“L’intelligenza emotiva” dei tedeschi secondo John Kampfner

Negli ultimi anni “è emersa una sensibilità culturale cui non eravamo abituati. È cambiato il luogo comune sulla Germania", spiega al Foglio lo scrittore ed ex corrispondente da Berlino est all'epoca della riunificazione
29 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 04:00
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(foto Ap)

Il 30 luglio 1966, il giorno in cui l’Inghilterra vinse il suo primo e ultimo Mondiale di calcio in finale contro la Germania dell’ovest, un gruppo di tedeschi a Londra brindò per la vittoria inglese. Prima della partita l’ambasciatore della Repubblica federale tedesca radunò i suoi collaboratori e disse: “Se vinciamo, tutto il nostro lavoro sarà stato invano”, temendo che una vittoria della Germania avrebbe riaperto le ferite risalenti alla guerra. Dopo il fischio finale tutta l’ambasciata andò al pub e “bevette come se non ci fosse un domani per il sollievo”. Quest’aneddoto, che è stato condiviso su Twitter dalla figlia di uno dei diplomatici presenti, racconta come la sfida tra Inghilterra e Germania vada ben oltre il calcio.
Durante gli Europei inglesi del 1996, alla vigilia della semifinale tra Inghilterra e Germania, il Daily Mirror uscì con un titolo in prima pagina che fece scalpore – “Achtung! Surrender” – accompagnato da un fotomontaggio di Paul Gascoigne e Stuart Pearce con l’elmetto (l’Inghilterra fu eliminata a causa del rigore sbagliato da Gareth Southgate, che oggi è l’allenatore). Questi rigurgiti militaristi riemergono ogni volta che l’Inghilterra disputa un torneo internazionale, e in particolare quando affronta la Germania. Ma come viene vissuta questa rivalità dai tedeschi? Lo abbiamo chiesto al superesperto John Kampfner, ex corrispondente da Bonn e da Berlino est negli anni della riunificazione e autore del bestseller “Why the Germans do it Better” (perché i tedeschi lo fanno meglio), un panegirico del “modello tedesco”. Kampfner si trova a Berlino, dove trascorre gran parte del suo tempo, e non è sicuro di tifare per l’Inghilterra nella partita di martedì sera.
Lo scrittore sottolinea una differenza cruciale tra l’identità britannica e “il nazionalismo inglese” – che a suo dire si manifesta nei tornei sportivi quando il tifo britannico si divide e ognuno sostiene la propria nazionale – e raffigura “una mentalità isolana che è diventata dominante dopo la Brexit”. La rivalità anglo-tedesca “spesso è di natura amichevole ma occasionalmente assume dei contorni più oscuri”, che non piacciono ai tedeschi. “In Germania i riferimenti beceri al patriottismo vengono considerati sgradevoli e indesiderati, lo sventolamento della bandiera tedesca è stato sdoganato definitivamente solo ai Mondiali casalinghi del 2006”.
Tuttavia, lo stereotipo del tedesco sta cambiando. La Germania viene associata all’efficienza, alle macchine e all’organizzazione ma in pochi hanno notato, spiega Kampfner, che negli ultimi anni “è emersa una sensibilità culturale e un’intelligenza emotiva cui non eravamo abituati”: “I tedeschi più famosi in Gran Bretagna sono Jürgen Klopp e Thomas Tuchel (gli allenatori di Liverpool e Chelsea, ndr). Entrambi esprimono una grande intelligenza emotiva. Lo stesso vale per la cancelliera Angela Merkel. Anche durante la fase più acuta della Brexit, i britannici hanno trovato difficile accusarla di essere prepotente. È cambiato il loro luogo comune sui tedeschi”. La nazionale di Löw è per certi una metafora del paese. A breve l’allenatore e la cancelliera lasceranno il loro incarico dopo una vita e dopo avere rappresentato l’anima pragmatica, efficiente e vincente della Germania: “In rosa ci sono tanti figli di immigrati, e questo sicuramente esprime la realtà del paese. Ma l’affidabilità e l’autosicurezza dei tedeschi non si rispecchia in una squadra talentuosa ma incostante, che ha incantato contro il Portogallo ma deluso contro Francia e Ungheria”.
Secondo Kampfner questa gara rappresenta un aspetto ancora più scomodo per i britannici: “I nostri riferimenti culturali riguardano sempre la Seconda guerra mondiale e l’impero – spiega Kampfner – Questo è il segno di un paese che non si trova a suo agio con se stesso, e ha un complesso di inferiorità verso gli altri”. Che si manifesta in campo. Le cifre sono impietose: la Germania ha vinto sette tornei internazionali, l’Inghilterra uno. Negli ultimi quattro scontri diretti di un torneo internazionale (Euro 1996 e i Mondiali del 1970, 1990 e 2014) la Germania ha sempre eliminato l’Inghilterra. Questo forse spiega perché i tedeschi danno meno importanza a questa rivalità.