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Buckingham Palace

La regina Elisabetta è morta

Redazione

La morte annunciata alle 19:30 italiane: "Sua Maestà è morta pacificamente oggi pomeriggio a Balmoral", dice un comunicato della famiglia reale. Il nuovo re è Carlo III: "Piangiamo profondamente la sua scomparsa"

La regina Elisabetta II è morta oggi pomeriggio nel suo castello di Balmoral, in Scozia, a 96 anni. L'annuncio della famiglia reale alle 18:30 inglesi arriva dopo una giornata di apprensione: "Sua Maestà è morta pacificamente". A succederle è il figlio Carlo, che salirà sul trono con il nome di Carlo III, come ha anticipato alla nazione la premier Liz Truss nel suo discorso dopo l'annuncio della morte della Regina. 

 

 

"È un momento di grande tristezza per me e per tutti i membri della mia famiglia", ha detto attraverso una nota ufficiale il figlio Carlo, nella sua prima dichiarazione da Re. "Piangiamo profondamente la scomparsa di un amato sovrano e di una madre molto amata. So che la sua perdita sarà profondamente sentita in tutto il paese, nei reami e nel Commonwealth e da innumerevoli persone in tutto il mondo. Durante questo periodo di lutto e cambiamento, io e la mia famiglia saremo confortati e sostenuti dalla conoscenza del rispetto e del profondo affetto di cui la regina godeva cosi' ampiamente", ha concluso.

 

 

Come ha detto in un'intervista al Foglio Robert Hardman, che racconta la famiglia reale britannica da vari decenni prima per il Telegraph e ora per il Daily Mail, e ha scritto quattro libri sulla Regina (l’ultimo è uscito pochi mesi fa: “Queen of Our Times: The Life of Elizabeth II”, edito da Macmillan), non bisogna essere pessimisti sul futuro della monarchia. “La tentazione è di soccombere alla teoria della serie ‘The Crown’; un dramma dopo l’altro, e le cose andranno sempre peggio. Quando la regina Vittoria morì alla fine del diciottesimo secolo c’era la stessa sensazione: le cose non saranno mai come prima. Ma il suo successore, Edoardo VII, ha continuato nel suo solco e ha modernizzato la Corona, seppur con cautela. Lo stesso succederà con il principe Carlo. Sicuramente sarà difficile succedere alla Regina Elisabetta, una delle donne più rispettate in Gran Bretagna e nel mondo. Ma suo figlio si dimostrerà all’altezza: sarà un monarca diverso, ma eccellente. Nessuno ha avuto così tanto tempo per pensare e prepararsi alla vita sul trono”. 

 

 

A proposito della serie di Netflix che racconta la vita di Elisabetta II, scrive Michele Masneri che "chissà quanti errori e licenze saranno state prese rispetto alla realtà, non solo in “The Crown” ma anche in tutti i prodotti e sottoprodotti e derivati che il piccolo e grande schermo hanno messo su negli anni". Ma d'altra parte, la vita della regina è stata un'avventura. Dove lo trovi un plot così.  

 

 

Sul Foglio ricordiamo la storia della Regina e del suo lungo regno, durato poco più di 70 anni (un record di longevità sul trono superato solo dal Re Sole). Partendo da un paradosso: il suo destino non era quello di essere Regina. La sua nascita, in un 21 aprile 1926 squassato dallo sciopero dei minatori, era avvenuta lontana dai palazzi del potere, nella quieta casa borghese al 27 di Bruton Street di proprietà dei nonni materni, quei Bowes-Lyon che appartenevano a nobiltà scozzese minore, tutta caccia e campagna.

 

Già nel primo pomeriggio, in seguito a una valutazione del suo stato di salute, i dottori della regina avevano espresso preoccupazione e raccomandato che rimanesse sotto sorveglianza medica. "Sua Maestà resta a riposo a Balmoral". Lì è stata raggiunta dalla famiglia reale al completo, mentre centinaia di cittadini si radunavano fuori dall'edificio. In molti hanno anche raggiunto Buckingham Palace.

 

Dall'Italia è stato subito espresso il cordoglio del governo. "Il Presidente del Consiglio Mario Draghi - dice una nota di Palazzo Chigi - esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Sua Maestà. La regina Elisabetta è stata protagonista assoluta della storia mondiale degli ultimi settant’anni. Ha rappresentato il Regno Unito e il Commonwealth con equilibrio, saggezza, rispetto delle istituzioni e della democrazia. È stata il simbolo più amato del suo Paese e ha raccolto rispetto, affetto, simpatia ovunque nel mondo. Ha garantito stabilità nei momenti di crisi e ha saputo tener vivo il valore della tradizione in una società in costante e profonda evoluzione. Il suo spirito di servizio, la sua dedizione al Regno Unito e al Commonwealth, la profonda dignità con cui ha ricoperto la sua carica per un periodo così lungo sono state una fonte incessante di ammirazione per generazioni. Alla Famiglia Reale, ai Governi e a tutti i cittadini del Regno Unito e dei Paesi del Commonwealth - conclude la nota del governo Italiano - le più sentite condoglianze".

 

 

Ecco una selezione degli articoli del Foglio su Elisabetta II

Il 6 febbraio di quest'anno c'è stata la celebrazione dei 70 anni del suo regno. La regina era salita al trono lo stesso giorno nel  1952.

"Non mi interesso molto alla famiglia reale, ma dimmi, hai mai conosciuto la regina?”. Uno studioso serio come Ben Pimlott, storico rinomato, raccontava questo aneddoto, tipico di ogni cena londinese di intellettuali, per spiegare la decisione di mettere da parte archivi laburisti e biografie politiche e di dedicarsi anima e corpo alla ricerca e alla stesura del monumentale, splendido “The Queen”.

La morte di Diana e i nodi giudiziari del figlio Andrea, reo di aver stretto amicizie poco raccomandabili (vedi Jeffrey Epstein). Poi nient’altro. 

La monarca si è affidata ai fotografi più sognanti della sua generazione per immortalare il petto e le morbide braccia incorniciati in splendidi décolleté a corolla, in brevi maniche a gigot.

Il "primo" premier di Elisabetta II fu Churchill, ma ne seguirono molti altri, di primi ministri. Eccone una storia.

Dieci ragioni dell’eccezionalità di Elisabetta II e del suo senso per le ripartenze.

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