casi in sei mesi non descrivono qualche armatore disonesto: descrivono una filiera organizzata per finanziare lo stato russo.
2 luglio 2026
Bear russo contro la portaerei britannica. Un Tu-142 russo da pattugliamento antisommergibile ha compiuto ripetuti avvicinamenti alla portaerei britannica Prince of Wales nel Mare di Norvegia, volando a bassa quota e disseminando acustiche (sonoboe), prima di venire intercettato e scortato da caccia F-35B britannici. Londra ha definito la condotta insicura e non professionale. Mosca stava studiando la firma acustica, la scorta e le reazioni di un gruppo navale Nato.
20 luglio 2026
La South Star sotto controllo europeo. La missione europea Irini ha abbordato la South Star nel Mediterraneo per verificare identità, carico e registrazione, sospettati di essere riconducibili ai sistemi di falsa bandiera utilizzati dalla flotta ombra. L’operazione non ha prodotto un sequestro, ma conferma il progressivo spostamento delle rotte russe verso il Mediterraneo, dove controlli e competenze giuridiche sono più frammentati.
24-26 luglio 2026
Tre droni abbattuti dalla Romania in tre giorni. Le forze romene hanno abbattuto tre droni in tre giorni, uno dei quali a dodici chilometri da Sulina e dunque sopra le acque territoriali della Romania. Uno degli apparecchi è stato identificato come un modello Shahed, utilizzato dalla Russia. Dall’inizio dell’invasione, Bucarest aveva ormai contato trentatré penetrazioni russe: non incidenti isolati, ma una pressione sistematica sul confine Nato.
30 luglio 2026
Missile da crociera russo cade in Polonia. Un Kh-101 russo ha attraversato lo spazio aereo polacco ed è caduto nei pressi dell’area agricola di Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino, a circa cento chilometri dal confine ucraino, aprendo un cratere di dieci metri. Varsavia ha convocato l’ambasciatore russo. Un missile concepito per portare centinaia di chili di esplosivo ha percorso una parte consistente di un paese Nato: la fortuna, non la deterrenza, ha evitato le vittime.
2 agosto 2026
La Toa Payoh fermata davanti a Pantelleria. La missione Irini e le autorità italiane hanno abbordato la Toa Payoh a ovest di Pantelleria. Il comandante si era inizialmente mostrato poco collaborativo ed è stato necessario l’intervento di un elicottero. La nave, associata di recente al registro del Camerun, non è stata sequestrata per i limiti del mandato europeo: un esempio delle lacune normative sfruttate dalle reti opache.
4 agosto 2026
Aerei polacchi intercettano due aerei da ricognizione russi in due giorni. Il ministero della Difesa polacco ha riferito che aerei da combattimento polacchi hanno intercettato un aereo da ricognizione russo Il-20 a 56 chilometri dalla città di Koszalin, nella regione della Pomerania occidentale. Il giorno precedente, l’esercito polacco aveva segnalato un’altra intercettazione di un aereo da ricognizione russo sul Mar Baltico, precisando che il velivolo volava con il transponder spento.
5 agosto 2026
Drone esplosivo nell’aeroporto di Lipsia. Un drone con esplosivo di tipo militare e detonatore è stato trovato nell’area cargo di Lipsia-Halle, vicino alla pista e a un Antonov ucraino che trasportava materiale militare. Il detonatore non ha funzionato. Un cargo aveva inoltre urtato un oggetto volante. La procura federale indaga per sabotaggio; l’attribuzione alla Russia non è ancora ufficiale, ma il bersaglio coincide con la logistica occidentale per Kyiv.